Buone notizie dall’incontro tra il ministro dell’economia Giulio Tremonti con la stampa estera.
Secondo Tremonti la causa della crescita del debito pubblico è da ricercarsi nella flessione del Prodotto Interno Lordo e non nella spesa pubblica. Peccato che, come molti hanno spiegato, ad esempio qui, le cifre dei documenti ufficiali di Giulio Tremonti (il fratello gemello di quello che ha parlato con la stampa estera) dicano l’esatto contrario.
Secondo il Ministro dell’Economia lo scudo fiscale ha fatto rientrare in Italia 95 miliardi di euro, la stessa cifra comunicata dall’Agenzia delle Entrate: 93 miliardi di rimpatri più 2 di regolarizzazioni, senza distinzioni fra rimpatrio giuridico e fisico. Peccato che molti abbiano spiegato – utilizzando le cifre della Banca d’Italia – che si è trattato di un rientro mediatico, perché i rientri effettivi di capitali sono stati 35 miliardi di euro.
Quali sono le buone notizie? La prima è che Tremonti non cambierà mai: è sempre il ministro abracadabra di sempre. La seconda è che Minzolini stasera potrà fare un altro po’ di propaganda a buon mercato. Alleluia!



Lasciamo perdere l’elegia dello scudo e degli scudieri… ma dire che non è aumentata la spesa pubblica è proprio una menzogna. Del resto 3conti è lo stesso che diceva di aver trovato un buco dal governo Amato nel 2001, fu clamorosamente smentito da tutti (compreso la Commissione europea) ma continuò impunemente per 5 anni ha raccontare quella balla. Onde poi omettere di dire che nel 2006 siamo finiti sotto procedura di infrazione dell’UE per i suoi conti creativi nel quinquennio 2001-2006.
E poi hanno il coraggio di premiarlo pure…
Sono uno dei ventimila italiani che nel 1970 furono cacciati dalla Libia colpevoli di essere italiani, in violazione
della risoluzione ONU 388, del trattato Italo-Libico del 1956 e della legge di ratifica 843/57.
Lo stato Italiano che doveva tutelarci e far rispettare gli accordi ci chiese di avere pazienza perchè i giusti
risarcimenti dovevano attendere gli accordi internazionali ed intanto i profughi della Libia morivano disillusi e trattati da stranieri nella
propria patria.
Nel 2008 il tanto atteso accordo internazionale e la delusione per non esserne stati inclusi, vanificando trentotto anni d’attesa senza nemmeno
l’ombra delle scuse per come fummo trattati.
Anche le promesse inserite nella legge di ratifica n. 7 del 6 febbraio 2009, (Gazz. Uff., 18 febbraio, n. 40), dove, all’art. 4, si parla degli indennizzi spettanti a noi profughi. restano ad oggi solo promesse non mantenute, di un indennizzo che forse arriverà a qualche percento del valore dei beni confiscati illegalmente nel 1970.
SONO DUE ANNI CHE MANCA SOLO UNA FIRMA PER DARE IL VIA ALL’ITER, QUELLA DI GIULIO TREMONTI.
Da cittadini italiani rispettiamo leggi che il parlamento promulga e il capo dello Stato ratifica ma con profonda amarezza vediamo che lo Stato può impunemente ignorarle perché nessuno le fa rispettare nell’indifferenza dei mezzi d’informazione e delle istituzioni.
Cordiali saluti,
Vanessa Giuliano