23 febbraio 2010
Il VI municipio va allo scontro con il ministero della pubblica istruzione per la quota del 30%, impossibile da rispettare negli istituti a causa delle poche richieste degli italiani.
Iscrizioni momentanee oltre le quote. Riferisce l’Ansa che le scuole multietniche del quartiere romano di Tor Pignattara accoglieranno i nuovi alunni stranieri oltre il tetto del 30% per classe previsto dalla circolare del ministro Gelmini. Alla elementare Pisacane di Roma, quella che contava già prima dell’imposizione quasi il 90% di bimbi stranieri, il tetto è già stato sforato di gran lunga: qui l’87% degli alunni iscritti alla prima elementare per il prossimo anno sono stranieri. E in campo a «difendere il diritto di scegliere l’istituto per i propri figli» scendono anche i papà e le mamme immigrate. In vista del rush finale sulle iscrizioni, che terminano all’ inizio di marzo, le scuole del quartiere hanno preso le contromisure rispetto alla circolare del ministro.
IL DOCUMENTO – Ieri dopo una riunione – secondo quanto riferito dal presidente del VI municipio Gianmarco Palmieri – i dirigenti scolastici del territorio, d’accordo con il municipio, hanno stilato un documento che si appresterebbero a firmare nei prossimi giorni e che prevede di accettare momentaneamente le iscrizioni alle prime classi degli alunni stranieri, nati in Italia e non, oltre la quota limite del 30% per classe. Il tutto sarà poi rimesso nelle mani del dirigente dell’Ufficio scolastico regionale che, a sua discrezione, ha il potere di autorizzare deroghe. Per l’assessore capitolino alla scuola della giunta Alemanno Laura Marsilio, invece, il nuovo accordo cui fa riferimento Palmieri «è inopportuno e strumentale». «Mi riserverò – ha proseguito Marsilio – di prendere iniziative per far rispettare la circolare del ministero, magari con un incontro per chiarirne i punti».
E GUERRA SIA – Ma a Roma ad annunciare battaglia contro la quota limite voluta dal ministero sono anche mamme e papà bengalesi, cinesi e di altre nazionalità, molti dei quali hanno iscritto i propri figli alla scuola Pisacane. Finora nell’istituto sono stati iscritti per il prossimo anno, in prima elementare, 33 bimbi stranieri e solo 5 italiani, con una percentuale dell’87% di bimbi non italiani. Oggi alcuni genitori hanno spiegato in una lettera di aver ricevuto un rifiuto da altre scuole per «mancanza di posti». Maria e Kalheda, due mamme straniere, hanno spiegato di «aver cercato di iscrivere il proprio figlio in una scuola dell’infanzia frequentata da più italiani», ma «l’iscrizione è stata rifiutata per mancanza di posti» e il loro bambino «è stato iscritto alla Pisacane». «Vogliamo essere liberi di scegliere dove iscrivere i nostri figli», hanno detto in una lettera i genitori della Pisacane, stranieri e italiani.



non è strano; nel mio paese (nell’immediata provincia di milano)
c’è una scuola media e una elementare. tutte e due hanno più del 50% di bambini stranieri tra gli iscritti . cosa si fa per arrivare al 30%? li si fucila?
cazzo, gli hai dato un’idea!!!
Questo è il classico esempio di come rovinare un provvedimento per volerlo applicare pedissequamente.
Insomma: sono d’accordo a limitare la presenza di bambini stranieri ad un tetto prefissato (che ci pensino demografi, psicologi e pedagoghi – spero di averli scritti tutti giusti – a fissare tale limite) ma “cum grano salis” (anche qui spero di aver scritto corretto). Ovvero: il tetto è da rispettare “fin dove è possibile”.
Insomma, buon senso e non rigidità da norma interpretata rigidamente. D’altronde mi pare che a Vicenza già prima della circolare della Gelmini ci si regolasse già così.
Chissà quante trafile avranno dovuto fare quelle mamme per cercare una scuola, avendola invece vicino a casa. Come se il tempo non fosse importante, soprattutto per chi lavora.
se non si da retta alla Gelmini si costringe le famiglie italiane ad iscrivere i bambini in istituti privati . Questo fare molto incazzare!
Scusa, perchè? Quale sarebbe il problema ad avere in classe su 20 allievi, 08
d’origine italiana e 12 di origine non?