S’è udito, a sinistra, distintamente un sospiro di sollievo alla notizia dell’aggressione, per una sigaretta, a Verona.
Finalmente, non se ne poteva, non ne potevamo proprio più. A distanza di pochi giorni, forse ore, dal trionfo della retorica su legge ed ordine della destra, dall’apogeo dello stato forte che riparte dal basso che più basso non si può cioè la strada, dall’apoteosi delle ronde, finalmente un motivo polemico serio per gufare tutto questo. E, magari, congratularci di straforo con noi stessi, dopo le innumerevoli mortificazioni di carne e spirito, per tanta preveggenza. Uniche eccezioni al coro d’orgogliosa rivendicazione sotto le mentite spoglie di una pensosa compunzione, tra i nostri, Travaglio prudentemente ridens per quella vecchia storia dei mazzieri a Sofri. E Di Pietro.
Il quale ha fatto sapere che per una sigaretta sola nisba.
Se non son stecche, neanche ci muoviamo























