Gli allegri viaggi degli ex deputati (a carico nostro)

05/10/2012 - Il contribuente italiano paga ancora le trasferte romene dei vecchi onorevoli. Costo 800mila euro l'anno

Gli allegri viaggi degli ex deputati (a carico nostro)

Ne parla oggi Paolo Bracalini sul Giornale: i contribuenti italiani pagano le trasferte romane degli ex deputati per un valore complessivo di circa 800mila euro l’anno. Centinaia di meteore e volti sconosciuti dei partiti transisati a Montecitorio nei decenni scorsi, insomma, possono essere rimborsati dei costi dei viaggi per attività politica verso la Capitale.

 

 

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SPESE RIMBORSATE – I beneficiari sono, dunque, tanti. Dei viaggi rimborsati possono godere la pornostar Ilona Staller, in arte Cicciolina, gli ex terroristi Toni Negri, Sergio D’Elia e Massimo Abbatangelo, il noglobal Francesco Caruso, il fondatore di Repubblica Eugenio Scalfaro, Paolo Prodi (fratello dell’ex premier Romano in Parlamento per soli 126 giorni), il radicale Luca Boneschi (in Parlamento per un solo giorno, tra il 12 e il 13 maggio 1982), ma anche personaggi di spessore come Visco, Cacciari, Filippo Maria Pandolfi (che fanno parte dell’Associazione ex parlamentari, presieduta dall’ex ministro Gerardo Bianco, che a Roma organizza convegni e incontri). Scrive Bracalini:

Il rimborso spetta agli ex deputati e non agli ex senatori, a cui è stato tagliato nel 2010, insieme a una bella sforbiciata anche sui viaggi degli ex inquilini della Camera (1.650.000 euro, all’anno, in meno rispetto a prima). Si è introdotto poi un sistema che porterà con gli anni all’esaurimento della scorta. Ma quali viaggi rimborsano? Non le gite al mare o i week end in agriturismo, ma solo i viaggi dalla città di residenza a Roma, motivati per attività politiche legate al vecchio mandato. Per gli ex deputati con più legislature siamo sui mille euro l’anno di rimborsi, ma è impossibile definire una cifra precisa di rimborso spettante agli ex (categoria di cui fanno parte molte meteore, da Cicciolina a Sergio D’Elia al no global Caruso, anche loro tra i possibili beneficiari di viaggi rimborsati). Dipende da due fattori: l’età dell’ex deputato (il contributo cala con l’aumentare degli anni) e la durata del mandato (più soldi per più legislature). «È un meccanismo complicato» conferma l’onorevole questore della Camera, Gabriele Albonetti. Non è chiarissimo che tipo di documentazione debba produrre l’ex deputato (e nemmeno se lo debba fare) per dimostrare che il suo è un viaggio istituzionale a Roma. Comunque sia, stando a quanto dice Bianco, nove legislature da deputato alle spalle, l’assegno mensile della maggioranza degli ex non basta per sostenere trasferte a Roma, poiché l’albergo e il vitto non sono rimborsati, diversamente dai viaggi.

VITALIZI SUPER – Quello dei viaggi rappresenta, comunque, un costo irrisorio rispetto alla spesa pubblica erosa di vitalizi degli ex. I vecchi deputati incassano oltre 96 milioni di vitalizi ‘diretti’ e 24,5 milioni di vitalizi ‘di reversibilità’ annui.

 

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1 Commento

  1. EUGENIO scrive:

    L’articolista Dario Ferri, dovrebbe anche citare la FIRMA di tutti i provvedimenti legislativi che provocano fuoriuscite di denaro Pubblico non certamente per l’interesse generale.
    Ciò consentirebbe al lettore di fare ragionamenti più compiuti.
    Viva cordialità

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