Un gruppo su Facebook, una cinquantina di iscritti e un’agenzia di stampa (l’AdnKronos) che lo “stana”: e così, la trollata di “Giochiamo al bersaglio con i bambini down” conquista prime pagine dei giornali cartacei e lanci su lanci nel mondo della stampa unendo, nel coro dell’indignazione, persino il ministro Mara Carfagna, che parla di atto indegno di persone civili, inaccettabile e
pericoloso” e assicura che i responsabili saranno perseguiti per il reato di istigazione a delinquere. Non solo: la protesta arriva fino alle denunce delle varie associazioni, mentre la Polizia Postale fa sapere che indagherà, ma confessa che far chiudere un gruppo su Facebook, per ragioni di legislazione, è piuttosto complesso. E già che c’è, anche Beppe Severgnini, novello questurino ci si mette sul Corriere a Sorvegliare e Punire: “Nel pomeriggio di ieri «Giochiamo al tiro al bersaglio…» aveva 930 iscritti. Siamo andati a controllare: erano 1.317 alle 19.30, 1.361 alle 19.40, 1.378 alle 20, 1.563 alle 20.30. Aumentano, quindi, certi dell’impunità. Hanno nomi e fotografie. Penso all’orrore di un papà e di una mamma se scoprissero, tra costoro, un figlio. Eppure a qualcuno accadrà“.
Ora, se Severgnini sapesse di cosa parla, si renderebbe conto che il 99% di iscritti al gruppo sono arrivati dopo la pubblicizzazione dello stesso sui quotidiani on line, e tutti si sono iscritti per poter scrivere messaggi in bacheca. Quindi, speriamo che i padri degli stessi non leggano il Corriere, altrimenti potrebbero andare a gonfiare di botte i figli per quello che è davvero un equivoco. E siccome picchiare la gente è reato, qualcuno che non ha tanta dimestichezza con Facebook quanta ne ha con l’indignazione un tanto al kilo, potrebbe essere persino denunciato per istigazione a delinquere. Anche perché Severgnini sembra essersela legata al dito, la trollata: ” Meglio concentrarsi, quindi, sulla risposta: che dev’essere rapida e memorabile. Per prima cosa, niente piagnistei su internet, che non ha colpe, e per i disabili s’è rivelata una vera benedizione. Allo stesso tempo, chiusura del gruppo; ma non sarà immediata, perché richiede l’intervento dei gestori di Facebook, che stanno negli Usa (così dice la polizia postale). Poi, punizione dei responsabili: chi ha creato il gruppo e chi ha aderito. Sono rintracciabili, e loro azioni violano diversi articoli del codice penale. Ma forse, per gli idioti moderni, occorrono pene moderne. Invece di multe, servizio nelle comunità che si occupano dei piccoli Down. Chissà: forse qualcuno capirà quanto hanno da darci, quei bambini“. Per fortuna non ha ancora chiesto la pena di morte.
Poi, che altro dire? Innanzitutto che i creatori del gruppo sono stati fortunati (o svegli) a scegliere la domenica per la trollata: visto che non c’era altro da seguire, questo ha permesso un’attenzione maggiore rispetto a quella riservata ai creatori di “Picchiamo i cani”, “Picchiamo i bambini”, e “Basta con Falcone e Borsellino”. E che è vero quello che scrive Alessandro Gilioli: “le prossime due settimane saranno decisive nella discussione di un paio di leggi finalizzate a soffocare la Rete in Italia: il decreto Romani sui video e il riesumato disegno di legge Alfano sulle intercettazioni, con la nota norma ammazza-blog. [...]Certo bastava sentire i titoli dei tg di stasera per capire che all’approvazione di queste leggi è stato molto utile“. Non volontariamente, certo. Ma alla fin fine è vero: in un paese normale, per una cosa del genere ci si farebbe due risate e basta, da noi la si usa per politica. Sad but true.




Scusa Alessando vorrei capire: la tua frase
“in un paese normale, per una cosa del genere ci si farebbe due risate e basta,”
intende che in un paese NORMALE ci si farebbero due risate sul fatto che dei cretini prendono ingiro i bambini down?
no, in un paese normale si comprenderebbe che è una trollata (come il gruppo sui cani, falcone e borsellino, picchiare i bambini) e si capirebbe che quelli stanno prendendo in giro l’indignazione che prevedibilmente si sarebbe sviluppata, non i bambini (non i cani, non i gatti, non falcone e borsellino). Invece qui si rischia l’emergenza democratica fondamentalmente immotivata.
Caro Alessandro, non condivido la tua invettiva contro Beppe Severgnini, che reputo persona molto equilibrata. Certo l’episodio del gruppo facebook contro i ragazzi down non può diventare un pretesto per censurare la rete, tuttavia delle regole sarebbero necessarie.
Severgini ha scritto sciocchezze e poi si arrampica sugli specchi.
Si e’ fatto prendere dalla moda dei media di commentare norizie riportate senza conoscerle realmente.
Chi conosce un po’ Facebook sa come funzionano (male) i gruppi e sa che il numero degli iscritti non e’ indice di consenso…anzi spesso e’ il contrario.
La gente che vuole dissentire e’ costretta a iscriversi – bastava andare a leggere un po’ di commenti per capire che erano veramente tutti contrari.
Ah, ora è chiaro! Sai, stavo per rifilarti una ramanzina in stile “mamma di famiglia” avendo frainteso il senso della frase: meno male prima di chiamare la polizia postale ho chiesto spiegazioni
Comunque, a parte le strumentalizzazioni politiche che vengano fatte per un niente, è comprensibile che la gente comune si indigni per cose come queste: se invece di un gruppo su FB fosse un gruppo di ragazzotti che magari distribuiscono volantini fuori da scuola non credi che prenderebbero un paio di sonore manate? Sarà anche una trollata ma è e rimane un modo idiota di divertirsi soprattutto per coloro che si trovano a fare tutti i giorni i conti con questa malattia: la pena di morte no ma l’idea di un po’ di sano servizio sociale io non la butterei… magari la prossima volta che si vogliono divertire vanno a giocare a World of Warcraft
Un saluto, Lisa
In un paese normale e che si ritiene civile chi insulta con tale cattiveria deve essere punito, troll o non troll.
Nella fattispecie ti sei minimamente immedesimato nello sdegno e nel dolore dei famigliari che hanno bambini down nel vedere pubblicata la foto di un bambino con la scritta “scemo” sulla fronte. Io si e la rabbia mi e’ salita in un attimo. Volevo replicare coprendo i tizi d’insulti ma siccome internet lo “mastico” parecchio mi sono bloccato per non fare ulteriore numero in un gruppo di idioti. Quindi, la rete non deve essere imbavagliata, assolutamente. Ma non puo’ nemmeno essere terreno di coltura di imbecilli: la liberta’ di espressione non e’ liberta d’insultare. Gliimbecilli devono rimanere fuori dalla rete.
P.S.: chi scrive, quando si è trovato DAVVERO di fronte a una situazione che riguardava persone svantaggiate in difficoltà, è davvero intervenuto: leggi i link
http://giornalettismo.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1233324
http://giornalettismo.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1236373
Ok, il mio non voleve essere assolutamente un rimprovero ma solo una riflessione su quanto puo’ essere disgustosa la rete e su cosa puo’ e deve essere fatto per arginare certe derive. Gli imbecilli sono sempre esistiti ma, ora, la rete amplifica a dismisura le loro gesta idiote e insane. Mettere il bavaglio alla rete e’ fuori discussione e le norme che si vogliono inserire sono indecenti. Del resto controllare militarmente la rete e’ praticamente impossibile e nel nostro parlamento non sanno nemmeno di cosa parlano. Quindi, come nella vita normale, anche in rete devono valere le stesse regole: sic et simpliciter.
quando nascono gruppi del genere basterebbe segnalarli a facebook affinché li rimuova senza pubblicizzarli troppo
quelli che creano questi gruppi lo fanno per suscitare clamore ed ottengono questo proprio quando da sconosciuti diventano conosciuti grazie ai giornali e alla tele, se ne nessuno ne parla nessuno praticamente si iscrive
P.s.
creiamo il gruppo Io odio Pinco Pallino perciò ammazziamolo
Di attention whores ne abbiamo anche su facebook: è sicuramente un modo per loro per avere più dei soliti cinque minuti di celebrità, visto che ne hanno parlato giornali, tg e saranno anche perseguiti penalmente.
E’ una trollata, sì, ma di pessimo gusto, almeno per me, sono altre le cose per cui sorridere e fare ironia.
La conseguenza più triste e seria sarà che fatti come questi verranno usati, come afferma Alessandro Gilioli, per soffocare la Rete in Italia e limitare la libertà nei blog, rimettendoci tutti quanti e tutto questo per un gruppo di decelebrati e a chi dà loro, sicuramente in buona fede, troppa importanza di quella che meriterebbero.
anch’io odio pinco pallino (che nome idiota) si MMazziamolo o almeno una statuetta in faccia!
… e comunque ti sei fregato il mio nick!
ma ti perdono
Pingback: Facebook Login » I bimbi down, Facebook e la censura prossima ventura
>>Penso all’orrore di un papà e di una mamma se scoprissero, tra costoro, un figlio. Eppure a qualcuno accadrà
…i GENITORI!…NESSUNO pensa ai GENITORIIII?!!?!1!??!
[non ho mai apprezzato moltissimo il "lavoro" del troll, ma devo dire che l'internets per le masse mi sta convincendo vieppiú che si tratti di lavoro dolorosamente necessario...]
Allora, non voglio neanche leggere gli altri commenti per non farmi sviare, tanto so già quel che voglio dire. Intanto che appena ho sentito del gruppo, sapevo che il Dir avrebbe scritto quello che ha scritto, quindi la cura G… funziona! e poi che se qualche matto ha sentito tutta ‘sta pubblicità magari si organizza e fa veramente qualcosa, e che invece di fare gli indignati della domenica perciò bisognerebbe invece guardare un po’ oltre, specialmente quando il contesto si presta alla trollata come in questo caso.
secondo me anche la pagina pubblica di Angelo Izzo era tutto sommato una trollata e fra i pochi iscritti c’era chi l’aveva fatto per sdegnarsi pubblicamente e chi magari nemmeno sapeva chi fosse il tizio. Secondo me i gruppi e le fan page su facebook vanno interpretati sotto diversi punti di vista. Comunque qualcosa vogliono pur dire:)
per qualcosa intendo anche che le “realtà” “fan” e “gruppo” su facebook vanno prese con le pinze. A volte ci si iscrive a qualcosa solo perché ci invita l’amico che a sua volta è stato invitato dall’altro amico etc etc
Vero! però io non entrerei mai a far parte di un gruppo il cui scopo è prendere in giro i bimbi down, mostrando anche qualche foto di un neonato con la scritta “scemo”… è indegno, tutto ha un limite!
Di sicuro i fondatori di quel gruppo hanno raggiunto il loro scopo, ottenere visibilità, sono stato sempre contrario all’inutile moralismo che ne scaturisce e la successiva strumentalizzazione, il miglior modo per farli sentire degli stupidi è quello di ignorarli come sono da ignorare quattro buu razzisti nei campi di calcio.
Dopo aver letto
Gentile Severgnini,
il suo articolo mi ha confermato una notizia che mi sembrava troppo stupida per essere vera: su facebook si è formata una cricca anti-down.
sarà stata anche una cazzata ma le frasi usate da quei dementi mi hanno inumidito gli occhi e rabbrividito la pelle.
Vorrei dire a questi decerebrati che il down ha un cromosoma in più, che lo rende incapace di fare alcune cose ma anche geneticamente affettuoso, dolce, sensibile. Gli adepti di questa idiozia non hanno un cromosoma in più, ma tutto in meno. Nella nostra società i veri disabili sono loro: diversamente abili nell’umanità, sicuramente abili nella bestialità.
Mi rimane solo un dubbio, che ho scritto al degno Severgnini: siamo sicuri che dare loro visibilità mediatica sia una mossa strategicamente vincente? Se non si impara a ignorare uno stupido, va a finire che crede di essere intelligente.
Regola fondamentale su internet: ignorare i troll. Trasposizione della regola fondamentale a tv e giornali: ignorare le trollate.
Poiché è evidente che si tratta di trollate (nessuno dichiarerebbe seriamente di voler fare tiro al bersaglio sui bimbi down, tanto più con nome e cognome come su FB), sarebbe stato sufficiente ignorare la trollata.
Non credo ci sia nulla da aggiungere a ciò che ha già detto Gregorj.
Credo che il vero “caso” in questa questione sia la strumentalizzazione che se ne fa.
Sono solo quattro vigliacchi senza palle, come tutte le persone che se la prendono con i più deboli, ma ugualmente le frasi con le quali hanno presentato l’ideona mi hanno inumidito gli occhi e rabbrividito la pelle.
Il cromosoma in più rende il bambino down incapace di fare alcune cose, ma anche geneticamente propenso ad essere più affettuoso, dolce, sensibile di un bambino “normale”.
I face-idioti anti-down e i molti altri gruppi demenziali che pullulano su f.b.sono i veri disabili: diversamente abili nell’umanità, sicuramente abili nella bestialità.
Mi rimane solo un dubbio, che ho girato a Severgnini: siamo sicuri che dare loro visibilità mediatica sia una mossa strategicamente vincente?
Se non si impara a ignorare uno stupido, va a finire che crede di essere intelligente
Capisco che si voglia fare la voce grossa contro un giornalista con un notevole seguito (Severgnini), ma da qui ad attaccarlo e utillizare “pena di morte”, “questorino”, ce ne vuole. Ma di che parla? Che articolo è?
Personalmente, sono contrario alla censura; contrarissimo, poi, alle strumentalizzazione che se ne fanno per limitazioni nei confronti degli utenti di Facebook (e internet in generale); però, che c’è di male nel richiedere la chiusura immediata di un gruppo del genere (poi che ci siano problemi tecnici è un altro discorso)? Tra l’altro, trollata o non trollata (capisco che la questione possa far sentire molti come dei guru internet ai quali nulla sfugge dal e nulla è sconosciuto nel mondo internet), sempre di offesa nei confronti delle persone down si tratta. E’ un tipo di umorismo, se proprio si ha la voglia di giustificarlo, ma basta con questo “non diamo importanza è un troll!” come se tutti gli altri fossere degli idioti ignoranti e boccaloni.
“che c’è di male nel richiedere la chiusura immediata di un gruppo del genere (poi che ci siano problemi tecnici è un altro discorso)?”
In questo nulla: infatti, basta segnalare e basta. C’è di male, come scritto nell’articolo, a mio parere, nel richiedere punizioni “esemplari” alla ndo cojo cojo per tutti, anche per quelli che non c’entrano nulla.
“E’ un tipo di umorismo, se proprio si ha la voglia di giustificarlo, ma basta con questo “non diamo importanza è un troll!” come se tutti gli altri fossere degli idioti ignoranti e boccaloni.”
E’ l’esatto contrario: se non dai importanza a cose del genere (cani, bambini, etc), dopo un po’ si smette di farlo.
P.S.: chi scrive, quando si è trovato DAVVERO di fronte a una situazione che riguardava persone svantaggiate in difficoltà, è davvero intervenuto: leggi i link
http://giornalettismo.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1233324
http://giornalettismo.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1236373
“C’è di male, come scritto nell’articolo, a mio parere, nel richiedere punizioni “esemplari” alla ndo cojo cojo per tutti, anche per quelli che non c’entrano nulla.”
Secondo l’articolo di Severgnini, la punizione “esemplare” (che poi sarebbe “servizio nelle comunità” e, sì, non ancora “pena di morte” alla quale maliziosamente si fa riferimento nell’articolo) non è alla “ndo cojo cojo” ma per i responsabili (cioè, i cosiddetti “amministratori”) e gli aderenti (a Severgnini è sfuggito il fatto che molti possano iscriversi per criticare – ma si potrebbe facilmente recuperare dicendo che si “puniscono” quelli che hanno scritto messaggi offensivi). E, sia chiaro, io mi limiterei solo alla chiusura del gruppo.
“E’ l’esatto contrario: se non dai importanza a cose del genere (cani, bambini, etc), dopo un po’ si smette di farlo.”
O non mi sono spiegato o non ho capito quello che vuoi dire. Il mio punto è, semplicemente: non si può pretendere che tali posizioni siano giustificate in quanto “troll”; e sono un po’ infastidito dall’atteggiamento di tutti coloro che criticano gli “eventuali” boccaloni perché hanno, appunto, abboccato alla provazione. Una persona può duramente criticare anche se conosce il fine dei “troll”.
Non capisco il tuo PS. Non ti ho attaccato dicendo che non aiuti le persone svantaggiate che DAVVERO hanno bisogno.
1) Io e te siamo d’accordo. E’ chi dice che devono essere puniti anche (il 99%) quelli che si sono iscritti per contestare che deve spiegare perché.
2) Ti sei spiegato e ci siamo capiti. Io però ti sto dicendo che se vuoi contribuire a frenare questi fenomeni, devi ignorarli. Se vuoi alimentarli, puoi incazzarti e fare casino. Perché funziona così, verifica tu stesso.
P.S.: ok
Il concetto della strumentalizzazione dell’episodio lo capisco e lo condivido…
Condivido anche il farsi due risate,ma solo davanti alla chiusura del gruppo e ad un ragionevole livello di interdizione degli autori dalle attività di facebook.
Per youtube so che dopo un TOT di segnalazioni negative il canale del segnalato viene chiuso,la stessa cosa auspico che succeda per gli autori del gruppo e poco importa che possano rientrare con account fake o simili,la volta dopo se si permettono di sporcare il web di altra palta vedranno che il vento è cambiato e che qualche schizzo di fango gli sta tornando indietro.
Nell’articolo Lei pare conoscere bene l’argomento trolls,ecco,diciamo che a compendio del suo scritto mi sarebbe piaciuto trovare un qualche suggerimento costruttivo su come fare per contrastare il fenomeno Troll,indicazioni sulle funzionalità del social network che magari non tutti padroneggiano ma che se singolarmente applicate da ciascuno porterebbero alla chiusura del gruppo nel più totale silenzio mediatico,il cui clamore rischia invece di avere effetti negativi per il web tutto.
“Farsi due risate” non mi pare la cosa più intelligente da consigliare,ecco tutto.
eppure è la regola universale della rete: don’t feed the troll
http://www.google.it/search?rlz=1C1GGLS_itIT339IT339&sourceid=chrome&ie=UTF-8&q=don‘t+feed+the+troll
Mi permetto di riassumere il senso del Suo articolo,cercando di non travisarlo.
“cari internauti,alzare un polverone contro questi gruppi significa dare ai loro autori la visibilità che cercavano.Inoltre è pericoloso perchè può venire preso come pretesto da gente assolutamente incompetente in materia di internet per legiferarci sopra e imbavagliare la rete.Quello che dovete fare in questi casi è limitarvi a segnalare come abuso o vìolazione il gruppo/autore/account,il social network lo chiuderà in automatico e il web darà prova di sapersi autoregolamentare,senza bisogno di aiuti dall’esterno.Segnalate,gente,e andate in pace con la coscienza.”
Ignorare il gruppo e lasciarlo aperto è tanto dannoso quanto condannarlo a gran voce,perchè anche in questo caso potrebbero dire “guardate le schifezze che si trovano su internet” e spingere per una regolamentazione del web.
Quello che manca nel Suo scritto,a mio parere,è la seconda parte del mio intervento qui sopra.=)
Martina, in questo momento su Facebook ci sono gruppi orrendi, che chiedono la testa di questo o quest’altro oppure dicono che il terremoto ad Haiti era meglio se fosse capitato in Sardegna.
La maggior parte viene ignorata, una piccola parte finisce per cominciare a girare finché, raggiunto il fisiologico numero di segnalazioni, lo chiudono. Una minima parte, come il gruppo “Uccidete Berlusconi” finisce sui giornali con tanto di scandalo e strumentalizzazioni politiche.
Che vogliamo farci? Istituire l’Autorità Garante di Facebook, incaricata di monitorare giorno e notte quanto accade e passare lo straccio se necessario, oppure ignorare?
(Hai ragione sul punto che forse la seconda parte dell’argomentazione era troppo implicita, ma di questo argomento ho scritto talmente tante volte che chi legge abitualmente qui si sarebbe anche un po’ rotto a rivederla riproposta; spero di aver emendato con l’edit scritto poco fa
)
Non serve istituire alcuna autorità finchè saranno gli stessi utenti del web a segnalare a Facebook questi abusi,siano essi sul Troll che ci governa o sulla pena di morte per quelli più alti di un metro e ottanta.=)
Grazie di aver tenuto conto del mio parere e di aver sottolineato ancora l’importanza dell’azione singola e silenziosa:ha dimostrato serietà,competenza e pazienza.=)
e allora, se non serve l’autorità, non serve nemmeno fare casino sui giornali e indignarsi urlando “Puniamoli”; la rete si autoregolamenta, e fa eliminare i gruppi idioti da sé
(grazie a te per la pacatezza e la pazienza)
Il fenomeno troll va ignorato punto e basta. Il gruppo è lievitato dal momento in cui Severgnini, il Corriere, la Carfagna sono intervenuti. Perché ? Perché sul web funziona così. Può piacere o non piacere. Bastava, dopo essersi accorti della trollata, chiudere il gruppo senza questo stupido clamore che non ha fatto che amplificarne la visibilità, facendo crescere, insieme al fenomeno anche le voci dei soliti tromboni che vorrebbero imbavagliare la rete per colpa di quattro deficienti che non hanno niente di meglio da fare
I fatti parlano chiaro: il gruppo andava segnalato, non pubblicizzato, e se fosse andata così nessuno avrebbe avuto la tentazione, leggendo e sentendo che gran polverone si è sollevato, di provarci a emulare le gesta di quattro troll sfigati. Allora chi ha aiutato chi, e chi invece ha peggiorato le cose? Perchè a dire non c’è nulla da ridere sono tutti bravi, ad agire in silenzio e razionalmente ignorando quello che bisogna evitare abbia visibilità non tutti lo sono altrettanto evidentemente.
Ho scoperto chi è Indigo Scarlett…Complimentoni!
mi piacciono i tuoi post MT…brava!
Ehi, questa sì che si chiama epifania (da non confondere con befana, sia chiaro!)
Cara Indigo, sei sempre la mejo…^_^
Riguardo al tema: Severgnini è stato colto in castagna, e anzichè starci ha preferito fare un pessima figura.
La cosa che mi ha dato più fastidio è l’attacco dal pulpito sul tema del fare qualcosa in favore degli altri..
A parte che Giornalettismo e molti dei suoi membri sull’argomento fanno molto (non so severgnini, che tra l’altro avrebbe modo di far eben più di noi se non altro per la sua “notorietà”) è proprio il metterla su quel pioano che è fastidioso: perchè chi ha letto l’articolo ha capito BENISSIMO che qui si contestava proprio l’atteggiamrento di chi, inzuppando il pane nella ODIOSA e VERGOGNOSA azione di chi trolla sul dolore (chi mi conosce può immaginare quanto personalmente mi dispiaccia di questo) e dandogli visibilità, ottiene l’esatto contrario di quello che vuole: neutralizzare questi imbecilli.
Stupisce che Severgnini non ci sia arrivato.
Un sorriso MTmuroso
C.
:*
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