La censura di Ikea sulle donne diventa un meme
04/10/2012 - Neanche le scuse dell'azienda svedese placano la rete
Ikea, marchio da sempre noto per la politica di apertura e di inclusione, l’ha fatta grossa quando ha cancellato dai cataloghi dell’Arabia Saudita tutte le immagini di donne perché “avrebbero potuto urtare la sensibilità dei cittadini di quel paese”. Puntuali sono arrivate le scuse ma le polemiche non si fermano.
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IL CASO - Il gesto ha scatenato critiche che nemmeno le scuse dell’azienda svedese riescono a spegnere.
guarda le immagini:
LE SCUSE - Con una lettera pubblicata sul suo sito internet, Ikea ha chiesto ufficialmente scusa.
Siamo stati in contatto con Al Sulaiman, il nostro distributore che gestisce gli Ikea in Arabia Saudita. Non è stata quest’azienda a chiederci di ritoccare le foto. Lo sbaglio è avvenuto durante il lavoro pre-presentazione della bozza di catalogo di Ikea Arabia Saudita. Abbiamo noi la responsabilità e la prendiamo interamente.
E ancora:
Abbiamo passato in rassegna varie fra le foto in discussione, come la donna davanti allo specchio del bagno e il designer donna della collezione PS2012. Queste foto potevano tranquillamente essere incluse nel catalogo dell’Arabia Saudita.
PARERI - È stato proprio un quotidiano svedese, Metro, ad accorgersi del ritocchino sessista. “Non si possono cancellare le donne dalla realtà”, ha commentato sul quotidiano il ministro per il Commercio Ewa Bjorling. Il ministro degli affari europei svedese, nota femminista, ha twittato: “Siamo nel medioevo”, quando ha saputo della decisione dell’azienda. Forse, la scelta di Ikea, è in linea con la politica economica svedese, visto che il governo non disdegna di ”bypassare le leggi che proibiscono di fornire assistenza all’Arabia Saudita per la costruzione di una moderna fabbrica per missili e artiglierie“.
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(Photo Credit/BuzzFeed)


























