La vicenda di Joe Stack è ormai nota: con un aereo da turismo si è schiantato contro l’ufficio delle tasse, per vendicarsi dei suoi debiti nei confronti dello Stato. Ora su Facebook iniziano a nascere diversi gruppi che lo incensano come eroe contemporaneo
L’America non è nuova a gesti estremi di cittadini americani che si ribellano contro lo Stato, ma Joe Stack ha sollevato un sentimento di simpatia nei suoi confronti da parte di molti concittadini: la rivolta contro le tasse. Su Facebook, l’ultimo avamposto della libertà di espressione nel senso più ampio e banalizzante del termine, stanno nascendo dei gruppi che ne elogiano il gesto.
LOTTA CONTRO LE TASSE – In realtà, quando il Presidente del Consiglio italiano o alcuni suoi ministri invitano a evadere quelle tasse considerate inique o che portano via i soldi da una regione per darli a un’altra non si sono inventati nulla di nuovo. Gli Stati Uniti d’America sono nati proprio rifiutandosi di pagare un balzello. Era il 1773 e a Boston furono gettati in mare interi carichi di tè che dovevano raggiungere la madre patria inglese, per protesta contro le tasse che si pagavano per le esportazioni. Quel gesto, il “Boston Tea Party” è stato anche ispiratore per la fondazione nel 2006 di un partito ultra liberale, che ne ha preso il nome e che nel suo atto costitutivo proclama che il suo scopo è di “ridurre la dimensione e l’ingerenza del governo a tutti i livelli”.
L’ALTARE DEGLI EROI – In Italia abbiamo Tartaglia, il lanciatore di souvenir, in America hanno Stack. Il risultato, nonostante un oceano in mezzo, è lo stesso, segno evidente che l’utente medio dei social network è decisamente globalizzato. Al momento sono già due gruppi di fan (e uno di detrattori) e una decina di gruppi di discussione sul suo gesto (la maggiorparte dei quali, più o meno con la stessa proporizione sono a favore dell’uomo). Uno dei primi gruppi, che raccoglie 500 fan, si descrive così: “questa pagina NON è per glorificare le sue azioni, ma semplicemente perché – dopo aver letto le sue motivazioni, non possiamo che essere d’accordo e simpatizzare con i pensieri di Joe Stack”. La presentazione di un secondo è meno ambigua: “Benvenuti nel sito dei fan di Joe Stack. Dedicato a un uomo che, frustrato come molti di noi nei dal nostro governo corrotto e inetto, si è sacrificato per affermare il suo rifiuto. La storia lo giudicherà come un patriota o come un terrorista? Tutto dipenderà da chi sarà a scriverla.”Di contro, tutti i gruppi contro il suo gesto o contro la sua glorificazione possono essere riassunti con il titolo di uno di questi: “chi è fan di Joe Stack è un terrorista”.
RIMOZIONE SI O RIMOZIONE NO? – Nel contestatissimo documento sui diritti e le responsabilità degli utenti di Facebook, è fatto espressamente divieto di pubblicare contenuti che istighino odio o violenza, minaccino persone, o pornografici. Facebook fu costretto a chiudere un gruppo che inneggiava all’olocausto per queste ragioni, ma l’interpretazione della regola al punto 3.7 per casi come questi è molto controversa, e i gestori del social network hanno un ampio margine di discrezionalità nella sua applicazione.
NOTA PER I NAVIGANTI – Blogger, giornalisti di testate on line, curiosi, un piccolo consiglio: non cercate foto di Stack on line con google immagini. Joe Stack è anche il nome di un famoso attore porno gay, e i risultati che ricevereste non sono proprio quelli che avevate immaginato.

E ho letto sempre di un’altra matta che intende far causa al Governo degli Stati Uniti per le tecnologie che spiano i cittadini, ma soprattutto perchè pagare le tasse è illeggittimo, chiede un risarcimento di 950 miliardi di dollari.
io sono uno di quelli che era d’accordo con il precedente inquilino di via XX settembre e che giudicava positivamente il pagare le tasse. Pagare le tasse, ricevere come gruppo dei servizi (anche quelli di cui non ho bisogno io ma forse il mio vicino sì) è quanto di più utile possa fare un governo.