Quando un politico italiano sente il bisogno di dimettersi? Quando è che uno che ricopre cariche pubbliche capisce che è il momento di fare un passo indietro, perchè è davvero necessario? Il caso di Nicola Cosentino, dimessosi ieri da sottosegretario all’economia e coordinatore regionale del Popolo delle Libertà è di certo sintomatico: Cosentino è stato accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per le sue frequentazioni con il clan dei Casalesi, qualche mese fa, e nell’occasione ha dichiarato di non avere
alcuna intenzione di dimettersi. Non se ne parlava proprio. Poi, oggi, si è dimesso. Il motivo? Il partito, ovvero Berlusconi e Fini, ha trovato l’accordo per candidare alla provincia di Caserta un uomo dell’Unione di Centro, tal Domenico Zinzi. Una candidatura che servirà al PdL per avere l’appoggio dell’UdC nelle elezioni regionali in Campania, dove il candidato Stefano Caldoro è riuscito ad avere la meglio sui nomi proposti dal sottosegretario. Insomma, quello che non poté l’accusa di essere un camorrista, lo poté la provincia di Caserta. Sintomatico, no?
Quello di Cosentino è un gesto rabbioso, e in dissenso con lo stesso Berlusconi. E segue la guerra per bande in atto da mesi nel PdL campano, con schierati da una parte Italo Bocchino, Antonio Martuscello e Mara Carfagna, e dall’altra gli uomini dell’ormai ex sottosegretario all’economia e di Landolfi. Chi ha avuto modo di sentirlo, scriveva ieri l’Ansa, assicura che le dimissioni sono irrevocabili. Il suo, quindi, non andrebbe letto come un tentativo di ‘rilanciare’, ma come una vera e propria presa di distanze dalla campagna elettorale che sta per iniziare in Campania. “Voglio liberare il campo da ogni strumentalizzazione in vista della campagna elettorale“, si limitaa rispondere Cosentino. “Il mio progetto politico era un altro“, avrebbe spiegato. L’accordo con l’Udc, invece, si sarebbe basato sulla spartizione delle poltrone, raccontano. Ma quale progetto politico, su, siamo seri. E’ la risultante, ma non l’ultimo capitolo, di una guerricciuola tutta interna, che ovviamente con la politica, i valori e altre baggianate di questo genere non c’entrano nulla.
La verità è che per Cosentino, che è l’esatto idealtipo del politico italiano, le accuse di mafia e camorra gli fanno un baffo. Ma non toccategli la provincia di Caserta, sennò lui prende cappello e se ne va sbattendo la porta presentando le dimissioni. In attesa che Berlusconi le respinga, il dato politico è questo. Bisognerebbe anche vergognarsene, ma non importa.



Eh, ma lui è un uomo tutto di un pezzo, che ne sapete voi. Camorrista sì, ma cornuto e mazziato lo dici a quello lì.
Berlusconi e Fini hanno subito annunciato che appoggeranno il candidato dell’Udc alla provincia di Caserta. Cosentino si è dimesso da sottosegretario (presidente del Cipe) e coordinatore del Pdl in Campania. Ha vinto Casini (e Fini). Ha perso Berlusconi (e Landolfi). Non è improbabile, a questo punto, che Cosentino lasci il Pdl.
Che amarezza…
Buahahahahahahahaha… XD
Scusate ho letto che… che Berlusconi ha detto che gli indagati non devono… Puahahahahaahah… non devono essere ricandidati nelle liste elet… ahahahaahahahah elettorali!!!
Dai su carnevale è gia finito, basta con gli scherzi, mi dite qual’era la notizia vera?
La notizia vera è che il signo b, o psiconano che dir si voglia, ha respinto le dimissioni di Cosentino. In fondo è solo un birbantello. Cosa volete che sia?
Da quando in qua un politicante corrotto e delinquente prova vergogna? E perchè mai dovrebbe? In fondo il suo capo è maestro in questo, e gli allivi hanno imparato la lezione come meglio non si potrebbe.
Prendessero lezioni da Marrazzo.
INDECENTE TEATRINO DELLE DIMISSIONI DEI TURBAMENTI IL SILTANO USA GLI AGGETIVI DEI BAMBINI INFATTI È ALTO COME UN BAMBINO CAPRICCIOSO CHE LA DIRETTRICE TUTTO PERMETTE E PRENDE TUTTI PER IL CULO QUANDO DIREMO BASTA SUL SERIO?
Non vi preoccupate: ha già ritirato tutto, non si dimette più.
Fiuu, pericolo scampato, gia stavo in pena.