“L’Italia è la maggior minaccia all’Euro-zona. Un suo salvataggio sarebbe molto difficile”. Il premio Nobel per l’economia, Robert Mundell mette in guardia i mercati internazionali sullo stato del nostro Debito pubblico. Preoccupazione anche da Bankitalia e Commissione Ue.
“L’Italia è la minaccia più grande per l’economia dei 16 paesi della Zona dell’Euro“. Parola del premio Nobel per l’economia, Robert Mundell. L’economista d’origine canadese, intervistato
dal network televisivo americano Bloomberg tv ha sostenuto inoltre che “ci sono seri motivi di preoccupazione” per il nostro paese e che un suo eventuale “salvataggio“, visto lo stato attuale dei conti pubblici, sarebbe “molto complicato“.
L’ITALIA È AD ALTO RISCHIO - Mundell, che ha ricevuto il premio Nobel nel 1999 con una ricerca che ha contribuito a gettare le basi per la stessa moneta unica europea, è noto soprattutto per i suoi studi accademici sulla politica monetaria e fiscale in regime di diversi tassi di cambio. Conosce pertanto la situazione italiana molto bene. Ne ha valutato, nel corso degli anni, sia i pregi, sia i difetti. La sua preoccupazione, quindi, non appare estemporanea. “Sarebbe molto difficile riuscire a salvare l’Italia – ha chiosato l’economista – qualsiasi cosa si stia facendo per la Grecia e magari per il Portogallo e anche per l’Irlanda, deve anche essere fatto, entro breve tempo, per salvare l’Italia. L’Italia stessa deve essere preoccupata“. Gli analisti economici della Tv che fa capo al magnate dell’editoria e sindaco di New York, Michael Bloomberg, hanno poi ricordato come “il governo italiano ha cercato di impedire che l’Italia fosse accomunato con le altre economie deboli della zona dell’euro“, i cosiddetti PIIGS – Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna – che recentemente stanno causando non poche preoccupazioni agli investitori internazionali per la loro scarsa capacità di controllo del deficit e del debito. “Lo stesso Primo ministro italiano, Silvio Berlusconi – ha ricordato il network americano – ha detto lo scorso 10 febbraio che molte altre nazioni stavano facendo ‘molto peggio’ dell’l'Italia e che i mercati gli hanno dato fede“. Affermazioni però infondate, sostengono gli analisti economici di Bloomberg, poiché l’Italia, che in Europa rappresenta la quarta economia più grande, “non è ancora fuori dalla recessione“, specie dopo “la contrazione dello 0,2% segnata nel quarto trimestre del 2009“. Il Pil, su base annua, è calato del 5% rispetto a quello registrato nel 2008. Il Debito pubblico, quest’anno, salirà al 117%. Cifre, secondo pure Robert Mundell, che fanno del nostro paese “dopo la Grecia, il paese a più alto rischio“.
SOTTO IL TIRO DELLA SPECULAZIONE - Il prestigioso economista d’origine canadese, per di più, sostiene che il nostro elevato Debito pubblico finirà per creare “problemi a tutta la regione dell’euro, specie se dovesse esserci un aumento dei tassi d’interessi” che renderebbero, di fatto, “molto difficile all’Italia far fronte ai suoi prestiti“. “L’Italia – rimarca Mundell – ha circa 1,8 trilioni di euro (1 milione e 800 mila miliardi n.d.a) di Debito pubblico, più di cinque volte superiore a quello della disastrata Grecia“. Robert Mundell, che tra l’altro è anche professore all’autorevole Columbia University, sostiene che: “Se l’Italia avrà delle difficoltà, diventerà inevitabilmente un bersaglio della speculazione e allora ci saranno problemi enormi anche per l’euro“. Riguardo all’Euro-zona, Mundell valuta invece del tutto “ingiustificati gli allarmi di chi preconizza una spaccatura dell’unione monetaria“. Anzi, a suo parere “l’Euro-zona dovrebbe continuare a crescere arrivando a includere anche l’Inghilterra“. Nell’immediato, comunque, le autorità monetarie europee “non devono permettere per almeno dieci anni all’euro di superare quota 1,40 sul dollaro” perché, sostiene l’economista, questo rischierebbe di penalizzare fortemente le esportazioni e di conseguenza l’economia continentale. Quanto alla Grecia, Mundell reputa che sia “un problema locale“, così come lo può esserlo “la California per gli Stati Uniti“. “La California può anche andare in default – ha detto il premio Nobel – ma questo non avrà alcuna conseguenza sul resto del paese“.




ma magari è roba di amici degli amici: sembra una profezia che si autoadempie, almeno nelle speranze
Sì, sono le solite discussioni che facciamo quando ci ritroviamo tutti il venerdì sera a casa di Cipiciani per il poker. Anziché, fiches usiamo bond argentini
Pingback: diggita.it
Pingback: www.upnews.it
Attenzione: il debito pubblico italiano è di circa 1800 miliardi di euro. Forse la traduzione dell’autore non è corretta. In effetti in inglese “trillion” significa 1000 miliardi, in italiano “trilione” significa 1000 milioni di miliardi.
Niente da dire invece in merito al rischio Italia ben evidenziato dall’articolo. Peccato non si evidenzi che il debito pubblico lo hanno creato proprio le banche proprietarie di Bankitalia che hanno sempre dettato le scelte governative italiane in merito alla politica monetaria. Qui il discorso si fa lungo, ma tutto parte sempre dall’avidità umana.
Giusta precisazione. Bisognerebbe avvisare Word che Trillioni (con 2 ‘L’) lo corregge automaticamente in Trilioni (con una). Per fortuna (mica tanto) c’è la n.d.a. da 1 milione e 800mila miliardi di euro. Grazie
Scusate l’ignoranza…
Cosa succede concretamente in caso di default? quali sono le conseguenze nell’immediato?
C’è un link nell’articolo… Questo: http://www.giornalettismo.com/archives/44655/1milione-e-800mila-miliardi-di-ragioni-per-essere-preoccupati/
E una completa letteratura su G.com
Grazie, ma io intendevo dire un’altra cosa:
cosa succede la mattina dopo del giorno che viene dato l’annuncio della bancarotta?
le pensioni non vengono più pagate? gli statali vengono licenziati? i titoli di stato diventano carta straccia?
insomma cosa succede dopo?
Il day after? Hai presente Armageddon?!
Da non confondere con “Karmageddon” visto che qui giurano pure le recensioni notturne da youporn… (anche se, in un certo senso il risultato è ANALogo)
Pingback: kligg.org
Pingback: www.pubblicanews.it
”Se l’Italia avrà delle difficoltà, diventerà inevitabilmente un bersaglio della speculazione”
Il signore si dimentica solo di dire che la speculazione massiccia , la faranno quelli che parlano la sua stessa lingua.
Cioè emettere debito come facciamo noi è illegale, speculare su poveri disgraziati come fanno gli anglosassoni invece è cosa giusta e buona.
Ciò d’altra parte non toglie i problemi endemici di questa nazione
Negli speculatori qualche italiano lo trovi sempre. E’ anche questione di capacità oltre che di volontà.
Pingback: nuova resistenza » Il Nobel Mundell lancia l’allarme: “L’Italia è a rischio default”
Pingback: Il Nobel Mundell lancia l’allarme: “L’Italia è a rischio default” « Io voto Pro Lib3rtarian Iniziative
Lasciando perdere il tema della discussione, il nobel Mundell è famoso per le sue previsioni totalmente sbagliate. Proprio a seguito delle parole sull’Italia, non ricordo se sul Sole o su MF è uscito un’articolo che dopo aver elencato i numerosi errori di Mundell ironicamente sosteneva ci fosse da essere contenti della sua previsione
E’ stato il Sole24ore, quello che ha eletto Tremonti personaggio economico dell’anno 2009 (o meglio, che solo Riotta l’ha eletto…) Beh, faranno un analogo articolo per essere contenti pure delle previsioni di Draghi ed Almunia. Contenti loro di un paese che deccresce del 5% e con un debito pubblico quasi al 120% del Pil…
Già…il Sole 24 Ore di Riotta era anche quello che dava la notizia del PIL italiano del 4° trimestre 2009 a -0,1% in un trafiletto di spalla invisibile nella sua edizione online, mentre nel titolone propagandava i 100 mld rientrati in patria grazie allo scudo fiscale.
Pingback: WSJ: i conti pubblici dell’Italia sono a rischio
Pingback: Elezioni che cuccagna (ma solo per i soliti noti), intanto l’Italia rischia il fallimento | Lista Civica 5 Stelle "Beppe Grillo" Guastalla Liberata
IL DEFAULT DELL’ ITALIA E’ PROSSIMO.CONSIGLIO DI LIBERARSI DI TUTTI I TITOLI DI STATO ITALIANI FIN CHE SI E’ IN TEMPO.
Quando saremo in default che facciamo ci impicchiamo tutti?