Eccoli! Sono arrivati! Sono gli alfieri della privacy (altrui), i fustigatori del Visco furioso. Ma al Giornale non riescono a resistere, ed ecco che a pagina 2 dell’edizione cartacea pubblicano gli elenchi dei redditi del 2005 di alcuni vip, per Milano, Torino e Roma. Il pezzo non è ancora presente nell’on line, ma trattasi di
tabelle lunghine e ben fornite con articolino di commento. Con una caratteristica curiosa: non sono in ordine alfabetico, ma di ricavi, inframmezzata da alcuni nomi che invece guadagnano poco; così la fruizione è un pochino resa complessa. Altra particolarità: nel pezzullo che commenta i redditi di Milano si parla del “Paperone Carlo Micheli“, figlio di Francesco, di Giorgio Armani, Dolce e Gabbana, Enrico Bondi, e che a Torino la Littizzetto guadagna più di Alfonso Iozzo del San Paolo. Afef Jnifef, invece, viene bollata come la meno ricca del gruppo. Indovinate chi si sono dimenticati di citare, al sesto posto tra i maggiori contribuenti milanesi? Sempre sul tema, da notare l’opinione di Aldo Busi, che si schiera a favore proprio di Visco: “approvo in pieno la decisione di mettere i redditi 2005 dei contribuenti (e no) on-line, mi dispiace solo di non averci trovato il mio nome, e io che da sempre in qua mi davo tante di quelle arie quale contribuente modello! Dai, è irresistibile venire a sapere che il gioielliere con cinque vetrine nel centro del paese dichiara Euro 20.000 l’anno, e venire ovviamente a sapere il nome del suo commercialista, sulla bocca di tutti in piazza, e quindi tutti gli altri bei nomi da lui assistiti che, padroni di fatto del territorio e tutti di dichiarata fede cattolica e i primi a mettere su faccia contrita a messa cantata, dichiarano quanto un lavoratore dipendente non proprio alla frutta (di scarto da mercati generali) e poco più della ex badante di mia madre“. E’ sempre il miglior scrittore italiano vivente.
Sempre sul tema, copincollo – perché è perfetto già da sé e non c’è nulla da aggiungere – un post di Aioros: “Il Codacons, non si sa bene a che titolo, vuole 20 miliardi di risarcimento dallo Stato per la faccenda delle dichiarazioni dei redditi online, per poi distribuirli ai 38 milioni di contribuenti dando circa 520 euro a ciascuno. Capite bene che stiamo parlando dell’idea più figa degli ultimi vent’anni: il risarcimento a impatto zero. Devo dire però che personalmente, fossi il Codacons, me la sarei giocata meglio. Prima di tutto avrei chiesto una cifra più suggestiva, che so, mille miliardi, così mi sarei dato un risarcimento di 26000 euro e la mia autostima ne avrebbe giovato. Certo, io non ho ventiseimila euro e avrei probabilmente dovuto risarcirmi a rate, ma l’avrei fatto a interessi bassissimi. In secondo luogo, avrei organizzato il pagamento in maniera più originale. Esempio: ogni contribuente si fa risarcire dal contribuente successivo, in ordine alfabetico. L’ultimo, il signor Zzyslak, si rivolge al Codacons“. Questa è avanguardia!
La notizia hi-tech del giorno è che Vodafone e Tim porteranno l’Iphone in Italia entro la fine dell’anno. “Il nuovo modello del telefonino cult della casa di Cupertino si gioverà di una connettività 3G, di terza generazione e avrà una forma leggermente diversa rispetto al modello attualmente in vendita in altri paesi. L’arrivo sul mercato italiano – che si attende insieme a Vodafone – potrebbe avvenire a giugno, con il telefonino-iPod in due configurazioni, da 8 e da 186 gigabyte“. Da altre parti si scrive che bisognerà però tenersi la card del cellulare Tim per almeno nove mesi (la libertà del consumatore!). Quello che si dimentica di ricordare è che, a causa dell’accordo non in esclusiva, in Italia l’I-Phone costerà di più che nel resto d’Europa e in America. A parte i manager fighettini e inamidati, chi lo comprerà? Si profila un nuovo fiasco?
Notiziuole sparse: a Torino, alcuni vigili fanno multe per divieto di sosta e rischiano il linciaggio da parte di duecento infuriati cittadini. Son cose belle. Il nuovo governo sembra avere in mente di rispolverare la riforma Moratti per recuperare i debiti formativi. Finalmente qualcosa per i gggiovani, che possono tornare ad occupare le scuole per settimane! In Liguria, invece, hanno una mezza idea di promuovere una class action contro le Ferrovie dello Stato: “Venti paragrafi di richieste, segnalazioni e suggerimenti per migliorare il servizio pubblico ferroviario. Quattro i punti fondamentali: la garanzia del mantenimento del servizio, legato al reperimento dei fondi da parte del Governo e alla minaccia di Fs di tagliare tra il 15 e il 20% dei convogli; il rinnovo del parco rotabile; la questione della chiusura delle biglietterie che espone i viaggiatori a multe salate quando salgono sul treno senza aver potuto fare il biglietto; e la richiesta dell’orario cadenzato, quello adottato per esempio in Svizzera (che quanto a puntualità è maestra).” Buon divertimento.
Vignette di Marcellopera


















Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
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I redditi dei vip su Il Giornale : Giornalettismo…
Eccoli! Sono arrivati! Sono gli alfieri della privacy (altrui), i fustigatori del Visco furioso. Ma al Giornale non riescono a resistere, ed ecco che a pagina 2 dell’edizione cartacea pubblicano gli elenchi dei redditi del 2005 di alcuni vip, per Mila…
[...] (via iphonetattler.com) [...]
Grazie per la segnalazione dell’intervento di Busi su Dagospia (Scrittore, non scrittore, eh:-): me lo sarei sicuramente perso. E si sente la mancanza della sua saggia voce (quando finirà il sistematico ostracismo dei media nei suoi confronti?).
Sempre gradevole scoprire che alle persone che stimo e seguo piacciono gli stessi politici che piacciono a me: ma questo è un idem sentire fatale, profondo.