Non è una corsa a due, eppure la successione di Silvio Berlusconi è una questione che appassiona sempre di più il chiacchiericcio politico, e stavolta scende in campo persino Mara Carfagna. Il ministro delle Pari Opportunità in una intervista al settimanale “A” premette che Silvio Berlusconi «c’è e ci sarà ancora» e «può giocarsi anche la partita del 2013». Questo perchè, secondo la Carfagna «è l’unico leader capace di calamitare consensi; di guidare il Paese in un momento così complesso, così delicato». Ma, ad una domanda sulla futura successione, la Carfy ha risposto decisa: «Dico Gianfranco Fini. Ha contribuito a fondare il più grande partito d’Europa e sta contribuendo a farlo crescere. Stimo Fini da sempre e prima di aderire a Forza Italia – rivela – ho votato Movimento sociale e An. Mi riconoscevo nei valori e nei principi della destra. E soprattutto mi riconoscevo in Fini: un leader capace di disegnare il Paese declinando parole importanti: legalità, ordine, sicurezza, famiglia».
Una dichiarazione che non è del tutto sorprendente, soprattutto se si pensa alla “santa alleanza” che in Campania ha portato a costruire un contropotere rispetto a quello del sottosegretario Nicola Cosentino, un contropotere tanto forte da essere riuscito a bloccare la candidatura alla presidenza della Regione Campania dopo la notizia della richiesta d’arresto per concorso esterno in associazione mafiosa. E che oggi si salda con l’outing di Mara, la cui stima nei confronti di quell’Italo Bocchino criticato in modo duro in altre occasioni proprio da Cosentino, è ormai cosa tangibile. Tanto che per un certo periodo si era parlato persino di una Carfagna candidata alla Regione Campania con l’appoggio dei finiani, contro Cosentino e il resto del PdL. Un’ipotesi caduta con la convergenza su Stefano Caldoro, il socialista che vuole il nucleare in Campania pur appartenendo a un partito che ha contribuito a fare sparire l’atomo dal paese con l’appoggio al referendum sulle centrali.
Evidentemente, però, Berlusconi la pensa in modo diverso se, scrive l’Ansa, ancora una volta ha fatto trapelare il nome del suo pupillo, Angelino Alfano. L’altra sera, infatti, nella cena a villa Gernetto,organizzata per una raccolta di fondi per il partito con molti grandi nomi dell’imprenditoria italiana, il Cavaliere avrebbe ribadito che nel 2013 cederà il passo ad un successore. Chi? Ad esempio Alfano, avrebbe detto il premier, il quale peraltro già nel marzo dell’anno scorso in una intervista alla direttrice di A Maria Latella per il suo libro dedicato al Cavaliere (‘Come si conquista un paese‘), aveva messo già in pista per la sua successione il ministro della Giustizia. Il cui nome era uscito anche sui giornali lo scorso dicembre, nel periodo più buio della popolarità del Cavaliere e dopo gli attacchi di Fini e gli scandali sulle escort. Sarà: pare però piuttosto strano che in tutto ciò si dimentichino le ambizioni di Giulio Tremonti, le cui intenzioni di arrivare sulla poltrona del leader dopo l’era Berlusconi parevano piuttosto trasparenti, ormai. Senza contare che Francesco Gaetano Caltagirone, nella recente intervista rilasciata al Foglio, aveva persino avanzato la candidatura di Pier Ferdinando Casini, sollecitandone il rientro nei ranghi. Di certo ne vedremo delle belle. E forse non ci sarà nemmeno bisogno di aspettare il 2013.
(vignetta di Bucchi)



prima però dobbiamo arrivarci al 2013…..
Noi intanto speriamo di arrivarci…
Secondo me (e non lo dico da oggi) invece questo governo non ci arriverà. Ma la cosa preoccupante è che al momento ad esso non ci sono alternative credibili
C.
Molto meglio di alfano è losptutto nertoladro
Beh, la Carfagna comincia a farsi al bocca per il successore.
che la Carfagna si dimostrasse finiota come la Polverini, non me l’aspettavo; Fini oggi propugna dei valori che non sono quelli del Pdl o di Berlusconi, anzi sono opposti, e pertanto potrà diventare capo di un altro partito che non sia il Pdl (il chè è lecito, ma non è lecito che Fini continui a stare nel Pdl). Al posto di Berlusconi, quando sarà, comunque il più tardi possibile, molti vedono bene Alfano, ma certi sussurrano il nome di Piersilvio. Però mi chiedo, e chiedo a Berlusconi, perchè non prendere in considerazione un attuale outsider, l’ottimo On.Prof.Antonio Martino?
E perchè non Gheddafi????
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che la carfagna stimasse molto bocchino è cosa che non mi stupisce viste le vicende che l’hanno fatta arrivare al ministero.
OT ma dopo la vicenda escort e quello che sta venendo fuori con bertolaso qualcuno ha più notizie del celeberrimo disegno di legge della estimatrice di bocchino che prevedeva l’incriminazione degli utilizzatori finali?