Economia

Deficit, Debito, Decrescita: le tre D sulla testa di Tremonti

17 febbraio 2010

L’Italia, dopo un anno orribile, si appresta a vivere altri 12 mesi di passione sul versante delle performance economiche e della tenuta dei conti pubblici. Per colpa di 20 mesi di inazione. E il futuro è a rischio. Una nostra analisi vi spiega perché

La Banca d’Italia ha di recente pubblicato il supplemento al bollettino statistico che aggiorna il quadro mensile dell’andamento di incassi, pagamenti e stock del debito pubblico. Delle preoccupazioni sulla montagna del nostro debito pubblico abbiamo già parlato. E’ possibile, utilizzando oltre ai dati di Banca d’Italia, anche i documenti di finanza pubblica presentati dal ministero dell’Economia e dal Presidente del Consiglio, fare ulteriori considerazioni.

L’ESPLOSIONE DEL DEBITO PUBBLICO – Il debito pubblico nei 20 mesi di governo Berlusconi è passato dai 1.649,3 miliardi di euro di maggio 2008 ai 1.761,2 di fine 2009, dopo aver toccato quota 1.801. Una montagna che, divisa per ogni cittadino italiano, fa poco meno di 30 mila euro a persona. Una montagna che sotto il governo Berlusconi è aumentata in media ogni mese dello 0,35%: su base annua significa il 4,2%. Il governo precedente aveva iniziato il suo mandato con uno stock di debito di 1.578,3 miliardi di euro, registrando un incremento medio mensile nei 24 mesi dello 0,23%, il 2,8% su base annua. In valore assoluto, il debito pubblico sotto il governo Prodi è aumentato di 3,6 miliardi al mese, sotto il governo Berlusconi di 5,7 miliardi al mese: molto più rapidamente che nel biennio precedente (vedi grafico). Quest’aumento si deve soprattutto la divaricazione tra la dinamica delle entrate e quella delle spese dello Stato, che porta la formazione dell’indebitamento netto, meglio noto come deficit, cioé la differenza tra il totale delle entrate e il totale delle spese dello Stato.

L’AUMENTO DEL DEFICIT DI BILANCIO – E’ il famoso parametro di Maastricht, che non dovrebbe superare il 3% del Pil. In Italia nel 2009 ha toccato invece il 5,3%. Secondo Tremonti e Berlusconi, la colpa è della crisi che ha fatto diminuire il Pil. Ma sono smentiti dalle cifre del loro stesso governo. Nella Ruef, Giulio Tremonti certifica che l’indebitamento netto, dopo essere arrivato nel 2005 a -61,4 miliardi di euro, era stato riportato nel 2007 (governo Prodi), a -23,2 miliardi di euro, il -1,5% del Pil. Il rientro era avvenuto con un aumento delle entrate, come si vede dalla tabella. Nel 2008 si insedia il Governo Berlusconi (8 maggio), la crisi non è ancora esplosa, il Pil nominale aumenta fino a 1.572,4 miliardi di euro. Ma l’indebitamento quasi raddoppia, passando a -42,9 miliardi di euro. La causa? Un aumento consistente delle spese (+27 miliardi di euro).

3 commenti a Deficit, Debito, Decrescita: le tre D sulla testa di Tremonti

  1. sai cosa gli darei io in testa a Tremonti……….. ;)

  2. entrate e leggete cosa si puo fare per tutti!!!!!!!!!!!!!

    scrivete su fecabook la parola magica “il 3millennio” e leggete
    http://fransua.beepworld.it/progetto.htm

  3. Z

    “governo tecnico, a guida Mario Draghi, di cui in molti ambienti che contano si sussurra da un po’.”

    E’ la prima volta che ne sento parlare, interessante. Ora capisco perché il Berlusca sostiene la sua candidatura alla BCE…per levarselo dalle balle.

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