15 febbraio 2010
La decisione di cambiare il testo del decreto che trasforma l’ente guidato da Bertolaso fa festeggiare i responsabili dei dicasteri a cui le competenze (e la liquidità venivano sottratti).Intanto spuntano le intercettazioni che descrivono la “serata di sesso” al Salaria Sport Village.
“Molti avranno festeggiato“: a chi si riferiva Guido Bertolaso quando ha commentato la decisione, annunciata da Gianni Letta, di rivedere le norme che dovevano approdare a metà settimana in Parlamento e che era stato prima persino approvato all’unanimità nel consiglio dei ministri? Non serve fare molte ipotesi: sono gli stessi che continuavano a vedere con il fumo negli occhi persino la nomina del responsabile della Protezione Civile a ministro, come aveva promesso di fare Silvio Berlusconi subito dopo la polemica scatenatasi con la Clinton per la gestione dell’emergenza del terremoto di Haiti.
I MINISTRI CONTRARI – Tra i contrari c’è chi, in occasione dello scandalo scoppiato per gli appalti del G8, ha scelto la via del “rumoroso silenzio”: Giulio Tremonti, sempre attentissimo ai cordoni della borsa e agli allargamenti altrui, se n’è stato zitto zitto senza farsi notare, ma a via XX Settembre ci saranno molti che avranno stappato lo champagne rendendosi conto che adesso, caduto in disgrazia Bertolaso, per lo meno mediaticamente, qualche problema di corresponsione di emolumenti si è auto-risolto. Sullo stesso piano anche il responsabile delle Infrastrutture Altero Matteoli, così come Claudio Scajola e Roberto Maroni. L’ex An è addirittura uscito allo scoperto nei giorni scorsi, definendo inopportuna la nomina di Bertolaso a ministro: è stato uno dei pochi, nel governo, ad alzare la voce. Ma l’addio al progetto di Protezione Civile Spa è stata accolta con favore anche dall’ala leghista della maggioranza, ed è riuscita anche al miracolo di ricompattare l’ala finiana (che non ha mai nascosto le sue perplessità) con alcuni dei fedelissimi del premier. La scorsa settimana era stata la volta di Mario Baldassarri, finiano doc, mentre ieri anche Renata Polverini aveva alzato la voce.




che schifo!
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