Passata la sbornia mielosa del San Valentino, oggi festeggiano la Single’s Awareness i fanatici dell’anticonformismo che ce l’hanno a morte con i produttori di cuori di cioccolata e non sopportano le rose. E, infatti, l’anima gemella non ce l’hanno.
Al netto dello sciame d’api che si ritrovano in piazza a scambiarsi il bacio di Giuda e false promesse d’amore eterno ogni 14 febbraio, il giorno di San Valentino è obbiettivamente diventato – o è sempre stato – una buona occasione per alleggerire le tasche di una moltitudine di idioti che si ricorda di vivere accanto a qualcuno giusto perché lo ha sentito alla televisione. Non c’è niente di male, per carità. Anzi, la cioccolata fa bene al cuore (non solo in senso figurato) e all’umore per cui ben vengano le pressioni dei consigli di amministrazione delle multinazionali che complottano indefessamente per distruggere i valori morali della società umana in nome del Dio Profitto. Tuttavia, mentre la stragrande maggioranza delle unità carbonio saccheggia diligentemente i negozi in cerca della prova d’amore definitiva, si vanno formando piccole sacche di resistenza i cui ranghi si allargano con stupefacente rapidità. I pescatori di anime solitarie vengono, tanto per cambiare, dai movimenti anti qualsiasi cosa purché contenga il termine globalizzazione o capitalismo e hanno scoperto che è molto più semplice pigliare all’amo uno sfigato mollato dalla fidanzata di un rappresentante della classe operaia che si spupazza la collega magazziniera durante la pausa pranzo.
ANTI VALENTINIANI – Il movimento di protesta contro le celebrazioni valentiniane non è una novità assoluta e non si può dire che si tratti di una realtà effettivamente organizzata in maniera stabile. Forse sarebbe più corretto identificarlo come una corrente di opinione il cui sdegno si è coagulato attorno alla “Hallmark holyday”, come oltreoceano hanno cominciato a chiamare la festa degli innamorati quelli che non battono
chiodo. Ciononostante, lo sparuto gruppo degli antivalentiniani è già diviso in due correnti distinte: la prima è fortemente critica sull’imposizione del modello dell’amor romantico e cortese, mentre la seconda si colloca su posizioni più generalmente anticonsumistiche. Considerando che i secondi hanno nel pantheon gente del calibro di Naomi Klein, è evidente che l’unica speranza risieda nei primi. I quali, occorre ammetterlo, hanno una teoria a sostegno abbastanza intrigante. Secondo la loro visione del mondo, l’imposizione esterna di una convenzione culturale che obblighi l’individuo a conformarsi ad un modello di relazione amorosa coerente con quella romantico sbaciucchiosa – a maggior ragione se “imposta” vigliaccamente con una celebrazione universale – potrebbe finire con il condizionare la libertà del singolo. In effetti, la percezione di una specie di “obbligo sociale” a manifestare i propri sentimenti in una determinata maniera potrebbe indurre a vivere con sofferenza proprio lo stesso amore che si intende festeggiare rendendolo, di fatto, non più amore. Sicuramente non si tratterebbe di un amore in linea con i canoni stabiliti per i sanvalentiniani. Tutto per un bacio perugina, pensa te.
ORGOGLIO SINGLE – Va precisato che gli antivalentiniani non sono necessariamente single, almeno stando a quel che si sente in giro. Nel gruppo ci sono anche coppie regolari, sposate e non, che hanno scelto di resistere al fascino del martire protettore degli innamorati e che il 14
febbraio lo vivono come un 9 maggio qualsiasi. O meglio, con un poco di astio in più collegato alla ricorrenza ufficiale. Tuttavia costoro non si sono dati una ricorrenza alternativa per celebrare l’amore antagonista o anticonformista mentre i loro “colleghi” single, invece, hanno deciso di uscire allo scoperto eleggendo il 15 febbraio a giornata dedicata alla Single’s Awareness. Una piccola rivincita imposta a miliardi di figurine di Peynet il cui scopo è di dimostrare al mondo che ce la si può spassare un sacco anche nel momento in cui Cupido non riesce a prendere la mira. Sul sito ufficiale dell’orgoglio single è spiegato chiaramente che si può fare a meno delle cartoline e delle caramelle per essere felici. Oddio, le alternative proposte ad una notte di sesso sfrenato con lei o con lui (o con entrambi) sono riservate ad una ristretta elite di filantropi mossi da una nobiltà di fini fuori dal comune. Tanto per fare un esempio, sarà anche lodevole telefonare all’ospedale più vicino per sapere se ci sia qualche paziente solo a cui presentarsi con rose e cioccolatini, ma non è detto che chi è destinato a riceverli apprezzerà. Ma c’è anche il rischio che lo faccia da cui discende la possibilità di ritrovarsi fidanzati con una novantenne col catetere. Roba pericolosa e per cuori robusti.



