Un S.Valentino diverso: il Tết vietnamita
14/02/2010 - GLI SPIRITI - Anche gli spiriti degli antenati sono invitati a partecipare alla festa insieme ai vivi. Dunque oltre alle case, anche le tombe sono ripulite e abbellite da fiori, incensi, frutta, cibo e bevande offerte ai morti (che ne
GLI SPIRITI - Anche gli spiriti degli antenati sono invitati a partecipare alla festa insieme ai vivi. Dunque oltre alle case, anche le tombe sono ripulite e abbellite da fiori, incensi, frutta, cibo e bevande offerte ai morti (che ne mangeranno solo l’”anima”, per cui i cibi e le bevande dopo qualche giorno saranno ripresi indietro e mangiati dai vivi). Anche sulle tombe ai giorni nostri svettano le lattine di Coca-Cola, simbolo del benessere occidentale la cui rincorsa forsennata e’ oggi il mantra nazionale.
RITO COMUNITARIO - Per i vietnamiti il Tết e’ l’evento piu’ importante dell’anno – e’ il periodo in cui ricordano le loro origini, pregano per i loro antenati e riabbracciano i loro familiari. Il Tết dunque è una festa di comunione per i membri della stessa comunita’, cioe’ in primis la propria famiglia (allargata), ma anche tutto il proprio villaggio. Ogni vietnamita, dovunque sia finito per ragioni di lavoro, farà di tutto per tornare nel suo luogo di nascita per visitare le tombe degli antenati e passare questa festa insieme alla sua famiglia come anche ogni sorta di parente. Nessuno dimentica di visitare anche tutte le altre famiglie del villaggio e gli ex compagni di scuola, d’arme o via dicendo per augurargli buon anno nuovo, salute e successo. Questa tradizione fa si che in questi giorni le grandi metropoli di città Ho Chi Minh e Hanoi si svuotino e le innumerevoli cittadine e villaggi sparsi per tutto il paese si riempano di tutti i loro figli partiti lontano alla ricerca di un futuro migliore. Tra chi ritorna, chi può non vede l’ora di sfoggiare il macchinone (magari comprato a debito) per fare invidia ai suoi compaesani e dimostrare che ce l’ha fatta, ha coronato il sogno: si è arricchito. Non a caso, le stradine di campagna in questi giorni sono spesso piagate da questi burini che parcheggiano la macchinona in mezzo a una stradina, tanto per bloccare il traffico delle biciclette e delle motorette per qualche minuto, per poi scendere trionfalmente da casa in giacca e cravatta e orologio d’oro o finto oro al polso, salutare e spostarla.
LA DANZA DEL LEONE – Nei giorni immediatamente precedenti il Tết, fino a pochi anni fa i tradizionali mortaretti scoppiettavano ventiquattr’ore su ventiquattro per scacciare gli spiriti cattivi, ma il Governo ha proibito questa usanza per la sua pericolosita’. Rimane la rituale danza del leone, solitamente effettuata nelle strade da danzatori, artisti marziali o acrobati: alcuni indossano un grande costume raffigurante un mitico mostro dalla testa leonina, mentre altri personaggi rappresentanti esseri umani danzano intorno al mostro. La gente sfila seguendo lo spettacolo. La danza del leone pare derivare da un’antica leggenda cinese della regione di Canton, secondo la quale il dio Budai avrebbe domato il mostro Nian.
RITI E CIBI – I riti del Tết veri e propri iniziano il ventitreesimo giorno del dodicesimo mese del calendario lunare, cioe’ una settimana prima del primo giorno del Nuovo Anno lunare, quando lo Spirito del focolare domestico ( Ông Táo o Tao Quan ) ascende al Cielo per riportare all’Imperatore di Giada gli eventi accaduti durante l’anno che si sta per concludere. Questo evento viene salutato generalmente con una piccola cerimonia in cui vengono offerti cibi e bevande che i tre Spiriti consumeranno durante il viaggio. Successivamente, ogni famiglia inizia a cucinare dei cibi speciali. I piu’ ricorrenti sono delle torte di riso glutinoso, uova e carne avvolte in foglie di banana chiamate bánh chung e bánh dầy. Tutt’altro che semplice, la preparazione di queste torte richiede circa 12 ore. Vari membri della famiglia si alternano gioiosamente davanti al fuoco, giorno e notte, per tenere d’occhio la cottura delle torte. Si passa il tempo raccontandosi quanto successo nei Tết degli anni precedenti e negli ultimi dodici mesi.
IL GIORNO DEL TET – La giornata di capodanno e’ caratterizzata da grande abbuffate, aspettando l’anno nuovo. Alla mezzanotte del Capodanno ci si abbraccia, ci si augura buon anno e si cerca di fare piu’ rumore possibile per far scappare definitivamente gli spiriti cattivi. Subito dopo, le famiglie si inginocchiano insieme a pregare. Spesso è la donna piu’ anziana a officiare il rito: una cantilena con la quale si chiede agli avi di restare vicino alla famiglia e aiutarla nelle difficoltà. Spesso oltre agli avi la donna invoca e prega anche Dio, Buddha e spesso persino lo spirito di Ho Chi Minh, che come molti guerrieri del passato i vietnamiti hanno oramai incluso nel loro pantheon di dei e santi protettori. Si prega per un nuovo inizio, per il nuovo anno, per la pace e la prosperita’.
MAI SENZA INVITO - Le prime ore del nuovo anno sono ritenute particolarmente importanti, in quanto quello che accade potrebbe condizionare gli
avvenimenti dell’anno appena iniziato, o al contrario esserne un cattivo presagio. E’ importantissimo anche che la prima persona a visitare la casa nel nuovo anno sia quella giusta: possibilmente maschio, con un buon carattere, ricco, con una famiglia felice e con molti figli. (Anche gli stranieri spesso sono visti positivamente, forse perche’ ritenuti ricchi in blocco). L’atto di essere la prima persona a entrare in una casa nel giorno del Tết e’ chiamato xông ðất, xông nhà o ðạp ðất ed e’ considerato un rito particolarmente importante. I vietnamiti ritengono che il primo visitatore che una famiglia riceve determinera’ le fortune dell’intero anno. Questo fa si che, in genere, nessuno decida di visitare un’altra famiglia durante il primo giorno dell’anno se non in seguito a un chiaro invito. Nell’improbabile e disgraziato caso in cui una persona che non risponde a questi requisiti dovesse bussare alla porta nel bel mezzo del momento magico del “rito di passaggio” del Tết, il padrone di casa avra’ l’obbligo di rimandarlo indietro con estrema cortesia e con un gran sorriso stampato sul volto. Inoltre, il primo giorno dell’anno si deve fare attenzione a non rompere nulla, a non essere sgarbati e non adirarsi.
FRASI AUGURALI – Se un giorno vi dovesse capitare di essere invitati da una famiglia vietnamita a trascorrere questa festivita’ con loro, dovreste assolutamente imparare le frasi “chúc mừng nãm mới” (buon anno) e “chúc sức khoẻ” (la frase per augurare salute). Piu’ informale ma oggigiorno molto comune e’ anche la frase “tiền vô nhý nýớc” (possa il denaro fluire come acqua). Buon capodanno lunisolare vietnamita a tutti!













frat(t)iccioli è un Rampini più bravo
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“Le prime ore del nuovo anno sono ritenute particolarmente importanti, in quanto quello che accade potrebbe condizionare gli avvenimenti dell’anno appena iniziato” : allora posso dirmi una persona fortunata per le credenze vietnamite..ho avuto un ottimo inizio anno
Bell’articolo Alessio: è interessante conoscere riti e feste lontane da noi ed apprendere qualcosa di nuovo di un mondo così affascinante come quello vietnamita. Mi piace la loro voglia di rinnovarsi e guardare al futuro, senza dimenticare chi abbiamo vicino ed il loro passato.
Buon capodanno vietnamita anche a te
E’ un viaggio veramente: sembra di stare lì, e di vedere quel che succede.
Grazie ragazzi.
Si, anch’io la penso come AngelDevil:
“mi piace la loro voglia di rinnovarsi e guardare al futuro, senza dimenticare chi abbiamo vicino ed il loro passato.”
Anche se con un ritardo di un anno, complimenti per l’accuratezza dell’articolo. Pur essendo vietnamita, molti dettagli riportati sulle tradizioni vietnamite non li conoscevo. Comunque l’articolo mi ha fatto sentire di essere a casa. C’e’ solo un errore di stampa: nella frase “tiền vô nhý nýớc” bisogna sostituire le due “y” con la lettera “ứ”. Cioè la scritta corretta è: “tiền vô nhứ nứớc”.
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