Un affascinante viaggio nei riti e nelle usanze che vengono perpetuati in occasione del capodanno nel paese asiatico.
Il Vietnam nella sua storia ha subito massicciamente l’influenza culturale del suo ingombrante vicino settentrionale, la Cina. Lingua, religione, cultura, credenze, arte, architettura, politica, organizzazione sociale… non esiste praticamente aspetto della societa’ vietnamita che non abbia una fortissima connotazione cinese. Anche il festival popolare piu’ sentito dal popolo dei Viet, il capodanno lunisolare, detto Tết, deriva da quello cinese, chiamato Nónglì xīnnián ( 農曆新年 ). Quest’anno, il Tết viene festeggiato il 14 febbraio.
“FESTA DELLA PRIMAVERA” - Il Tết Nguyên Ðán, o semplicemente Tết, e’ un termine sino-vietnamita, cioe’ una parola vietnamita di origine cinese (una trascrizione fonetica di Tiet), che significa letteralmente l’inizio di un periodo metereologico o di una stagione. Tutti i popoli antichi esorcizzavano il passaggio da una stagione all’altra con sacrifici rituali e cerimonie varie. Per un popolo contadino che dipende totalmente dalla terra e dai suoi frutti (riso in primis) come quello di questo paese asiatico, il Tết è sempre stato e rimane principalmente una festa di comunione con la Natura. Nell’immutabile ritmo della natura e della vita contadina, questa festa porta una meritata pausa nel lavoro dei campi, la fine di 12 mesi di lavoro, tutti i giorni dall’alba al tramonto. Il Tết e’ considerato anche il primo giorno della primavera, ragion per cui e’ chiamato anche Hội xuân, “festa della primavera”. Il Tết cade nello stesso giorno del Capodanno Lunare Cinese, una data sempre compresa tra il 19 gennaio e il 20 febbraio del calendario occidentale (Gregoriano). Il Tết e’ anche caratterizzato da tradizioni molto simili alla sua controparte cinese. Questa festa, per intenderci, è una sorta di Natale, Capodanno, Pasqua e Giorno dei Morti arrotolati insieme in un involtino primavera (in vietnamita: cha gio). Inoltre, in questo giorno si festeggiano i compleanni di tutti; ragione per cui ognuno diventa piu vecchio di un anno.
PRIMA DEL TếT - Nelle settimane precedenti il Tết, periodo definito Tất Niên, quando il brevissimo inverno di questo paese asiatic
o volge al termine, gli alberi tornato a fiorire e le campagne a riempirsi di colori; la Primavera si respira letteralmente nell’aria delle vie cittadine come delle strade sterrate dei villaggi. Nel cuore dei vietnamiti, popolo ottimista per natura, cominciano a sbocciare le migliori speranze per l’anno che sta per venire. Con il risveglio della Natura e l’approssimarsi del Tết l’atmosfera inizia a divenire frenetica: il giorno piu’ importante dell’anno sta per arrivare ed e’ di dovere arrivarci preparati, e questo significa immergersi in un consumismo sfrenato, metafora di benessere e felicita’. Ci sono da comprare piante, fiori e altre decorazioni per la casa. Ma anche nuovi vestiti, soprattutto per i bambini, e se possibile gioielli. Generi alimentari e altre cose strettamente necessarie vanno letteralmente accumulati perche’ per giorni e giorni ogni attivita’ commerciale rimarra’ rigorosamente chiusa.
BUSTE ROSSE E RAMI DI PESCO - Poi c’e’ da pensare ai regali: il Tết, come il Natale in Occidente, e’ anche un’occasione per rafforzare i legami sociali attraverso il rito dello scambio di doni. Innanzitutto, vanno comprate banconote nuove di zecca da inserire nelle buste rosse da regalare a vecchi e bambini. Questo rito nel Nord e’ chiamato mừng tuổi, “felice anno”, e nel sud lì xì, soldi portafortuna. Quest’ultimo termine deriva chiaramente dal cantonese 利是, 利市 o 利事 (lai shi o lai see). Per tradizione, il numero di banconote contenuto nelle buste deve essere essere sempre pari, in quanto i numeri dispari sono associati con il denaro che si dona in caso di funerali. Le banconote nuove di zecca possono essere acquistate dai venditori ambulanti a un prezzo generalmente piu’ alto del 10% del valore reale. E’ anche molto comune regalare rametti di pesco (si pensa caccino il Male), galli (simbolo di buone maniere), riso (per augurare un anno di abbondanza), vino di riso in una zucca o in anfore tradizionali (per augurare un anno di vita confortevole), cani (il loro abbaiare – gâu gâu – suona come la parola giàu – che in lingua vietnamita significa ricchezza) e cose rosse (il rosso in Oriente e’ simbolo di felicita’, fortuna, successo, felicita’, fertilita’ e estate) come ad esempio le angurie.
IL NUOVO - Tutte le case vengono ripulite. Porte e finestre sono tenute spalancate per giorni (nonostante nel Nord del paese, a volte, faccia freddo) per far uscire tutto il “vecchio” e il “cattivo” e far entrare il “nuovo”. In Vietnam, come in Cina, al centro di ogni casa si trova l’Altare degli Antenati. Durante i giorni del Tet, ogni famiglia pone davanti all’altare un alberello di mandarini (cay quat, o a volte chiamato cay neu, Albero dell’Anno Nuovo) che somiglia molto all’albero di Natale occidentale. L’alberello di mandarini ha la funzione di tenere lontani gli spiriti cattivi e con i suoi tanti frutti simbolizza abbondanza. Inoltre, le case del Nord vengono spesso addobbate con graziosi ramoscelli di Ochna integerrima dai fiori di colore rosa (hoa ðào), mentre al Centro e al Sud piu’ spesso si troveranno rametti o alberelli di ochnaceae pieni di fiori gialli (hoa mai). Anche l’altare degli antenati viene completamente “addobbato”. Su questo tempietto domestico, in questi giorni le foto degli avi vengono affiancate da lattine di Coca-Cola, Red Bull o altre bevande, incensi, banconote vere e false (quelle che vengono bruciate per gli antenati, dette “denaro dell’inferno”), cibi speciali che si cucinano per il Tet, bottiglie di vino di riso e di “medicina cinese” (ruou thuoc, un alcol di riso e erbe medicinali, di colore giallognolo e dal gusto di grappa), lampadine multicolore con lucette intermittenti e tanti piatti colmi di frutta.
LA FRUTTA – In particolare la frutta, tradizionalmente, ha molta importanza. Sugli altari sono generalmente disposti cinque tipi di frutta. Questo perchè, secondo la mitologia cinese, il mondo è fatto non di quattro elementi, come pensavano gli Antichi Greci, ma di cinque – metallo, legno, acqua, fuoco e terra. Ai nostri giorni, i Mam Ngu Qua, o i 5 tipi di frutta, generalmente includono la banana, l’uva, l’arancia, il tangerino, la mela e il caco. Questo è vero nel Nord del Vietnam, mentre nel Sud piu’ spesso si utilizzano l’anguria, l’annona, la noce di cocco, la papaya e il mango. La differenza e’ spiegabile sia con motivazioni climatiche (il Vietnam e’ un paese che si snoda tra diverse zone climatiche) sia perchè in lingua vietnamita i nomi degli ultimi quattro frutti, letti in ordine, suonano come “spero di avere abbastanza da spendere!”. Il benessere materiale è il vero Dio.




frat(t)iccioli è un Rampini più bravo
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“Le prime ore del nuovo anno sono ritenute particolarmente importanti, in quanto quello che accade potrebbe condizionare gli avvenimenti dell’anno appena iniziato” : allora posso dirmi una persona fortunata per le credenze vietnamite..ho avuto un ottimo inizio anno
Bell’articolo Alessio: è interessante conoscere riti e feste lontane da noi ed apprendere qualcosa di nuovo di un mondo così affascinante come quello vietnamita. Mi piace la loro voglia di rinnovarsi e guardare al futuro, senza dimenticare chi abbiamo vicino ed il loro passato.
Buon capodanno vietnamita anche a te
E’ un viaggio veramente: sembra di stare lì, e di vedere quel che succede.
Grazie ragazzi.
Si, anch’io la penso come AngelDevil:
“mi piace la loro voglia di rinnovarsi e guardare al futuro, senza dimenticare chi abbiamo vicino ed il loro passato.”
Anche se con un ritardo di un anno, complimenti per l’accuratezza dell’articolo. Pur essendo vietnamita, molti dettagli riportati sulle tradizioni vietnamite non li conoscevo. Comunque l’articolo mi ha fatto sentire di essere a casa. C’e’ solo un errore di stampa: nella frase “tiền vô nhý nýớc” bisogna sostituire le due “y” con la lettera “ứ”. Cioè la scritta corretta è: “tiền vô nhứ nứớc”.
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