“Abbiamo il nucleare a due passi da casa”, ripetono i sostenitori della politica energetica del governo per tranquillizzare i cittadini. I candidati del centrodestra si dicono tutti favorevoli alla costruzione di nuove centrali all’interno dei confini nazionali. Purchè siano ben distanti delle loro regioni
All’appello mancano ancora Scopelliti, Caldoro, Biasotti e Cota. Per il resto sulla politica energetica i candidati del centrodestra che hanno chances di ritrovarsi a fine marzo alla guida di una regione ripetono tutti lo stesso ritornello. Sì al nucleare, ma non a casa nostra. In maniera compatta schierati dalla parte del governo, infatti, nessuno sembra disponibile a concedere il proprio territorio per la costruzione delle nuove centrali che, secondo la tabella di marcia dettata dal decreto legislativo approvato mercoledì scorso dal Consiglio dei Ministri, dovrebbe avere inizio nel 2013 per terminare poi grossomodo nel 2020. Sono sicuramente le scadenze a breve termine, però, a destare oggi maggiore interesse. Il decreto prevede che entro tre mesi dalla sua entrata in vigore il Consiglio dei Ministri si impegna ad adottare la cosiddetta “Strategia nucleare”, un documento che prevede quantità impianti da realizzare, la loro potenza e i tempi di costruzione. Gli occhi dei candidati son tutti puntati lì, al momento clou del dopo elezioni.
ABBIAMO GIA’ DATO - E fin da adesso i possibili governatori provvedono a prendere le misure. L’ultimo in ordine cronologico ad intervenire è il candidato del centrodestra lucano Nicola Pagliuca. “La mia posizione è quella di dire: “La Lucania ha già dato”, sia sul nucleare che sul petrolio”, ha fatto sapere ieri. Senza però negare il suo sostegno all’iniziativa governativa: “Io credo che sia ipocrisia quella di alcune parti di cittadini e di alcuni pezzi di politica quando si dice “no” al nucleare nel momento in cui noi abbiamo centrali nucleari fatiscenti a due passi, nei Balcani. Io dico che è meglio tenerle in casa propria e controllarle”. Sulla stessa linea pure il ministro per le Politiche agricole, Luca Zaia: “Non esistono siti, né candidature della Regione Veneto”, ha tranquillizzato i suoi concittadini.
BELLO MA NON CI SERVE, GRAZIE - Più categorico di Zaia è stato il governatore lombardo prossimo al quarto mandato. “Non abbiamo bisogno di nuove centrali nucleari”, ha detto Roberto Formigoni che nello stesso tempo difende la linea imposta dell’esecutivo e della maggioranza romana: “La scelta del governo di aprire al nucleare è una scelta positiva. Il nucleare è una tecnologia sicura ed è giusto andare in questa direzione”. Anche dalle parti della capitale non hanno dubbi su come affrontare la questione: “Sono d’accordo con quanto ha detto Renata Polveri
ni, penso che il Lazio possa fare a meno del nucleare”, ha fatto sapere il sindaco di Roma Gianni Alemanno. La candidata del Pdl aveva parlato di autosufficienza energetica della sua regione: “In tempi rapidissimi il Lazio andrà addirittura in surplus, esportando energia verso altre regioni, pertanto ritengo che nel Lazio non ci sia bisogno di installare nuove centrali nucleari”.



Dichiarazioni in puro politichese che affermano e smentiscono allo stesso tempo. Una meraviglia, chissà come si impara.
Rocco Palese è favorevole al nucleare, perché quelli del centrodestra non sono delle checche pacifinte ecologiste e il plutonio lo usano come deodorante, tanto sò tosti.
Rocco Palese è contrario al nucleare *in Puglia*, perché quelli del centrodestra sotto sotto non sono così fessi da desiderare ardentemente del materiale radioattivo nel cortile di casa per fare un piacere gratis ai lombardoveneti.
Rocco Palese in definitiva è nel panico e non sa che cavolo fare, dimostrando di non avere una politica nel settore energetico né in qualunque altro settore (trasporti, infrastrutture, sanità, lavoro) stia criticando a vanvera quanto fatto finora (e bene, stranamente) dal centrosinistra pugliese.
C’è di buono che questo tizio in Puglia non ha neanche un decimo della notorietà di Vendola e difficilmente sarà in grado di aggiungere nulla di suo ai voti che fisiologicamente andranno, per dissennata simpatia, all’armata del PdL. C’è speranza di evitare anche questa calamità.
A mio parere, il fatto che ce ne siano dimostra solo che sbaglio fatto …ormai te lo tieni. Farne di nuove dimostra che sbagliamo ma non impariamo, anzi, perseguiamo nella genialità alzando percentualmente, attraverso nuovi orrori, il rischio. Se prima c’erano 2 centrali (2 in via esemplare) e c’erano 2 possibilità di incidente: adesso saranno 4 e 4 saranno le possibilità. Ma, per i soldi, si fa tutto.
chiamasi politica dei due bidoni piombati
i paraculi atomici
http://altagradazione.blogspot.com/2010/02/i-paraculi.html
magari le piazzeranno nelle poche regioni “rosse” rimaste, così non scontenteranno troppo il loro elettorato…
Sono sempre stato convinto che il detto “l’erba del vicino è sempre la più verde” fosse riferito alle verdi vallate che,spesso, si possono ammirare oltr’Alpe.Oggi scopro con orrore di aver sempre creduto in una favola!
I nostri attuali governanti non “invidiano” ai vicini europei nord-occidentali “sistemi democratici” migliori dei nostri quali, ad esempio: minore burocrazia e più efficienza degli apparati pubblici, migliori servizi sociali(trasporti,sanità,asili e scuole materne,centri specializzati per anziani ecc.),maggiore concorrenza reale, minore ingerenza politica nell’informazione, mancanza di colossali e continui conflitti d’interesse fra politici e “res pubblica”,mancanza assoluta di inquisiti e pregiudicati nei Parlamenti locali, bassissima influenza delle mafie (tutte di importazione italica)nella vita civile, basso indice di evasione fiscale e leggi sufficientemente severe con controlli reali e condanne esemplari dei rei, ecc.ecc.ecc.
La Germania è il primo Paese europeo per l’energia fotovoltaica e la Danimarca, con Portogallo e Spagna, sono ai primi posti per l’eolico.
E i nostri governanti “invidiano” ai vicini europei le loro CENTRALI NUCLEARI!
Ma che bel Paese…..ma con diro dirondello…..ma che bel Paese…. ma con diro dirondà……..
Questi personaggi sono semplicemente patetici. Ma di gente valida da candidare proprio non ne avevano ?
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