La favola estiva della fine della crisi

di - 27/09/2012 - Ritorna l'incubo dello spread. Esplode la rivolta contro l'austerità. E i salvatori dell'unione monetaria non rinunciano ai loro interessi nazionali

La favola estiva della fine della crisi
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La fine della crisi? Una fiaba di mezz’estate. A poche settimane dalla svolta della Bce, sui mercati sta ritornando l’incubo dello spread, mentre esplodono le tensioi sociali legate all’opposizione ai programmi di austerità.

FINE DELL’ILLUSIONE - La breve fiaba estiva del salvataggio dell’euro è già finita. Lo sottolinea Handelsblatt, il principale quotidiano economico della Germania. A poco meno di tre settimane dall’annuncio di Mario Draghi, che aveva illustrato il nuovo ruolo di supporto della Bce per frenare la corsa dello spread dei paesi membri in difficoltà con il costo del debito, l’eurocrisi è tornata a mostrare il suo volto più brutto. Draghi è volato ieri in Germania per rimarcare la svolta positiva seguita alla decisione dell’Eurotower di inizio settembre, ma la realtà è un’altra. La crisi dei debiti sovrani dell’unione monetaria è tornata. In primo luogo, perché in realtà non se ne era mai andata. In secondo luogo, la preoccupazione pubblica dei leader della Germania, Angela Merkel ed il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble palesa come il nervosismo sia già esploso nelle cancelliere europee,che pensavano di aver acquisito più tempo grazie al nuovo ruolo della Bce. Il progetto della moneta unica è però ben lungo dall’essere stato messo al sicuro, come evidenziano le impennate del costo del debito che ormai colpiscono la Spagna da alcuni giorni, mentre la sua regione più ricca, la Catalogna, minaccia una secessione che sarebbe esiziale per la tenuta del paese iberico.

RITORNA L’INCENDIO - Handelsblatt evidenzia come i focolai della crisi siano ritornati a bruciare. Alla Grecia mancano molti miliardi di euro per poter rispettare gli accordi presi con la Troika, al fine di ottenere gli aiuti internazionali che ne evitano il collasso finanziario. In Portogallo il governo conservatore ha rinunciato alla riduzione dei salari, intimorito dalla feroce reazione delle piazze, mobilitate dai sindacati e dall’opposizione socialista tornata già a guidare i sondaggi dopo il crollo seguito allo scoppio della crisi. In Spagna l’esecutivo Rajoy non riesce ad introdurre riforme che facciano diminuire il costo della salute pubblica, così come ancora pochissimo è stato fatto per il risanamento del sistema creditizio iberico. In Italia, rimarca Handelsblatt, Monti ha dichiarato la fine della crisi, ma questo è solo uno stratagemma politico per evitare un collasso alle prossime elezioni della “strana” maggioranza che ha governato l’Italia in questi mesi.

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2 Commenti

  1. Parvinder scrive:

    Non è ancora finita la crisi. Guardando la situazione dell’Eurozona, mi sembra che siamo ancora molto lontani. Per uscirne ci servono delle riforme solide.

  2. Enrico scrive:

    Mercato immobiliare:mutui a -25%;disoccupazione in Italia:milioni e milioni di disoccupati;e ancora ci raccontano che la crisi è finita!

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