“Uccidi la puttana così non la paghi”. Facebook cancella il gruppo

12/02/2010 - Il social network di Mark Zuckerberg ha recentemente chiuso un gruppo australiano contro le donne. Nato probabilmente per gioco, istigava pesantemente alla violenza nei confronti delle prostitute. Per uno cancellato ce ne sono altri che restano aperti. E non tutti

     
 

di

Il social network di Mark Zuckerberg ha recentemente chiuso un gruppo australiano contro le donne. Nato probabilmente per gioco, istigava pesantemente alla violenza nei confronti delle prostitute. Per uno cancellato ce ne sono altri che restano aperti. E non tutti sono malvagi.

Non c’è proprio più riconoscenza per nessuno, nemmeno per le professioniste del sesso. C’è chi, dopo averle usate, nemmeno vuole pagarle. “Meglio ammazzarle, piuttosto, così si prostituta violentata, illustrazionerisparmia“. È questo che insegnano agli allievi di una scuola cattolica in Queenslanld, in Australia? Al motto di: “Killing your hooker so you don’t have to pay her“, ovvero: “Uccidi la tua puttana così ti diverti gratis“, in un gruppo su facebook i ragazzini timorati di Dio hanno raggruppato ben 18.000 persone. Ora chiuso, non ne resta più traccia se non nella cache di google e nelle news. È stato cancellato solo pochi giorni fa, a seguito delle proteste di alcuni utenti e dell’associazione delle sex workers austrialiane. Elena Jeffreys, la loro rappresentante, ha rilasciato alcune dichiarazioni: “La gente pensa che l’industria del sesso debba essere legata alla violenza, è un’accusa molto triste questa, ma è così, ha detto. “Tutto ciò non è divertente. È molto irresponsabile questo genere di atteggiamento nei nostri confronti, è assurdo che queste cose siano tollerate e considerate normali, così come impiccare un nero ad un albero o bruciare un ebreo o violentare una ragazzina. Non è colpa di facebook ma certe pagine non dovrebbero esser create con tanta facilità“.

UN PROBLEMA DI CULTURA?- La donna ha contattato la scuola australiana offrendo di inviare nell’istituto delle operatrici del sesso per parlare con gli studenti e spiegare loro la realtà della prostituzione. Ci sembra di capire che non ha ricevuto risposta… Forse non ha tutti i torti nell’allarmarsi, la signora Jeffreys. Ci si potrebbe anche scherzare su se non fosse che sembra un passatempo piuttosto diffuso. Il gruppo chiuso non è infatti l’unico nel suo genere. Ci sono altre pagine sul social network e in rete che trattano questa storica categoria di lavoratrici come se non si trattasse di esseri umani. Alcune sono legate ad un videogame, il “Grand Theft Auto “, “furto aggravato d’auto” uno dei videogiochi più venduti al mondo, che, tra le varianti di vita criminosa possibili, simula quella di un uomo che va con una prostituta e poi la investe con la macchina. Questo video:”GTA IV prostitutes: how do you kill yours?”, non è poi tanto divertente.

E IN ITALIA? - Cercando su facebook in italiano si trova poco o niente di violento, forse perché la categoria meretrici è stata recentemente nobilitata dalle cronache, forse perché non siamo poi tanto malvagi e per il gentil sesso abbiamo ancora un occhio di riguardo. O.., chissà, magari è vero proprio il contrario. Ad ogni modo, alla voce prostitute e dintorni, salvo qualche evidentemente non preoccupante eccezione, si trova qualcosa tipo “W le puttane “, “Piuttosto i 106 euro di canone rai li spendo a puttane” o “Fiere di essere puttane“, un gruppo di cui la stessa signora Jeffreys fa parte che conta  più di 500 iscritti. Si legge, nella presentazione: “Siamo puttane e ne siamo fiere. Così recita il «manifesto» dell’orgoglio delle prostitute da poco pubblicato in Francia. Un «manifesto» che sfata i luoghi comuni che di volta in volta indicano nella prostituzione una forma di asservimento“.

BOCCADIROSA PIACE - Tra i commenti lasciati in bacheca qualche segno di pubblica stima e qualche riflessione. Ezio scrive:” Vi ammiro, ma non mi vi posso permettere in questa fase economica.In ogni caso elogio al professionismo applicato e delizioso“, mentre Assia riflette “sarebbe geniale se le donne lo facessero per proprio conto, lo è meno quando sono costrette a farle da un pappone che le sfrutta e le maltratta e che non esita ad ucciderle se si ribellano“. Silvia invece pensa “mi è sempre sembrato un controsenso e soprattutto molto umiliante per un uomo vantarsi di poter “pagare” una donna per farci sesso. Quella non è dimostrazione di virilità, anzi ne è la diretta antitesi. Al contrario una donna che LIBERAMENTE fa commercio del proprio corpo non mi ha mai scandalizzato. Mi indigna la schiavitù sessuale e lo sfruttamento delle prostitute, delle/i minori a scopo sesso ….”. Sempre in bacheca postato c’è un video, tra gli altri, piuttosto interessante: “Fières d’être putes – Trailer, by MadameRetrò“, “un viaggio grottesco e toccante tra le minorità che rispondono con la fierezza e ombrelli rossi all’insulto reiterato. Sei personaggi per distruggere il tabù dominante della morale de belpaese.

L’Illustrazione sopra è di Cellar-fcp

     
 

4 Commenti

  1. Pingback: Facebook Login » “Uccidi la puttana così non la paghi”. Facebook cancella il gruppo

  2. Lucia scrive:

    Chissà a quale “casata nobiliare” appartengono le prostitute nel nostro belpaese! :)

  3. lucia scrive:

    lucia la macchia devo caccellare

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie