di vertigoz
postato alle 17:36 del 25 settembre 2008 in CulturaTorna alla home

INFORMAZIONE OBIETTIVA - Quanto al fatto che gli studenti di biologia non siano informati in modo obiettivo permettetemi di esprimere qualche perplessità. Mi chiedo infatti quale dovrebbe essere l’informazione obiettiva che lorsignori consigliano. Caro studente di biologia, da questa parte uhm, c’è questa tesi secondo la quale, uhm, sì insomma, questa entità metafisica infinitamente potente e onnisciente, che secondo questo libro di cui, uhm, non sappiamo gli autori né la data di pubblicazione, beh, secondo questo libro chiamato Bibbia ci avrebbe creato dal nulla e poi Eva da una nostra costola, e beh, poi, sapete come vanno queste cose, a un certo punto ci sono Caino e Abele e tutti gli altri, sì insomma, quella storia della mela no?! E poi, da quest’altra parte c’è la scienza, e tutte le evidenze a favore della teoria dell’evoluzione. Fate il vostro gioco! Rien ne va plus! Cosa ci faccio con un figlio laureato in biologia se gli hanno fatto studiare la Bibbia? A ‘sto punto, con permesso, lo mandavo al conservatorio, che almeno mi imparava uno strumento. Quando gli sarà chiesto di guadagnarsi il pane e di sequenziare il DNA, cosa farà? Pregherà Dio di fare un miracolo, invocherà Abramo, o utilizzerà quel cazzo di apparecchio che gli ho comprato e che mi è costato un occhio della testa?

UN COMPLOTTO? - “Uno dei testi liceali più diffusi di biologia, Invito alla Biologia, di Curtis/Sue Barnes (Zanichelli, 2002), contiene oltre 100 pagine (20% del totale) sulla sola evoluzione. Dei 30 maggiori testi di Biochimica pubblicati negli USA dal 1970 al 1992, 13 (43%) non hanno alcun riferimento bibliografico sulla teoria dell’evoluzione, mentre nei rimanenti 17 vi sono 138 riferimenti su un totale di 144,000 voci bibliografiche (dati citati da M. Behe, Darwin’s Black Box: The Biochemical Challenge to evolution, New York, Simon & Shuster, 1998). Praticamente si è passati dalla “Teoria evoluzionistica” all’“Evoluzione” come fatto acclarato”. Ma tu guarda che strano. Pensa che i manuali di fisica tra quelli più diffusi contengono anche loro centinaia di pagine sulla teoria della relatività! Che impudenti! Deve esserci dietro, certamente, un complotto. Ma sulla teoria della relatività non avete nulla da ridire perché non tocca, almeno in prima battuta, il vostro risibile orgoglio (sono il figlio di Dio, pappappero!).

MALINTESI - Eppure se sulla Bibbia ci fosse stato scritto “Dio ha creato il tempo e lo spazio assoluto” sicuramente qualcosina da ridire ce l’avreste. E tu guarda che strano anche la teoria della relatività è solo una teoria no? Ma forse ignorate (bestie, è proprio il caso di dirlo) che una teoria è una “formulazione e sistemazione dei principi generali di una scienza” (Zanichelli). Una teoria non è quindi in quanto tale necessariamente “ipotetica”, ma bensì è qualsiasi insieme di asserti logicamente relati tra loro che serva da fondamento a una disciplina scientifica. Siccome però evidentemente discendete dalle scimmie dell’albero del pero pensate erroneamente che “teoria” abbia nel linguaggio scientifico lo stesso significato che ha nel linguaggio comune, quando si dice, “ehy, è solo una teoria no?”. In effetti no. Anche per la “teoria della relatività” talvolta si parla solo di “relatività” ma questo non vuol dire che prima fosse solo ipotetica mentre adesso invece è stata dimostrata. Sono solo due modi di dire la stessa identica cosa.

IL CASO - “Per operare questo passaggio, non riuscendo a trovare sufficienti riscontri scientifici, la scienza ha dovuto creare un fattore che riuscisse a giustificare tutte le ipotesi evoluzionistiche. Il fattore dell’evoluzione è il “caso”: questo diventa il supremo artefice di tutto ciò che avviene”. Il caso fa già parte della scienza anche se probabilmente nella roccaforte medievale in cui vivete i libri non vi arrivano. Avete provato con Amazon? Anche la meccanica quantistica postula il caso, ma non per questo non è una scienza. La statistica sul caso ci ha costruito sopra addirittura una disciplina. Per caso si intende solo che alcuni fenomeni sono stocastici, un po’ come le vostre teste peraltro. Se getto un dado il risultato sarà “casuale”. Volete dire che la teoria della probabilità non è scientifica? Vabbè che Dio non gioca a dadi, ma voi potreste quantomeno provare no? Il caso (le mutazioni genetiche casuali) sono solo uno dei fattori della teoria dell’evoluzione, poi c’è l’ambiente, la selezione naturale, la sopravvivenza del più adatto, la maggiore discendenza e compagnia briscola. Ma ho l’impressione che dovremmo prima iniziare dalle basi e a tal proposito vi prego la prossima volta di venire a lezione con il modellino di Esplorando il corpo umano. Ecco, sì, quella lì è una vagina.

DOMANDE - Vi lascio con un quesito che rintronerà a lungo nelle vostre teste vuote. Come mai abbiamo il 95% del DNA in comune con gli scimpanzé? Sarà un “caso”? Come mai gli scimpanzé ci assomigliano tanto? Anche quello un “caso”? Come mai infine non capite cose che tutti gli altri bambini capiscono? Sarà la precoce esposizione delle vostre testoline ai misteriosi misteri della fede? Oggi abbiamo parlato dei giovani dentro, quei giovani che nonostante siamo nel 2008, sono rimasti con le lancette fermi al 1300. Sono giovani da un punto di vista storico e per loro l’età adulta è ancora di là a venire. Ma d’altronde chi vuol essere lieto sia, del doman non v’è certezza.

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