Alemanno e l’”emergenza demogggradiga” della Lazio in B

10 febbraio 2010

“Inaccettabile!”. Con il piglio masculo che ne ricorda i migliori trascorsi di gioventù, ieri Gianni Alemanno ha giustamente gridato all’”emergenza demoggradiga” prendendo severamente posizione contro un accadimento che lui, in quanto sindacodeRoma, non può assolutamente far passare. Cosa, direte voi? Il fatto che imprenditori di grandi capacità ma anche di troppe relazioni muovano verso l’Acea con il benestare della politica? La via per Craxi a Roma? Il complotto demo-pluto-giudaico massonico?

Niente di tutto ciò: per Alemanno è inaccettabile che la S.S. Lazio vada in serie B. “Ognuno ha i suoi ruoli, ma farò di tutto perché si responsabilizzino gli amministratori [della Lazio] per abbandonare lo spettro della retrocessione. Dobbiamo avere due squadre in A; la retrocessione sarebbe inaccettabile“, ha detto il sindaco ai cronisti a margine di un convegno dell’Unione industriali di Roma e dell’Assolombarda. O meglio: ad essere precisi, è inaccettabile che la Lazio vada in serie B in un periodo in cui nel Lazio si va a votare per le Regionali. Perché in realtà l’uscita di Alemanno è arrivata in risposta ad una precisa presa di posizione dei tifosi, che ieri assaltando il centro sportivo di Formello si sono ricordati che a permettere a Claudio Lotito di salire al soglio della società biancazzurra fu, all’epoca, proprio quel romanista di Francesco Storace allora presidente della Regione. E visto che Storace oggi appoggia la Polverini, i tifosi hanno detto e ridetto che hanno intenzione di non andare a votare per il presidente appoggiato dal centrodestra, ma invece di scrivere sulla scheda “Lotito vattene” e altre amenità.

Ecco perché è scattata allora l’emergenza democratica per Alemanno. In queste elezioni il centrodestra gioca in casa (ha Roma) ed esprime una candidata finiana che è anche molto vicina al sindaco. Non sia mai che qualcosa dovesse andare storto: sarebbe una sconfitta bruciante. E già oggi, con l’attacco di Feltri, i maldipancia degli elettori per una candidata che considerano troppo “socialista” sono palesi. Se ci si mettono anche i tifosi della Lazio, si rischia seriamente una sconfitta. Di qui la promessa di Alemanno: responsabilizzare “gli amministratori della società” (ovvero il presidente Lotito); come se gli amministratori stessi non lo sapessero, che se la Lazio va in B avranno gravi danni da tutti i punti di vista. Come se si svegliassero ora, davanti all’incredibile intuizione del sindaco di Roma. E come se i tifosi laziali avessero chiesto questo: no, caro Alemanno, in realtà i supporters dei biancocelesti non hanno chiesto la responsabilizzazione di Lotito, ma la sua cacciata. E un politico perbene non deve fare finta di non capire: è su questo che dovrebbe esprimere un giudizio. Insomma, che ne pensa Alemanno? Il suo grande elettore Lotito è da cacciare oppure no? E nel caso, chi si mette al suo posto? Caltagirone, in cambio di un’altra fetta di Acea? Non faccia finta di non capire, signor sindaco: la questione che le pongono i tifosi è questa. E siccome siamo in campagna elettorale, il cittadino è re. Su, intervenga. La smetta di dire “inaccettabile”, cominci ad agire e dimostri l’efficienza del suo operato. Siamo tutti qui, pronti a farci un sacco di risate.

(vignetta di Bucchi)

7 commenti a Alemanno e l’”emergenza demogggradiga” della Lazio in B

  1. maria teresa

    Siamo alle comiche finali.

  2. adriano catt.sta

    no, queste sono ancora le comiche di metà campionato.
    io le voglio vedere le comiche finali,
    con i popcorn e gli occhiali 3d
    avvedere la lazzie che va in bi

  3. Matteo

    Mi sa che Alemanno vuole che non si parli più di certe vicende, quindi sfodera l’arma di distrazione di massa, ossia il calcio. Il buon Berlusconi gli ha insegnato bene; del resto ciascuno ha il mentore che si merita…

  4. Rado il Figo

    Come per la Juve: ai tifosi della Lazio non va bene l’attuale presidente? Rastrellino azioni in Borsa (con quel che valgono mica ci perderanno un capitale, per intenderci) e convochino un’assemblea ordinaria.
    Anche non avessero la maggioranza, comunque le loro rimostranze avrebbero maggior peso “messe a verbale” che non urlate allo stadio.

  5. Signor Frank

    Una squadra in B è effettivamente una cosa inaccettabile: ce le vogliamo tutte e due a far compagnia al Frosinone.

  6. vi siete dimenticati di Crozza-La Russa: “Porteremo il Catania in B”

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