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Esteridi Teresa Scherillo (makia)
pubblicato il 8 febbraio 2010 alle 17:30 dallo stesso autore - torna alla home

I sondaggi dicono che il Psoe in Spagna è in caduta libera. E il PP ne approfitta e si porta a quasi sei punti di vantaggio dai socialisti. Colpa di un’economia al collasso, ma anche dell’incapacità di reagire dei socialisti

Il panorama elettorale del PSOE tende al nero. La stima dei voti, trascinati dal calo di fiducia dei cittadini nel governo e nel suo presidente e il rifiuto delle misure che sta prendendo per  Il tramonto di Zapatero?arginare la crisi economica, secondo il sondaggio di Metroscopia hanno fatto balzare di sei punti in due anni e mezzo, il gradimento per i conservatori. Il primo sondaggio effettuato dopo aver appreso l’intenzione dell’esecutivo di riforma delle pensioni si presenta con un crollo della stima al momento della votazione con il PSOE a 37,5%. Sono sei punti sotto il suo risultato complessivo nel 2008. Il tutto in un clima di crescente pessimismo circa il futuro economico e politico della Spagna.

TRA INCUDINE E MARTELLO - José Luis Rodríguez Zapatero sembra stretto tra le richieste esterne che arrivano Davos e che lo obbligano a  prendere misure drastiche e impopolari, l’emorragia di voti che arriva al semplice annuncio di queste proposte, il suo impegno a non tagliare i diritti sociali e le urgenze elettorali. L’allarme nel PSOE e nel governo è dunque del tutto giustificato perché il vantaggio del PP è sei volte il punto di minimo di differenza rispetto a quello raggiunto nel 1996, quando José María Aznar è riuscito a prestare giuramento come Presidente per la prima volta. E il risultato stimato per il PSOE è quasi identico a quello di Felipe González alla sua ultima competizione elettorale. Non avendo raggiunto ancora la legislatura di medio termine, il partito di Mariano Rajoy è passato dal 39,9% al momento dell’ultima votazione ad un valore stimato intorno al 43,4%, vicino al risultato finale dei socialisti nelle urne, ma in meno di due anni, il PSOE è passato da un vantaggio di 3,6 punti ad un handicap di 5,9, ossia uno spostamento di nove punti percentuali.

ORIZZONTE NERO - Rajoy non provoca entusiasmo, ma gli basterà attendere solo gli effetti devastanti dei quattro milioni di disoccupati, senza rischiare un voto di fiducia di cui egli non vuole sentir parlare in questo momento. Gli basterà cioè seguire di profilo e aspettare le inevitabili divisioni interne e nemmeno gli serviranno più le uscite di emergenza, come la richiesta di elezioni anticipate, che per ora il PP ha messo da parte. La presidenza dell’Unione europea non è stato il balsamo desiderato e Zapatero ora dovrebbe trovare gesti politici per una rimonta, così, le elezioni in Catalogna in autunno e quelle regionali del 2011 saranno la prova della tenuta del governo. E i numeri della crisi economica non lasciano trapelare niente di buono all’orizzonte. Zapatero dovrebbe calmare le inquietudini dei baroni zapatero Il tramonto di Zapatero?socialisti nelle regioni che devono competere alle prossime elezioni ai quali stanno saltando i nervi dopo i sondaggi nei quali, il 64% degli intervistati disapprova l’esecutivo, con un aumento di questa visione negativa di 12 punti in un solo mese. Anche il 39% degli elettori PSOE è critico nei confronti del Governo.

GIU’ IL GOVERNO - Zapatero ha già brandelli di credibilità a sinistra, e il 76% del campione ha poca o nessuna fiducia in lui, otto punti in più rispetto allo scorso mese. Anche il 54% degli elettori socialisti risulta più diffidente nei confronti del presidente. E’ aumentato anche il disagio per una certa immagine di improvvisazione, perché il 76% degli intervistati ritiene che Zapatero prenda troppe decisioni al volo. Per affrontare questa situazione, il leader socialista ha un governo che, a meno di un anno dopo l’ultimo rimpasto, soffre di carenze strutturali e che viene minato dai continui scivoloni su questioni delicate come le tasse o le pensioni. Dal collasso globale si salvano soltanto il Ministro degli Interni e il ministro della Difesa, Alfredo Perez Rubalcaba e Carme Chacon, rispettivamente. Il Vice primo ministro Maria Teresa Fernandez de la Vega, capo della direzione politica e di coordinamento, ha un saldo negativo per la prima volta. Né è incoraggiante il fatto che il gradimento degli elettori per Elena Salgado, vice presidente e responsabile della politica economica, continui a cadere senza freni. L’aspettano mesi di sofferenza perché il suo principale strumento contro la crisi, la Ley de Economía Sostenibile, ha già suscitato le critiche di tutti i gruppi senza aver ancora iniziato il suo cammino parlamentare.

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