Ferito alla testa un delegato di fabbrica, mentre gli operai bloccavano la circolazione stradale. Le prospettive per lo storico stabilimento del napoletano (il più antico d’Italia) oggi appaiono assai precarie. Mancano ancora le commesse pubbliche promesse dal governo e dal ministro Scajola.
Momenti di forte tensione stamattina a Castellammare di Stabia, importante realtà industriale in provincia di Napoli. I lavoratori della Fincantieri hanno indetto uno sciopero di quattro ore nella vertenza che li vede impegnati, ormai da mesi, sul loro futuro occupazionale e sulla sorte dello storico cantiere navale: il più antico d’Italia e il più importante del Mezzogiorno.
CURRE CURRE GUAGLIÒ – Gli operai, in corteo, si sono poi spostati dal Piazzale Amendola, proprio davanti alle Antiche Terme di Castellammare ed antistante allo stabilimento, al vicino svincolo della strada statale “Sorrentina” di Pozzano, dove hanno provato a bloccare la circolazione stradale verso e da Sorrento. La tensione è poi esplosa nel momento in cui le Forze dell’Ordine hanno “caricato” gli operai e rimosso il blocco. Lo stop al traffico è durato in tutto una decina di minuti ed ha coinvolto oltre un centinaio di persone. Secondo quanto riferisce la Polizia ci sarebbe stata una carica di alleggerimento per procedere allo spostamento del blocco. Gli operai, invece, denunciano un’aggressione violenta da parte delle Forze dell’Ordine a cui, poi, sarebbero seguiti veri e propri tafferugli per rimuovere il sit-in. Un delegato sindacale della Rsu del cantiere sarebbe stato poi colpito da una manganellata alla testa. Successivamente è stato medicato all’ospedale San Leonardo di Castellammare dove gli avrebbero riscontrato un trauma contusivo dovuto al colpo. La protesta dei lavoratori di Fincantieri, come detto, si è esacerbata proprio nelle ultime ore poiché ancora non è stato aperto quel “tavolo” col ministero dello Sviluppo Economico e con la Fincantieri stessa, già peraltro promesso, che avrebbe dovuto dare una prospettiva concreta agli oltre mille operai, senza contare tutti gli altri dell’indotto, in previsione della fine delle commesse pubbliche.
IPSE DIXIT – Durissima è stata la reazione di diversi esponenti politici locali. “Caricare i lavoratori da due lati mentre sono distesi sul selciato - ha commentato a caldo Andrea Di Martino, Coordinatore Provinciale di Sinistra e Libertà - è un atto sproporzionato compiuto stamattina dalle forze dell’ordine a Castellammare di Stabia. I lavoratori della Fincantieri manifestavano per la difesa del loro sito produttivo messo a repentaglio dalla crisi economica e dalle decisioni ondivaghe del governo. La solitudine del lavoro è un segno dei tempi, ma non può esserlo da parte del Governo il tentativo di sopprimere anche la loro voce. Chiedo, non avendo SeL rappresentanze parlamentari, ai deputati di Idv e del Pd di produrre una immediata interrogazione al ministro. Se muore Fincantieri – ha proseguito Di Martino – è morta la città“. Analoga è stata la preoccupazione espressa dal capogruppo di SeL in Consiglio Regionale, Tonino Scala, peraltro come Di Martino anche lui stabiese d’origine. “Lo Stato non può rispondere con i manganelli. Quello che è accaduto oggi è inaccettabile. La situazione creatasi mi preoccupa molto è tempo di smetterla con le chiacchiere. Castellammare di Stabia e Fincantieri hanno bisogno delle commesse perché se chiudono i cantieri a morire è la città. Chiarezza e impegni certi. L
a situazione resta tesa, proseguendo così assisteremo all’esplosione di una vera e propria emergenza sociale. Lavoro per questi operai è questo quello che occorre. Nelle prossime ore chiederò un incontro al Prefetto per condannare ciò che è accaduto oggi e ribadire il nostro impegno per Fincantieri“.
NON SOLO CASTELLAMMARE – Anche il segretario regionale del Partito Democratico, Enzo Amendola ha voluto esprimere la sua solidarietà e quella del suo partito agli operai stabiesi. “Gli operai della Fincantieri protestano giustamente contro i ritardi del Governo nazionale per lo sblocco delle commesse pubbliche, malgrado gli impegni assunti dal centrodestra a dicembre con il Ministro Claudio Scajola“. Amendola ha poi allargato il discorso ad altre importanti vertenze occupazionali aperte nella sua regione, riferendosi in particolare ai dipendenti Alcatel di Battipaglia, anche loro da questa mattina asserragliati nello stabilimento: “Fino ad oggi gli operai, da mesi senza lavoro, avevano affrontato la vertenza e le innumerevoli difficoltà in cui versano con consapevolezza e grande civiltà” ha spiegato il giovane segretario regionale del Pd. “Ancora una volta sui problemi della Campania reale – ha rincarato la dose Amendola - il Pdl rimane in silenzio. I suoi rappresentanti legali in Campania preferiscono non proferire parola. Forse - continua Amendola - è la consapevolezza che mentre il Governo dimentica le imprese del Mezzogiorno, loro a Roma votano in silenzio gli atti dell’asse Pdl – Lega Nord. Vorrei anche sentire cosa ne pensa il “candidato fantasma” del centrodestra, Stefano Caldoro“, ha quindi chiosato la sua nota.
IL GOVERNO PROMETTE, MA NON MANTIENE - La trattativa tra i lavoratori di Fincantieri e la loro azienda, come detto, dovrebbe essere aperta presso il ministero dello Sviluppo Economico. Lo stesso minist
ro Claudio Scajola aveva annunciato che, entro il 18 gennaio, si sarebbe arrivati a una definizione del problema. Risoluzione, invece, che ancora manca. La scorsa settimana l’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia ha inoltrata l’ennesima richiesta al prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, proprio per sollecitare un intervento del ministro. Il vicesindaco Nicola Corrado e l’assessore al Lavoro Mariella Parmendola stamattina hanno ricevuto in municipio una delegazione sindacale dei cantieri navali. “In nessun caso si può usare violenza verso gli operai in lotta – affermano in un comunicato i due politici – soprattutto quando è in corso una delicata vertenza come quella di Fincantieri. Condanniamo senza dubbio qualsiasi comportamento improprio, e invitiamo il Governo nazionale nell’incontro dell’11 febbraio a Roma a mettere al primo punto della discussione da subito il tema delle nuove commesse per i cantieri di Castellammare. L’Amministrazione comunale, infine, ha ribadito la necessità di mantenere gli impegni assunti in sede di Governo in maniera che da marzo comincino a rientrare in fabbrica i lavoratori in cassa integrazione di Fincantieri e dell’indotto“. La situazione della Fincantieri di Castellammare di Stabia potrebbe divenire drammatica nei prossimi mesi estivi quando finirà l’ultimo troncone di commesse pubbliche. “Il ministro Scajola deve essere coerente con se stesso. Bisogna sbloccare subito - ha spiegato Giovanni Sgambati, segretario generale Uilm Campania – le commesse pubbliche per evitare tensioni. È urgente la convocazione di un tavolo di confronto e di verifica della situazione Fincantieri“.









Castellammare: la polizia carica gli operai della Fincantieri…
Ferito alla testa un delegato di fabbrica, mentre gli operai bloccavano la circolazione stradale. Le prospettive per lo storico stabilimento del napoletano (il più antico d’Italia) oggi appaiono assai precarie. Mancano ancora le commesse pubbliche pro…
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questo dimostra che a questo governo non frega niente dei lavoratori degli italiani interessa solo rubare e come fa berlusconi vendere il lavoro alla mafia russa da dove provengono i suoi milioni di euro che ostenta e compra ville milionarie.intanto svende ai russi e croati e serbi,Il lavoro-IL NOSTRO LAVORO. questa persona ignobile sta portando il paese alla rivolta civile…..è ORA DI COMINCIARE A FAR LE CARICHE VERSO I MINISTRI DI GOVERNO CON MAZZE,MITRA,FUCILI TUTTO CIO KE AVETE COMINCIAMO A FARLI FUORI STI LADRI E CI RIIMPADRONIREMO DEL NOSTRO LAVORO…..E DELLA DIGNITA CHE CI DERUBANO OLTRE AD AVERCI GIA TRUFFATO IL TFR ORA CI VOGLIONO DERUBARE PURE LE PENSIONI…QUESTA GENTE VA UCC-ISA….SUBITO!
E non ho altro da dire, su quest’argomento
Eh che si può dire C.?
Si discute di mancanza di “commesse pubbliche”, cioè ad onere dello Stato mica di commesse private? In un momento di crisi che manchino quelle private può essere comprensibile ma che lo Stato, quello stesso Stato che racconta di aver affrontato meglio degli altri la crisi, quello stesso Stato che in Tv dice di aver predisposto fondi a iosa… oggi poi si scopre che non ha i soldi per commissionare un paio di motovedette della Guardia costiera è davvero una vergogna! Si era parlato, pensa un po’, che avrebbe commissionato “carceri galleggianti” da usare quando avvengono terremoti ed altri disastri naturali.
Magari, se davvero aprono sto benedetto tavolo di trattativa lo appaltano a Bertolaso Spa.
Caro Pietro, confermo: non ho davvero altro da dire.
Anzi sì: VERGOGNA!
Bah, poveracci.
Della serie “cornuti e mazziati”: è una sconfitta per tutti un episodio ingiusto come questo. Si cerca di mettere a tacere anche chi manifesta per un proprio legittimo diritto e grave disagio come il precario futuro occupazionale
Non capisco il titolo dell’articolo, che doveva essere: Polizia libera strada occupata da operai (usando la forza).
Cosa si aspettava l’autore dell’articolo? Che gli sbirri offrissero the e pasticcini a chi protestava?
La Polizia usa guanti e manganelli per imporre ordine e legge, mica per portare solidarietà, mi pare ovvio.
In inglese si usa correttamente il termine law enforcement = legge imposta con la forza
L’autore ha riportato quello che è accaduto. LA polizia ha caricato (ci sono anche le immagini della tv che lo testimoniano) gente seduta per terra che protestava, peraltro in maniera non violenta, mentre era in sciopero (diritto ancora previsto da “questa” Costituzione).
Questa è dittatur!Non ci sono alre parole.
LA COSA SCHIFOSA E’ PROPRIO LA POLIZIA, QUESTI ZOZZONI CARICANO I LAVORATORI CHE PERDONO O STANNO PERDENDO IL LAVORO, MA DA CHE PARTE SONO SCHIERATI, FORSE LORO GUADAGNANO BENE, COMUNQUE QUANDO MANIFESTANO NON LI CARICA NESSUNO.
VERGOGNATEVI SPERO CHE PERDERETE IL LAVORO TUTTI!!!!!!!!!
A prescindere dalle ragioni degli operai di Fincantieri, mi sembra che questo metodo di protesta di bloccare le strade, non sia giusto. Ormai lo fanno tutti! Non voglio la TAV? blocco la strada…non voglio il Dal Molin? blocco la strada.
così a rimetterci sono altri cittadini che con quello che succede non centrano nulla o poco.
quindi, era ora che le Forze dell’Ordine (che, lo dice la parola stessa, mantengono l’Ordine) cominciassero a distribuire eque manganellate a tutti.
Guarda che le proteste sono fatte per “attirare l’attenzione” sul disagio che i lavoratori vivono. Ormai il blocco statale è una delle poche opzioni che ti restano. Se no, davvero passa la favoletta che in questo paese tutto va bene, che stiamo meglio degli altri ecc. ecc. come ci racconta la tv.
Se vuoi attirare l’attenzione, fai saltare un’autobomba davanti a Montecitorio…non venire a rompere i coglioni a me che devo lavorare! Perchè così ottieni l’effetto contrario!
Personalmente, non mi inginocchio sui ceci e mi cospargo il capo di cenere se i celerini mi consentono di non perdere tempo inutilmente. Ben vengano le manganellate quindi…magari con un pò di olio ricino come contorno.
“…magari con un pò di olio ricino come contorno.”
Nostalgia? Canaglia!
Il primo amore non si scorda mai!