Perché Sallusti rischia il carcere per una bufala
di Dario Ferri - 23/09/2012
Ieri la prima pagina del Giornale titolava “Stanno per arrestare il direttore del Giornale”, e Vittorio Feltri, con molte timidezze, raccontava anche per quale motivo Alessandro Sallusti poteva finire in prigione. Nel pezzo in questione avevamo anche individuato per quale motivo era stato condannato Sallusti: il nome del giudice viene citato in un articolo della Stampa riportato su questo blog, in cui si parla del permesso di abortire dato a una ragazzina di 13 anni:
A firmare il consenso è stata lei. Insieme alla madre. Per legge, però, mancando il consenso del padre, si è dovuto richiedere l’intervento di un giudice tutelare. E il giudice, Giuseppe Cocilovo, le ha dato il permesso di prendere autonomamente una decisione. «Non c’è stata alcuna imposizione da parte della magistratura» dice una nota del Tribunale di Torino. [...]“
Il commento (firmato Dreyfus, come l’ufficiale francese che venne condannato per una inesistente congiura giudaico-massonica e aver rivelato informazioni militari alla Germania e che diede stura a Emile Zola di scrivere il suo j’accuse) criticava con il solito tono da Libero la presunta decisione del giudice, augurandosi la pena di morte per lui e per gli altri protagonisti della storia. All’epoca si diceva che dietro quello pseudonimo si nascondesse proprio Renato Farina, nel frattempo radiato dall’Ordine dei Giornalisti per la storia di Pio Pompa e oggi condannato di nuovo a due anni ed otto mesi per aver portato un amico in visita da Lele Mora spacciandolo per un suo collaboratore. Ma il bello della storia è che il commento di Dreyfus si rifaceva a una storia falsa, della quale parlammo nel febbraio del 2007.
Una storia che riportava persino i virgolettati della ragazzina (“«Me l’avete fatto ammazzare e adesso m’ammazzo io, m’ammazzo» ha detto ai genitori“) e un sondaggio: “Era giusto costringerla ad interrompere la gravidanza?”. …ma, come già scrivevamo all’epoca:
La ragazzina – figlia adottiva di una coppia poi separatasi – si era rivolta al giudice in quanto, pur avendo il consenso della madre, voleva abortire senza dirlo al padre. Il magistrato ha quindi concesso alla 13enne il permesso di agire come meglio credeva, senza costringerla ad abortire. E non è vero nemmeno – come scrive Il Giornale oggi per rilanciare la notizia nonostante la “buca” – che la ragazza, dopo l’aborto, ha ingerito “un cocktail di alcol ed ecstasy, un gesto che ha spinto i medici dell’ospedale Mauriziano a trasferirla all’ospedale infantile”. Perché sempre l’Ansa riferisce che i problemi con alcool ed ecstasy la giovane li ha avuti “prima dell’interruzione di gravidanza, e i medici dell’ospedale Mauriziano, dove era stata portata, hanno preferito indirizzarla al centro materno-infantile S. Anna, dove è poi stato eseguito l’aborto. E’ quindi da ricondurre ai suoi disturbi psicologici pregressi il motivo del successivo ricovero nel reparto di neuropsichiatria dell’ospedale infantile Regina Margherita”.
Insomma, Sallusti – a cui va tutta la nostra solidarietà per l’assurda legge che lo porterebbe in carcere – oggi rischia il carcere per una bufala. L’ironia della sorte, verrebbe da dire.
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in galera GODOOOOOOOOOOOOOOOOOO MERDA
inoltre é anche pro berlusconi, allora ergastolo e tanti calci in kulo
LA BUFALA,COME LA CHIAMANO I SUOI AMICI GIORNALISTI,SE L’AVESSE DETTA UNO DI NOI SAREMMO ANDATI A FINIRE IN GALERA,DETTA E SCRITTA DA SALLUSTI,PERCHE GIORNALISTA NON DEVE ANDARE IN GALERA.CARLO POCHY RIANO’ SEGRETARIO GENERALE POLITICO DELLA C.I.L.CONFEDERAZIONE INTERCATEGORIALE LAVORATORI
Per anni la nostra sinistra (quella che anche quando è all’opposizione approva incondizionatamente ed all’unanimità gli aumenti di stipendi e/o fondi a favore di consiglieri regionali) ha strillato perchè, secondo loro, la libertà di stampa in italia era al 43esimo posto nel mondo e ciò era causato dal monopollio berlusconiano…… bene, questo fatto ignobile, dimostra molto bene che la nostra pessima posizione in classifica ha ben altre origini.