Il legittimo scetticismo sul legittimo impedimento

8 febbraio 2010

Il ministro Angelino Alfano nel corso della trasmissione televisiva “In mezz’ora” ha spiegato che la legge sul legittimo impedimento, il provvedimento che interrompe i processi del premier e dei ministri ha un’unica ragione: “Berlusconi vorrebbe andare in tribunale sempre, ma il tribunale è un luogo dove si studiano i processi e dove ci si difende dalle accuse studiando le carte. Lui avrebbe studiato i faldoni e sottratto tempo al governo. Ma Berlusconi – ha assicurato il Guardiasigilli – non si sottrarrà ai processi: quando avrà finito di governare si farà processare dai tribunali italiani”.

Non opporremo al ministro considerazioni di natura giuridica. Per queste rimandiamo a quanto ha espresso qui Tommaso Caldarelli. Quello che si può aggiungere sono considerazioni più semplici, terra terra. Se le cose stanno come ha detto il ministro della Giustizia, il legittimo impedimento viola davvero il principio di uguaglianza davanti alla legge. Perché se il motivo è quello lì, esso dovrebbe valere anche per il chirurgo sotto processo per una rissa al semaforo, o per un dirigente d’azienda imputato per molestie sessuali, o per un imprenditore accusato di offesa a pubblico ufficiale. Tutti “vorrebbero andare in tribunale sempre” ma, costretti dal processo a “studiare i faldoni” per difendersi dalle accuse, sarebbero così distolti dal loro lavoro, di indubbia utilità sociale. Dovrebbero essere scudati anche loro, e molti altri. Almeno fino alla pensione.

Non si capisce poi per quale motivo sia l’imputato e non i suoi avvocati, appositamente e immaginiamo profumatamente pagati, a “studiare quelle carte”. A meno che – e nel caso del nostro presidente del Consiglio questo ha un certo fondamento – non si pensi che sia lui, l’imputato, ad essere il più bravo anche nell’impostare la strategia di difesa e nell’opporre carte, testimonianze e quant’altro nel percorso processuale. Da Presidente-operaio e Presidente-avvocato, è una bella parabola.

Ma a parte queste considerazioni semiserie che commentano dichiarazioni altrettanto semiserie, quello che ci si domanda è perché la priorità del sistema giudiziario italiano continui ad essere, secondo il ministro competente, non il potenziamento degli organici e delle risorse, non la razionalizzazione dei procedimenti amministrativi, non tutte quelle cose che rendono il sistema giudiziario italiano un dedalo inestricabile e incivile ma la realizzazione di uno “scudo” – anche se temporaneo, in attesa della riforma organica (leggi: immunità) – in favore di una o 30 persone. Ma la colpa se non lo capiamo è nostra: siamo menti troppo semplici.

8 commenti a Il legittimo scetticismo sul legittimo impedimento

  1. però c’è da dire che Alfano ci mette la faccia: se la merita la successione ;-)

  2. Tess

    Se fosse solo un problema di tempo, del suo tempo, allora non ci sarebbe nemmeno bisogno di andare avanti col processo breve e l’immunità. Il fatto stesso che il legittimo impedimento gli sta stretto la dice lunga sulla voglia di farsi processare. Io confido nella misericordia degli italiani che lo rivoteranno nel 2013 :D

  3. Sottovento

    Mentre in Italia molti lavoratori perdono il lavoro e molte aziende chiudono
    il nostro eroe Angelino Jolie scrive leggi per il nostro Premier affinche’
    non venga processato! E’ la solita solfa oramai….ma….L’opposizione che fa?
    Il PD perche’ non scende in piazza col popolo viola lasciandoli soli in parlamento e prospettando i reali problemi del paese nelle piazze da cui vogliono distoglierci?

  4. la tirerà alla lunga fino a che non muore, perché lui di smettere di governare e farsi processare non ha nessuna voglia

  5. Grif

    Che il legittimo impedimento sia incostituzionale lo sanno benissimo anche quelli che l’hanno firmato. Come spiegava anche Bruno Tinti sul Fatto di qualche giorno fa, infatti, è evidente che se il legittimo impedimento fosse realmente ciò che Berlusconi vuole per governare “serenamente”, non ci sarebbe alcun motivo di farlo durare solo 18 mesi. Se la legge rimanesse in vigore stabilmente la tanto sbandierata possibilità di non occuparsi di processi per il periodo in cui si è in carica sarebbe salvaguardata, no?
    E invece è chiaro che chi ha scritto questa legge sa che da qui a 18 mesi la Consulta la fulminerà, essendo appunto incostituzionale, e che quindi è necessario approvare un altro (o altri due) scudi ad personam. Un’ammissione in piena regola.

  6. pio giorgio

    Balle spaziali non se lo crede nemmeno lui povero alf

  7. Matteo

    Fantastico, siamo oltre il cabaret, ormai.
    Angiolino Custode Alfano è soltanto l’ultimo, e neppure il più pittoresco ed incompetente, di una serie di Guardasigilli memorabili: ad ogni Paese il ministro che si merita, i guai giudiziari di Berlusconi era noti prima delle elezioni, glissando sui mirabilia dei suoi governi precedenti, su cui era facile informarsi seriamente, avendo pazienza e senso critico.
    Agli elettori di cdx ingiustamente vittime della terrificante macchina della giustizia italiana mi sento di dire: SOLIDARIETA’ E SIMPATIA UMANE PIENE, ma chi è autor del suo male pianga se stesso.
    Certi errori si pagano; in democrazia soprattutto funziona così.

  8. donato.loliva

    ha ragione Ciancimino. Il PDL è nato dall’accordo tra mafia è stato, ovvero abbiamo i mafiosi che ci governano

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>