Economia

L’insostenibile eliminazione dell’Irap

COME SOSTITUIRE IL GETTITO? – Però, come lo stesso Tremonti ha riconosciuto, dell’Irap (e del gettito che garantisce – non è facile fare a meno. SE viene eliminata, può esserlo solo a parità di gettito. Dunque, aumentando qualche altra imposta o creandone di nuove. Confindustria ha proposto di sostituire il gettito Irap aumentando l’Irpef. Ma questo significherebbe di fatto spostare l’onere del gettito da una platea di contribuenti (imprese e liberi professionisti) su un’altra (lavoratori dipendenti e pensionati). Perché dalle dichiarazioni Irpef è evidente che sono soprattutto questi ultimi ad alimentare il gettito dell’Irpef, piaccia o non piaccia. Poco importa poi se l’operazione si facesse ampliando l’addizionale regionale (per salvaguardare la natura “federale” dell’imposta) oppure no. Una proposta alternativa, che vede in prima fila Brunetta e lo stesso Tremonti, è quella di “spostare la tassazione dalle persone alle cose”, sostituendo l’Irap con l’Iva. Ci sarebbero vantaggi per tutti, dicono. Per le imprese italiane, che si troverebbero avvantaggiate rispetto ai loro competitors esteri, sia quando esportano (avrebbero una riduzione dei costi di produzione dovuti al pagamento dell’imposta e potrebbero ridurre i loro prezzi) sia sul mercato interno, dove i concorrenti esteri  subirebbero solo l’aggravio dell’Iva senza il beneficio della minore Irap. Ma, oltre ad una serie di complicate questioni tecniche, il problema è il prevedibile aumento dei prezzi al consumo che porterebbe a una caduta della domanda interna. A meno di non pensare di scaricare il costo sui beni a domanda rigida (tipo la benzina, gli alimentari, il riscaldamento, ecc…), quindi a una riduzione del potere d’acquisto delle famiglie o con conseguenze immaginabili sul consenso elettorale.

FINANZIARE L’ABOLIZIONE IRAP CON LA LOTTA ALL’EVASIONE -Oltre al fatto che, se si arrivasse a questo, come evidenza il Cer nel suo ultimo rapporto, comparando la situazione esistente prima dell’introduzione dell’Irap e quella conseguente alla sua eventuale eliminazione, ci troveremmo di fronte ad uno spostamento dell’onere distributivo dalle imprese e famiglie produttrici verso le famiglie consumatrici.  Perché, dopo una prima fase – dal 1998 ad oggi – in cui si è sostituita una componente assicurativa del salario (i contributi sanitari) con un’imposta (l’Irap), sempre gravante sul sistema delle imprese ad una seconda – dopo l’abolizione Irap – nella quale, eliminato nel frattempo il vincolo dell’Irap al finanziamento della sanità, si darebbe un’agevolazione fiscale tout-court alle imprese scaricandola sulle famiglie. Un’idea praticabile, certo, ma non meno odiosa dell’Irap stessa. Il fatto è che iò vero problema – ed è sgradevole doverlo ripetere tanto spesso – è che se Berlusconi vuole abolire l’Irap senza aumentare altre imposte ha una strada sola: combattere davvero l’evasione fiscale. Ma questa è una battaglia in cui, davvero, il nostro premier sembra avere un “legittimo” impedimento.

Un commento a L’insostenibile eliminazione dell’Irap

  1. Pingback: Tweets that mention L’insostenibile eliminazione dell’Irap -- Topsy.com

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>