Gli Ogm e la comunicazione tossica
di Mazzetta - 22/09/2012 - In settimana in Francia, e anche più in là, si è scritta una brutta pagina per della storia dell'informazione. Il caso dello studio sul mais NK603. Mentre i dubbi sugli effetti dell'adozione degli Ogm si proiettano sulle generazioni future
Un esempio perfetto di come non devono funzionare la comunicazione scientifica e le reazioni di media e politica a notizie che appaiono clamorose senza esserlo.
COME SI FA - Quando il CERN ha ritenuto di dover comunicare le risultanze anomale di un set di misurazioni, anche al fine di invitare la comunità scientifica a una revisione dell’anomalia, il suo ufficio stampa si è preoccupato di contattare i più noti giornalisti che si occupano di temi scientifici, spiegare loro bene la cosa e fornire un’abbondante documentazione. Così quando è stata diffusa la notizia su quella strana misurazione che sembrava aver catturato tracce di neutrini che viaggiavano appena più veloci della luce, i media ebbero modo di accompagnarla con ampie spiegazioni e con l’avvertenza che prima di dare per certa una cosa del genere bisognava controllare e rifare le delicatissima e precisissime misure e rivedere tutti i complicatissimi calcoli. Ciò non impedì la diffusione di qualche delirio, ma nessuno corse a denunciare per falsa la fisica che diceva che niente può viaggiare più veloce della luce, affermazione peraltro ancora incontestata, visto che poi il tutto si è rivelato proprio un errore nella misura.
COME HANNO FATTO - Fatto questo esempio virtuoso, si può valutare la differenza del comportamento del duo composto da Gilles-Eric Séralini e Joël Spiroux de Vendômois, due stimati studiosi del Criigen, dell’università di Caen, in Francia. I due hanno condotto una ricerca durata due anni su una particolare varietà di topi alimentata (11% dell’alimentazione complessiva) in parte con una particolare varietà di mais OGM dissetati con acqua inquinata dal pesticida Roundup che lo accompagna (entro i limiti permessi dalle normative statunitensi) e in parte con una varietà di mais non-OGM e acqua pulita, rilevando nei primi l’insorgenza di un numero di tumori molto superiore a quanti registrati nei secondi. Lo studio «Long term toxicity of a Roundup herbicide and a Roundup-tolerant genetically modified maize», pubblicato da una rivista scientifica del gruppo Elsevier: Food and Chemical Toxicology, è stato poi diffuso in Francia da Le Nouvel Obervateur, con una bella copertina che strillava: “Sì, gli OGM sono dei veleni!”.
EMERGENZA TITOLI - Una copertina allarmistica, ma soprattutto falsa, perché al massimo si poteva azzardare un giudizio del genere sul mais NK603, essendo chiaro che la ricerca non può certo valere per tutti i prodotti vegetali OGM, che sono ormai qualche decina. Nelle sette pagine pubblicate sul Nouvel Observateur non c’è spazio per critiche alla ricerca, non c’è il parere di altri esperti e non si forniscono ai lettori quelle informazioni necessarie a far loro capire che quello studio non è conclusivo e non autorizza per ora a considerare assassino nemmeno il mais NK603.
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Cari miei, lasciate che vi dica qualcosa sugli OGM.
- Gli OGM appartengono a chi detiene il brevetto. Se un OGM “ibrida” i campi vicini non-OGM, il prodotto risultante appartiene di diritto al proprietario del brevetto.
- La natura ha gia’ fatto il massimo nella selezione delle specie. Tutto funza in ecosistema. IO HO DIRITTO CHE IL PATRIMONIO GENETICO VEGETALE RESTI INALTERATO DA AGENTI ARTIFICIALI COSI’ COME LO E’ STATO PER MILIONI DI ANNI. CHIARO?
- Io e i miei figli abbiamo il diritto di mangiare cio’ che e’ sicuro da sempre. A me 15 o 20 anni di OGM non dicono nulla. Il positivismo e’ fallito da molto.
Progresso? E quale sarebbe il progresso degli OGM? Sopportare piu’ pesticida (e assorbirlo per passarlo a tavola, slurp!). Produrre neuro-tossine per danneggiare gli insetti aggressori naturali (e all’uomo..a lungo termine?). Fantastico! No grazie, ho il diritto di rifiutare ogni modificazione.
“IO HO DIRITTO CHE IL PATRIMONIO GENETICO VEGETALE RESTI INALTERATO DA AGENTI ARTIFICIALI COSI’ COME LO E’ STATO PER MILIONI DI ANNI. CHIARO?”
Certo, basta abolire l’agricoltura, che nasce quando “agenti artificiali” iniziano ad interagire con la natura, a selezionare varietà più produttive, etc.
Mi raccomando, buon ritorno a caccia, pesca e raccolta…
sono d accordo in ciò che dici francesco . dobbiamo essere fermi e decisi a non accettare nulla che non sia naturale. ciao
Va bene, i vostri antibiotici li terremo per noi.
eccolo puntuale, l’usebreo di merda amico delle banche e delle multinazionali, ero certo di trovarti qui, chissà perchè.
ero certo di trovarti qui, chissà perchè
Forse perché hai dei problemi…?
E’ uno di quei temi su cui non è possibile discutere. Del tutto. Arriva SEMPRE un Pasquito, un pio, Un Paolo Lugli che scrive due o tre cazzate assurde tipo la desertificazione in meno di una generazione o puttanate del genere. Pensa se questi personaggi avessero avuto voce in capitolo ai tempi dell’introduzione dei primi ibridi superproduttivi, degli antibiotici, magari (ah, l’introduzione di sostanze estranee al corpo umano, chissà che desertificazione…). Magari sarebbe stato meglio così: 3 miliardi al massimo di umani sul pianeta, sperando che tra i 4 miliardi mancanti ci fossero LORO, però…
Poi arriva il dipendente delle aziende biotech che per paura di perdere il lavoro si affanna a magnificare le doti dei prodotti che gli danno da vivere.. same old story, appunto…
E a te la Coop quanto ti paga per scrivere male degli OGM?
dai, difendi le multinazionali, schiavetto usebreo
@ AFMcrime: pensala come vuoi, in qualità di agronomo credo di saperne un pelino più di te. Io, al contrario di te, di agricoltura ci campo, e sono problemi che affronto quotidianamente. Quello che ho detto è basato su dati oggettivi, scientifici e dimostrati; la tua fiducia in un modello agronomico che non sta in piedi non basta a renderlo sostenibile. Ti consiglierei di informati un po’ di più, ma pazienza se non vuoi farlo: di talebani che prendono per oro colato quanto dice il mullah di riferimento è pieno il mondo. Ne riparleremo fra un po’ di tempo; intanto, buona salute a te e famiglia.
Norman Borlaug invece di mestiere faceva il raccattapalle (e prima della Rivoluzione Verde si stava da favola)…
Prima della cosidetta “rivoluzione verde” di Borlaug c’erano altri problemi. Che questa supposta “rivoluzione” non ha saputo risolvere, e non risolverà. Come tante altre “rivoluzioni” accolte come panacee di tutti i mali. Caro Hyksos, come ho detto in precenza io non condanno gli OGM in quanto tali, ma non posso evitare di denunciarne i limiti gravi e deleteri che troppo spesso dimostrano all’atto pratico. Limiti dei quali stiamo già pagando le conseguenze. Credimi, il pianeta si può sfamare tranquillamente senza farvi ricorso, se solo lo si volesse.
beh vediamo cosa ne dice l’efsa
Il fatto che gli OGM dati agli animali non causano danni è una cavolata perchè raramente quegli animali raggiungono l’anno di età visto che finiscono sulle tavole appena possibile. Forse un anno e mezzo.
Come hanno ampiamente dimostrato gli agricoltori indiani gli unici a trarre vantaggio dagli OGM sono quelli che li producono e i loro amici lobbisti che grazie a leggi compiacenti vogliono semplicemente arrivare al monopolio mondiale di sememnti e prodotti agricoli.
Se io semino mais OGM e questo impesta il campo del vicino la legge sui brevetti obbliga il vicino a pagare per aver usato sememnti non acquistate. Se poi vado avanti ad impestare altri campi e gliela racconto bene agli agricoltori che con gli OGM possono spruzzare ancora più diserbanti e altri prodotti chimici aumentando la produzione nel giro di qualche anno ci saranno in giro solo le mie sementi OGM e avendo il monopolio poi posso guadagnare quanto mi pare. Alla peggio faccio come in India e gli porto via le terre per un pezzo di pane. Perchè la produttività degli OGM decresce di anno in anno e quindi diventa una sorta di signoraggio agricolo: non si riesce a pagare quello che costa usare gli OGM.
E comunque se è vero che i test normali sugli OGM durano al massimo 90 giorni e vengono sempre svolti da ricercatori pagati dalle aziende che li producono allora i risultati valgono quanto bolle di sapone. Aria fritta.
Però sarebbe interessante sapere se produttori e lobbisti di OGM li consumano abitualmente o li vendono solo agli altri.