La lezione dell’Odissea all’amatriciana

L'aut aut della Polverini alla Regione Lazio

E le leggi. E i regolamenti. E la doppia lettura. E la prossima legislatura. E con comodo, perché non è quello il problema. Il coro di elogi che la politica (soprattutto PdL, ma il discorso a parti invertite varrebbe anche per il Pd) sta intonando al consiglio regionale del Lazio – nel giorno in cui l’assemblea della Pisana ha approvato all’unanimità la soppressione delle tre commissioni speciali e il dimezzamento di quelle permanenti (che passano da 16 a 8), insieme all’azzeramento dei i trasferimenti al consiglio e all’accorpamento di due Asl – fa capire che il re è nudo. E non è nemmeno un bello spettacolo.

Perché a questo punto è evidente che tutte le storie che venivano raccontate quando a chiedere celerità d’intervento nel taglio dei costi della politica erano appunto favole; se c’è bisogno – e quando si rischia di perdere una regione importante come il Lazio, c’è bisogno – il legislatore sa fare in modo di correre, in barba a burocrazia e discussioni.

Non che chi ha assistito meravigliato al decreto legge su Eluana, qualche tempo fa, non se ne fosse già accorto da un pezzo. Ma adesso è chiaro per tutti che quando si comincia a sentire il tintinnar di forconi – quello di manette non fa più paura a nessuno, ormai – allora la politica sa mettersi da sola il pepe nel deretano. E decidere, per non decedere. Ora bisognerebbe esortare anche i parlamentari a fare la stessa cosa. Ma purtroppo è impossibile: c’è chi preferisce che muoia Sansone con tutti i piagnistei. E l’impressione, per ora, è che nel 2013 succederà proprio questo.