Non so voi, ma io tra l’antifascista Fini e gli anti-antifascisti di Azione Giovani, sto con quelli di Azione Giovani. Non perché io creda che non ci sia del buono - oltre alla inevitabile dose di retorica - nei valori antifascisti. Ma per come l’ex segretario di An vorrebbe che ci arrivassero (ovvero: seguendo il suo esempio), ad un’abiura del genere. Gianfranco Fini nei giorni scorsi li aveva invitati tutti a riconoscersi nei
valoridell’antifascismo: “La destra politica italiana - aveva detto - deve riconoscersi nei valori costituzionali di libertà, uguaglianza e giustizia sociale che sono valori a pieno titolo antifascisti. Il fascismo è il male assoluto“, rispondendo indirettamente anche a La Russa ed Alemanno, che avevano polemizzato sulla questione. “Ce l’ho messa tutta per trovare un motivo valido per essere antifascista ma non l’ho proprio trovato. Anzi ne ho trovati molti per non esserlo. A questo punto ti prego di capirmi e con me tutti i ragazzi di Azione Giovani. Prego Dio affinché ci dia la forza di perdonare chi in nome dell’antifascismo ha ucciso giovani vite innocenti; ma cerca di comprenderci: noi non possiamo essere, non vogliamo essere e non saremo mai antifascisti“, gli risponde il presidente di Azione giovani Roma e consigliere provinciale del Pdl, Federico Iadicicco. C’è da dire che il giorno prima La Russa e Alemanno avevano invece chinato la testa, dichiarandosi concordi con Fini. Giorgia Meloni, ministro per le politiche giovanili e presidente di AG, non apre bocca perché non vuole andare né contro il presidente né contro la base.
Ora, non è che Fini abbia torto nel merito, ma è il metodo che lascia perplessi. E soprattutto il pulpito. Gianfranco è arrivato a Roma da Bologna: siccome gli autonomi gli negano di vedere un film, si iscrive alla Giovane Italia. Si prende l’Msi, lo trasforma in An ma prima dice che Mussolini era un grande statista; poi se lo rimangia. Va in Israele a testimoniare il suo antisemitismo, e non sarebbe necessario se qualcuno di quella sponda (una minoranza risibile ma rumorosa del partito) non avesse manifestato ancora spiccate antipatie per gli ebrei. Si allea a Berlusconi e tenta ripetutamente di fargli le scarpe, ma mandando sempre avanti un altro suo alleato (Pierferdinando Casini), al punto che si comincia a diffondere una voce che lo vorrebbe “eterno secondo” di Silvio. Riesce a far cacciare Giulio Tremonti dalla poltrona di ministro dell’Economia, usando la sponda del suo viceministro Baldassarre che in una notte particolarmente agitata gli contesta degli errori in alcuni dati presentati. All’epoca a sponsorizzare la defenestrazione del nuovo Divo Giulio era Antonio Fazio, cui il ministro, in quella che rimane la sua migliore e più coraggiosa iniziativa politica, rimproverava troppe distrazioni nella vigilanza alle banche (bond Cirio e Parmalat) e l’appoggio incondizionato alle Fondazioni bancarie. Fini fu un semplice esecutore, e infatti non ne capì il disegno politico. E come tutte le iniziative estemporanee e senza fondamento, durò poco: passò un anno, e Tremonti ritornò al suo posto. Ma Gianfranco ormai è partito. Parla a favore della fecondazione assistita e delle coppie di fatto: tutte belle interviste che escono sui giornali - privilegiato sembra essere il Corriere - ma che mai, mai, mai si traducono in iniziative di fatto. Mai niente di concreto. Tanto da indurre nell’osservatore smaliziato il sospetto che servano solo a farsi pubblicità.
Poi arriva il suo momento. La sconfitta alle elezioni del 2006 lo rinvigorisce: adesso tocca a me, Silvio ha due insuccessi alle spalle ed è vecchio, un sacco vecchio. Pierfurby lo anticipa come sempre: se ne va dal Polo sbattendo la porta - avendo cura di lasciarla socchiusa nel rimbalzo - ma anche lui non è da meno: “Ci vuole una riflessione sulla leadership“, dice. E poi, quando Berlusconi adombra il sospetto di un accordo con il PD sulla legge elettorale comincia a parlare di partito unico, sentenzia: “Siamo alle comiche finali“. Silvio ormai è andato, dice Gianfranco. Che intanto trama e trama: il centrosinistra governerà ancora, ho tutto il tempo per spodestarlo e presentarmi come il leader unico del centrodestra, ce la posso fare. Cade il governo Prodi, ed eccolo lì, prono a scodinzolare ai piedi del Cavaliere: la riflessione sulla leadership è finita, aveva ragione Berlusconi. Ok l’alleanza elettorale, ok il partito unico, ok alla percentuale 70-30 per dividersi rispettivamente tra Forza Italia (partito inesistente sui territori) e An (partito invece esistente sui territori) la rappresentanza regionale. Tutto questo per diventare presidente della Camera, un incarico istituzionale per sé in cambio del partito di tutti. Perché? Perché Gianfranco è fatto così. Non crede nemmeno a una parola di quello che dice, calcola solo fin dove le parole lo possono portare, e poi le dice. Iddu pensa soltanto a iddu. Uno del genere, secondo voi, ha maturato nell’animo i suoi valori antifascisti? Ma su, con quel pelo sullo stomaco è già tanto che digerisce. Almeno i vari La Russa e Alemanno dicono quello che pensano. Invece Fini è straordinariamente somigliante agli Antifascisti del 9 settembre, ai Liberati del 26 aprile. Come una goccia d’acqua. Ecco perché, se dovessi scegliere, starei con quelli di Azione Giovani. Almeno loro sono sinceri.
Sempre a proposito di An, il primo cliente romano di prostitute multato in base all’ordinanza del sindaco ha detto che non sapeva della regola, aveva votato Alemanno e non lo rivoterà più. Titolo dell’Unità di domani: “Puttanieri quelli che votano AN!“. E a proposito di puttanieri, ricordiamo urbi et orbi che questo è un sito aperto alle collaborazioni esterne. Chiunque può segnalare notizie - anche scrivendo alla email (giornalettismo@gmail.com) - oppure entrare in redazione in pianta stabile, per darci una mano (troviamo qualcosa da fare a tutti, siamo peggio dei piani per la piena occupazione delle dittature), oppure ancora segnalare il suo sito/blog nel Network. Giornalettismo: meglio del sesso a pagamento!
(Vignetta di Mauro Biani)


























La tua riflessione è fondamentalmente giusta, e sarei tentato di condivderla. Ma per ragioni che tu conosci bene (e che peraltro abbiamo in parte in comune) ho un vizio di fondo: Una profonda repulsione per tutti i totalitarismi, e per il fascismo in particolare. Quindi tra uno che dice pubblicamente di essere antifascista (magari per calcolo, e chi lo nega?) e uno che rivendica orgogliosamente il suo non antifascismo, se devo proprio scegliere, non ho dubbi. Scelgo l’antifascista. Anche se furbetto.
Un sorriso sempre sconnesso al direttore più direttore che ci sia.
C.
effettivamente il nostro Dux non fa che sorprenderci….
in tutte le sue evoluzioni politiche ello risulta sempre più magnifico e splendente ed il contorno sempre più inutile e mediocre
gli mancano le palle di cannone ? quelle che invece ha berluscone ?
però che bella coppia …la testa e le palle
la mente ed il braccio
e se la mente volesse avere le palle o le palle volessero usare la mente, cosa ne nascerebbe ?
un casinaccio furby ?
@ comicomix
io preferisco la sincerità
@ benito
quando c’era LUI le svolte arrivavano in orario
Ma neppure con un ragionamento per assurdo potrebbe stare dalla parte di AG chi è contro il fascismo. Come si fa a scomodare Dio perché perdoni chi ha ucciso vite innocenti e contemporaneamente sostenere che, però, si condividono ancora le idee di chi questi misfatti li ha commessi?
AG poi rappresenta la parte più reazionaria della destra postmussoliniana. Gianfranco sarà macchiavellico, quegli altri sono fascisti convinti!
Per uno come Fini provo una pena profonda.Poveraccio! Per il potere, per una misera poltrona è diventato il leader del “calabraghismo”. Che brutta …Fine
Anch’io sono più contenta che rinneghi il fascismo, e penso che invece sia sincero.
Io ho sempre visto Fini fuori posto a destra come ho sempre visto Dalema fuori posto a sinistra
@ maria teresa
Io dico che tra chi dice che non si sente antifascista, e chi gli dice di esserlo perché gli conviene, scelgo chi è sincero. La sincerità è un valore.
Non penso che Fini sia ancora fascista inside, semplicemente non gliene frega una cippa e darebbe anche il braccio con cui fece il famoso saluto per stare al posto del Berlusca (gli ha svenduto AN, in pratica, qualcosa di clamoroso…).
Comunque è più utile al Paese un antifascista paraculo che dei sincerissimi fascisti (sarà pure un valore la sincerità, ma allora bisogna acclamare anche il Berlusca quando inneggia all’evasione fiscale, alla superiorità occidentale, a Mussolini, ecc.
O a Calderoli con le sue magliette… per me il politico deve essere per forza almeno un po’ ipocrita).
Va detto che si può cambiare idea nel tempo e non mi pare che da parecchio Gianfranco rilasci dichiarazioni tanto ambigue, cambiando versione a seconda della platea, come fanno disinvoltamente certi leghisti… una volta imboccata una strada una certa coerenza (formale, certo) la mantiene.
Per inciso, Fini mi sta sulle palle e lo considero ipersopravvalutato, in quanto attorno all’eccellente oratore da salotto tv c’è il nulla.
Non esistono valori in assoluto, ma sarebbe corretto rapportare tutto al contesto. Il contesto sembra questo: Gianfranco è a destra, rinnega il fascismo (beh, se ha giurato sulla Costituzione…), ma i fatti sembrano remare contro la sua sincerità. Ergo: è un politico all’italiana, sogna di essere golpe e lione. I compagni di partito non sono antifascisti, quindi sono fascisti perché forse nel fascismo c’era del buono… Anche Mussolini sembrava sincero quando ha ammesso di aver commissionato l’assassinio di Matteotti. Sinceramente era un assassino.
@ prostata
alla sua “apertura” sulle coppie di fatto, non è seguito nulla
alla sua “apertura” sulla fecondazione assistita, non è seguito nulla
alla sua “apertura” sul voto agli immigrati, non è seguito nulla.
Nulla di concreto, mai. E se 3 indizi fanno una prova, tremilasettecentocinquantasei indizi cosa fanno? Un ergastolo?
Se fa così, significa che lo fa solo per sé stesso. E allora preferisco chi ci crede.
“Io ho sempre visto Fini fuori posto a destra come ho sempre visto Dalema fuori posto a sinistra”
Anche io ho sempre visto D’Alema fuori puosto a sinistra cara Stella. Lo volete? Ve lo impacchetto personalmente con il nastro rosa.
Mah, io invece tendo a non riconoscere in Fini nemmeno la capacità di pensare per se stesso, secondo me è solo un utile idiota, si veste bene, riesce a parlare forbitamente (diciamo…) senza dire nulla, oppure annunciando cose roboanti e velleitarie. Insomma, l’ospite perfetto per l’audience dei salotti televisivi. Che riesce a mettersi nell’angolo buio da solo.
Sarà, io credo a fini e vedo in voi solo del pregiudizio e basta. Preferisco uno che fa un percorso come quello di fini, di un fantoccio come Veltroni che dice di non essere mai stato comunista, mentendo spudoratamente…
\quote”Gianfranco sarà macchiavellico, quegli altri sono fascisti convinti!”
Sì, potrà pure essere che “quegli altri” (AG) siano fascisti convinti. Convinti, tra l’altro, che non ci sia niente di male nell’esserlo.
E qui sta il punto, imho.
In Italia il fascismo non è mai stato presentato come una vergogna nazionale, come un monito per la neonata democrazia, o come il “male assoluto”; piuttosto come una situazione che era nata bene e finita male (N.B. personalmente non condivido affatto tale interpretazione). Gli Italiani, soprattutto oggi, sono portati a credere che ci fosse del buono, che i veri cattivi fossero i nazisti, che i partigiani fossero tanto efferati quanto i fascisti, e che in fondo noi la guerra l’abbiamo conclusa dalla parte dei vincitori, per cui di cosa ci dobbiamo vergognare?
Convinti che vi fossero dei valori nel fascismo (aspetto che proprio in questi giorni, con le dichiarazioni di chi ha creduto di potersi finalmente esporre dopo tanto tempo passato a crearsi l’immagine di politico garante della democrazia) che oggi (essi credono) tornerebbero buoni soprattutto se imposti - non dico proprio con la violenza ma - con “energicità e rigore”. Diciamo qualche Bolzaneto qua e là, e si sistema la baracca..
Del resto, i tempi a me sembrano già maturi. Di fronte alle dichiarazioni sul fascismo, tra indignazione e indifferenza, cosa hanno scelto gli Italiani?
Gregory, perché devi necessariamente raffrontare un bugiardo ai fascisti? Non potresti semplicemente dire, dati alla mano, che Fini è un “fingitore” senza “simpatizzare” (proprio alla greca) con chi non rinnega il fascismo? No, è che questo ragionamento non mi torna proprio, neppure se metto il miele sull’orlo della tazza prima di buttarlo giù.
@ fabio:
tu credi a Fini? Bene, ti quoto quanto scritto su:
“alla sua “apertura” sulle coppie di fatto, non è seguito nulla
alla sua “apertura” sulla fecondazione assistita, non è seguito nulla
alla sua “apertura” sul voto agli immigrati, non è seguito nulla.
Nulla di concreto, mai. E se 3 indizi fanno una prova, tremilasettecentocinquantasei indizi cosa fanno? Un ergastolo?”
Puoi replicare?
@ Fabio
Tra “uno che fa un percorso come quello di Fini”, e uno che non lo fa come Iadicicco chi preferisci?
Commento per segnalare un errore: E’ Giorgia Meloni e non Chiara Moroni il ministro per le politiche giovanili e presidente di AG.
Controllate cosa scrivete!!!
Grazie per la segnalazione!
Fra i due esempi citati, sto con nessuno.
Questo mi piace metterlo come punto di partenza.
Soffermandomi a fare un’analisi dei fatti, nel contesto in cui sono avvenuti, allora stavolta la partita, per quanto mi riguarda, la vince Fini.
L’evento ha avuto un certo eco mediatico, non troppo a dirla tutta, quindi, dando per assodato che il telepopolo italiano assimila la dose quotidiana di nozioni che gli vengono impartite, allora e’ bene che nei cervelli delle amebe-nostri concittadini venga impiantato il concetto “Fascismo: buuuu, fascismo cattivo!”.
Come in “Zoolander”
Le parole di Fini hanno dimostrato
solo quello che già si sapeva, cioè
che la base di An è fascistoide.
E’ vero che alle sue aperture su coppie
di fatto, immigrati, ecc…
non è seguito nulla. Ma come avrebbe potuto
con la coalizione di cui fa parte?
Magari poteva presentarsi nel centrosinistra:
del resto quelle affermazioni sono
le cose più progressiste che ho sentito
dire negli ultimi 5 anni. I fascisti che parlano di un buon inizio e una pessima fine non capiscono che storicamente non si può dividere il fascismo da qui a qui sì e da qui a qui no.
Comunque ho apprezzato le parole di Fini.
[aNDy cAPp]
A direttò, sinceramente questa storia della sincerità… Forse forse un pò ti sei impuntato, e non sei sincero nemmemo tu. Rettifico: credi di esserlo perché porterai il punto fino alla morte, ma in fondo….Ecco come vedo Fini: la sera apre l’armadio prende la camicia nera, la indossa, si volta verso la foto del duce e dice:”perdonami lo faccio per la famiglia!” Quelli di AG!! Quelli di AG!!! Quelli di AG!!!! Dal mio punto di vista (che è quello giusto per inciso. Oddio che ho detto!) il fascismo non è un valore, mai lo è stato. Il fascismo è stato un cancro per il nostro Paese così come sono un cancro quelli che si riconoscono (con varie sfumature) in esso. Non ricordo bene chi, ah si Benigni, diceva:”Mi ha trombato la moglie, stuprato la nonna, sgozzato il bambino… e si però era un grande statista”. Giuro sono sincero.
Penso, magari sbaglio, che il direttore volesse soprattutto, e provocatoriamente, sottolineare, quanto sia più “autentica”, cioè, oggettivamente,NON IPOCRITA, l’ammissione della difficoltà (politica, culturale, storica) di ammettere da un giorno all’altro che i “valori” (chiamiamoli così) in cui si crede sono semplicemente carta straccia e si possono rivoltare come un calzino. Oggettivamente non è mai così: ci vuole tempo, convincimenti interiori forti, percorsi più o meno complessi (che non mi pare Fini abbia fatto) che non si improvvisano con un bel discorso seduti comodamente in poltrona. Non sono un bel medaglione da indossare in occasioni ufficiali,certe affermazioni, insomma. Saltare a piè pari tutto questo mi ricorda la domanda stupida che alcuni giornalisti rivolgono a bruciapelo a qualcuno che ha avuto un morto ammazzato in famiglia: LO HA PERDONATO, L’ASSASSINO?
Ecco, cordapazza, noi non dovremmo aver ancora perdonato il fascismo per quanto ha fatto e meno che mai accettare che ci governi chi non lo rinnega! O, peggio, lasciar che passi il concetto: “ma va là, che non era tutto così nero come dicono i libri di storia di ’sti comunisti!” Violenza, razzismo ed assassini non potranno mai e poi mai essere dei valori.
per AG: ma cosa hai capito?
Io non sono di destra!E insieme a Dalema impacchetterei anche Veltroni.
Lascerei fuori solo Rosy Bindi e Bertinotti (a parte Di Pietro).
Ma purtroppo per ora sono fuori gioco tutti e due.
Bertinotti si è ritirato, e secondo me ha fatto malissimo. Diventare una sinistra veramente rappresentativa rinunciando al simbolo della falce e il martello in favore dell’arcobaleno, simbolo più incisivo di pace,e aprendo ai cattolici, si poteva sperare in un primo barlume per poter costruire una società migliore.
Il fatto è che la propaganda anticomunista oggi è talmente martellante, assoluta e fuorviante che ha praticato un totale lavaggio dei cervelli.
Per questo io al posto di Bertinotti non avrei mollato, anzi!
Ora in chi si può sperare per avere un mondo migliore?
In Berlusconi, Fini e Casini (per non parlare dell’America)?
O in Diliberto, che crede ancora si possa ancora promuovere il comunismo alla Stalin e “perdona le bestemmie” (ne “Le invasioni barbariche”)?
Forse tutto sommato sarebbe sempre meglio Diliberto,ma io avrei voluto qualcosa di più.
Ma ora, cari miei, o l’uno e l’altro, chi li ascolta più?
nuvola rossa: che ti devo dì? io ci provo, anche come insegnante, a far passare quello che hai scritto tu, non è poco!:-)
ah, ci avrei giurato che fai l’insegnante! Stile impeccabile, concinnitas…:D No, non è poco, ma come antifascista mi rimetto completamente nelle tue mani.
galeotta fu la concinnitas!
ormai è appurato: il latinorum divide, il latinorum unisce:-) grazie.
a te!
Però, scusate tutti quanti, siete come Fini: fuori tempo massimo. Fascismo e antifascismo sono roba vecchia, rancida, di cui in tutto il mondo non si parla più neanche sotto l’effetto di allucinogeni. Roba da paese vecchio, fatto da vecchi e da (pochi) giovani nati vecchi, che non sa neanche in che anno siamo. E infatti, questo dibattito forse interesserà l’ottuagenario Napolitano (il quale, però, si guarda bene dal bacchettare un Sofri per le scemenze che dice: lì nessuno si azzarda, oltre a fargli notare che l’assassinio politico fa schifo quanto ciò che scrive, a dargli dell’omertoso vigliacco: mica sta bene..), ma il paese ne ha le palle piene di parlare di niente.
c’era fini e non giorgia meloni in quei giorni di luglio in una caserma di genova…
Per aiutare a fare un po’ di memoria vi invito a rileggere cosa diceva l’ex-osannato presidente in un trittico personalizzato che si trova sul blog SPIGOLI:
- alcune delle più riuscite ‘capriole’, degne del miglior circo della politica…
http://www.spigoli.info/archives/190
- un’introduzione semi-sconosciuta che non t’aspetti…
http://www.spigoli.info/archives/188
- la ‘maledizione di Montecitorio ha colpito anche d’estate…
http://www.spigoli.info/archives/184