Interni

Casini ricuce con Silvio in Campania?

5 febbraio 2010

Mancano ormai poche ore dal pronunciamento dei vertici dell’ Udc sulla eventuale alleanza in vista delle elezioni, ma il braccio di ferro sulle candidature è tutto all’interno del Pdl che rischia di perdere la cosa più cara a Cosentino: la presidenza della Provincia di Caserta.

Da un lato, c’è Nicola Cosentino. Dall’altro, Italo Bocchino. La lotta è sempre la stessa tra i due esponenti di spicco del Pdl da quando la bufera giudiziaria che ha coinvolto il sottosegretario all’Economia, candidato dei berlusconiani, ha portato il vicecapogruppo alla Camera del Pdl a sbarrargli la strada alla Presidenza della Regione: “E’ una candidatura politicamente inopportuna, Nicola deve farsi da parte”, sentenziò Bocchino. E tutti sappiamo che la storia è finita con il passo indietro di Nicola Cosentino che di fatto ha spianato la strada all’ ex ministro socialista Stefano Caldoro, la cui candidatura era caldeggiata da Bocchino e da Mara Carfagna.

DUE PICCIONI CON UNA FAVA -Fuori Cosentino e Landolfi dalle balle, dentro la Carfagna, la Pascale e altre ancora”. Era questo lo slogan che girava nemmeno troppo tempo fa tra le fila della maggioranza e nelle stanze riservate di Montecitorio si ritiravano in conclave Pierfedinando Casini, Domenico Zinzi e Italo Bocchino con l’obiettivo di mettere a punto la candidatura del marcianisano Zinzi a Presidente della Provincia che potrebbe servire a Caldoro per vincere le elezioni regionali e nel contempo assestare un altro colpo a Cosentino e al Pdl casertano che è una sua creatura. Inutile dire che la retromarcia di Cosentino ha segnato pesantemente i rapporti tra i due che rischiano di incrinarsi ulteriormente  sulla scelta dell’aspirante presidente, perché uno dei due sarà costretto a cedere all’altro. Bocchino è consapevole che il Pdl casertano ha rivendicato con forza la candidatura di un uomo di partito,un uomo di Cosentino che spalleggiato da Landolfi e dalle truppe casertane sta preparando la contromossa. Tra i papabili, oltre al senatore casertano Carlo Sarro ci sarebbe il sindaco di Aversa, Domenico Ciaramella. Politico e amministratore navigato, il primo cittadino potrebbe essere la persona giusta per portare il Pdl alla vittoria elettorale, anche senza l’accordo con l’Udc. Ma quanto potranno influire le partite giocate sul territorio rispetto ad una partita che si gioca sul tavolo romano tra Berlusconi e Casini e che va ben oltre la posta in gioco?

SCACCO MATTO A COSENTINO - Di certo, pare di capire che l’obiettivo del vicecapogruppo alla Camera del Popolo della libertà sia quello di assestare il colpo definitivo al duo Cosentino-Landolfi, che guida il Pdl campano e sembra di capire che in queste ore, nei palazzi del potere romano, la posta in gioco sia molto più alta. Sulle sorti della Provincia di Caserta si svolge tutta la partita nazionale tra Silvio Berlusconi e Pieferdinando Casini. Insomma, la vittoria di Bocchino su Cosentino (con la candidatura di Zinzi alla presidenza dell’ente di corso Trieste) aprirebbe due scenari: la riconciliazione  tra Pdl e Udc e l’ulteriore declassamento della leadership del Pdl campano.

11 commenti a Casini ricuce con Silvio in Campania?

  1. Certo che Casini, alla fine, rischia di vincerle proprio lui queste regionali.

  2. Tess

    Chissà, ieri i sondaggi Swg davano i moderati in netto calo. Però è pur vero che l’Udc non è moderato. E’ estremo centro :D

  3. sinistroso

    per me casini assomiglia a un quaquaraqua

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  6. Antonio

    Queste schifezze di bassa lega tra i “potenti ed i papabili”, senza alcun riguardo per ciò che ne pensa la gente, mi fanno sdegnare al punto da invitare tutti gli elettori a disertare le urne elettorali. “…Sdegnati popolo prendi coraggio/riduci con Giustizia ogni appannaggio/dei tanti nuovi re d’ogni partito/ che mangian tutto lor con appetito/…”. Ciao.Antonio.

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