Vittorio Feltri spiega perché vogliono arrestare Sallusti
di Dario Ferri - Una causa per diffamazione andata male e l'editore che "dimentica" di tutelare il direttore.
La prima pagina shock di oggi ci fa temere per la libertà di Alessandro Sallusti. Vittorio Feltri ci racconta cosa potrebbe succedere all’attuale direttore del Giornale. Partendo da una nota di colore:
Tutto dalla vita mi sarei aspettato,tranne che di scrivere questo articolo. Mi tremano le mani sulla tastiera della Olivetti.
Insomma, Feltri scrive ancora sulla macchina per scrivere, e probabilmente a un poveretto tocca ribattere tutto. Ecco il racconto della vicenda:
Nel 2007, in quanto gerente di Libero, aveva la responsabilità oggettiva di quanto quel quotidiano pubblicava. Poiché un dì vennero stampati sul medesimo foglio un pezzo e un commento su una vicenda giudiziaria,nei quali era citato un giudice tutelare, Giuseppe Cocilovo, questi, ritenendosi diffamato, sporse querela.
Impossibile ritrovare il commento in qualsivoglia archivio (quello di Libero non è disponibile on line), ma il nome del giudice viene citato in un articolo della Stampa riportato su questo blog, in cui si parla del permesso di abortire dato a una ragazzina di 13 anni:
A firmare il consenso è stata lei. Insieme alla madre. Per legge, però, mancando il consenso del padre, si è dovuto richiedere l’intervento di un giudice tutelare. E il giudice, Giuseppe Cocilovo, le ha dato il permesso di prendere autonomamente una decisione. «Non c’è stata alcuna imposizione da parte della magistratura» dice una nota del Tribunale di Torino. [...]“
Continua Feltri:
Ilcommento in questione non era stato vergato da Sallusti, ma da un altro autore che lo aveva firmato con uno pseudonimo.Non importa. La legge considera responsabile di ogni riga storta (uscita sul giornale) il direttore. Il quale pertanto è stato processato a sua insaputa. Perché a sua insaputa? L’avvocato dell’aziendaeditorialesieradistrattoenonaveva tutelato l’imputato. Che, in primo grado, fu condannatoaunapenapecuniaria:5milaeuro. Routine.Sipaga,disolito,ebuonanotte.
Qui è chiaro il riferimento all’editore di Libero, la famiglia Angelucci, che Feltri non nomina mai. L’anno dopo Sallusti sarebbe andato via da Libero per diventare prima direttore de l’Ordine e poi approdare al Giornale:
Lasentenzaperòfu appellata dalla parte lesa. Trascorre un po’di tempo,e si celebra il processo di secondo grado, ancora senza l’avvocato di fiducia, assente ingiustificato: ha disertato l’aula per smemoratezza o altro, non si sa; lui non è più rintracciabile. Automaticamente, gli subentra un legale d’ufficio che forse non si prende molto a cuore la storia,cosicché il verdetto è micidiale. pecuniariadi 5milaeuro,esottolineo 5mila euro, viene trasformatain pena detentiva:unanno e due mesi di prigione. Uno pensa: vabbè, c’è la condizionale. Col cavolo. Niente condizionale, perché i direttori di giornale – tutti – sono pieni di cause, ne perdono molte, quindi accumulanoprecedenti su precedenti, e addio sospensione della pena.
E conclude chiedendo di cambiare la legge sulla diffamazione: una cosa che in ogni caso non salverebbe dalla galera Sallusti. In attesa della Cassazione e sperando che tutto, per il direttore del Giornale, finisca bene.
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no in galera no, poveri detenuti.
ps:l’altro scrive ancora a macchina ora capisco la modernità di pensiero del soggeto
“soggeto”!?
Modernità di pensiero utilizzando
[magari]
un correttore ortografico,
prima di contare i peli intorno al buco di culo altrui.
Iniziamo con la nota di colore. Feltri ci tiene a far sapere che scrive sulla sua Olivetti, con questo volendo richiamarsi ad uno dei padri del giornalismo italiano, Montanelli e alla sua mitica Lettera 22. Ma Montanelli a 90 e passa anni già scriveva col computer, perchè mica era un retrogrado incapace di aggiornarsi (oltre che di scrivere). Quindi l’auto-paragonarsi a Montanelli decreta già la sconfitta di Feltri per 6-7 a 0. Poi passiamo al quotidiano, incapace, a quanto pare, di trovare un avvocato decente. Questo fa capire molte cose sul livello di un giornale come Libero. Avvocato incapace, articolo scritto da un anonimo ignoto (azz! quindi se mando un commentino mio anonimo a Libero me lo pubblicano senza vedere chi sia stato a mandarlo o senza condividerne le idee? Questo è vero giornalismo: dare a cani e porci la possibilità di scrivere la prima fregnaccia che gli passa per la testa!). e questa formula magica “a sua insaputa” ormai merita di entrare nella storia della letteratura insieme a “Sesamo apriti” e “sim sala bim”
Ho l’impressione che anche in questa sede si oltrepassino i limiti della decenza e della buona educazione. Volgarità a non finire solo perchè si è anonimi. Bel coraggio.
E quindi?
Per quanto mi riguarda, le sorti giudiziarie del più spregiudicato servitore al soldo del padrone, nonchè direttore di uno straccio di giornale, sono l’ultima cosa che mi passa per il mio cervello già ampiamente occupato dai problemi di sopravvivenza quotidiana, miei e dei miei familiari.
e allora che cosa scrivi…pensa ai tuoi problemi!
Littorio , ti tremava la mano perchè una persona di scarsissima fantasia come sei tu è stata posta imperituramente di fronte alla realtà…
Brutta la vita reale , vero , servo di Berlusconi?
Ma lo sai cosa vuol dire “imperituramente”?
Dai maestrina, illuminaci!
Compagna di scuola della gelmini?
Io ADORO la mia bellissima Italia, ma leggendo i commenti fin qui pubblicati mi vergogno di avere la stessa cittadinanza di questi signori, più adatti a un Paese come l’Iran, Cuba, la Cina eccetera dove la loro libertà di dire quello che pensano li farebbe finire dritti al cimitero. Diceva Voltaire: “Io non la penso come te, ma sono pronto a dare la vita perché tu sia libero di esprimere la tua opinione.” La condanna di Sallusti mi fa sembrare un illuminato Ahmadinejad. Mi auguro che nessun magistrato legga questo mio commento…
Grazie Valentina!
Pare, però, che in Italia esistono molti cloni di Ahmadinejad.
Possibile che i toni pacati dei molti vengano zittiti da pochi urlatori vigliacchi perchè anonimi?
Stai parlando di una persona che aveva la responsabilità di controllare che chi scriveva per il suo giornale non diffamasse a mezzo stampa. Nella tua bellissima italia “responsabilità” è un termine ignoto. Se la legge vale per me e per te deve valere anche per quel signore. Nessuno ha espresso una opinione, qualcuno ha diffamato qualcun’ altro e il caro Sallusti ne è responsabile.
Ritieni la legge che lo condanna sbagliata? Proponine una tu che la migliori, ma a meno che anche tu non sia una giornalista, della difesa a spada tratta degli interessi corporativi di una categoria, mai come in questi casi discutibile, ne sono pieni i giornali e le tv, non abbiamo bisogno anche di te, e della tua opinione deviata dall’assorbimento passivo delle idiozie che hai sentito uscire dal fabbricastronzi in questi giorni. Grazie.
dare la vita perché tu sia libero di esprimere la tua opinione.
Appunto,opinione non è la stessa cosa di ” diffamazione” e in più anche vigliaccheria di chi non ha avuto il coraggio di mettere la faccia su quel mare di stronzate e falsità riportate in quel famoso articolo.Stai tranquilla,chiunque dovesse leggere il tuo commento…al massimo si farebbe quattro risate…amare
Brava Valentina, condivido pienamente, finalmente una persona che ragiona col cervello e non ha i paraocchi. Qui si sta a cercare il pelo nell’uovo per far fuori tutti quelli che stanno fuori dal coro.
I delinquenti e i ladri stanno in libertà e per una parola sbagliata uno rischia di andare in galera, ma in che paese viviamo?.
DI STRONZI PRESUNTUOSI CHE PUNTANO IL DITO SU CHI VUOLE DIRE IL SUO PENSIERO L’ITALIA TRABOCCA, FAREBBERO MEGLIO A RIBELLARSI A QUESTA POLITICA CANNIBALISTICA. DOVE SONO FINITI I RAGAZZI DEL 68 ??? POSSIBILE CHE AI LORO FIGLI E NIPOTI NON HANNO INSEGNATO IL RISPETTO DI SE’ STESSI’!?!
una sessantottina amareggiata.