Il venerdì della rabbia islamica

21/09/2012 - Tutti pronti per le rivolte?

Il venerdì della rabbia islamica

I governi e le diplomazie internazionali sono pronte. Pronte ad affrontare un “venerdì della rabbia”, per arginare la furia islamica che realisticamente potrebbe esplodere proprio nel giorno della preghiera, dopo la diffusione delle vignette satiriche su Maometto di Charlie Hebdo.
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FIDUCIA E PAURA - Ennesima tensione dunque nei rapporti fra occidente e islamici, che segue i fatti di Bengasi che hanno visto morire l’ambasciatore Chris Stevens e gli assalti alle ambasciate americane in vari paesi.

Lì, il cortometraggio parodistico e ridoppiato “Innocence of Muslims”; qui, le vignette della satira francese. Non si sa cosa succederà oggi, ma il dispiegamento di forze e la preparazione è davvero imponente. In Pakistan è stata proclamata una festa nazionale “tattica”, ci spiega la Bbc, oggi si celebra “Il giorno dell’amore per il Profeta”, e il governo di Islamabad spera così di arginare le volontà di protesta degli abitanti. Il ministro degli esteri Rabbani Khar: “Siamo fiduciosi che questo farà diminuire la violenza. Certo, ci saranno sempre elementi che proveranno ad approfittare di scelte del genere”; già giovedì la polizia ha dovuto usare proiettili di gomma per reprimere i disordini davanti all’ambasciata americana nella capitale in cui varie immagini del presidente Obama sono state date alle fiamme: 5000 manifestanti fra cui anche chi non ha avuto problemi ad esporre sigle dei più estremi gruppi islamici; 50 feriti.

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OBAMA IN VIDEO - Come sappiamo in almeno 20 stati a rischio il governo francese ha dato ordine di chiudere ambasciate, sedi diplomatiche, scuole francofone per prevenire ogni possibile problema riguardo l’edizione di Charlie Hebdo – che peraltro in Francia è andata esaurita. Gli Stati Uniti hanno comprato sulle televisioni pakistane degli spazi pubblicitari (70mila dollari di esborso) per trasmettere un messaggio che mostrava il presidente Barack Obama condannare il video parodistico e chiarire alla popolazione islamica che l’esecutivo “non ha assolutamente nulla a che fare con il video”.

TENSIONE NELL’ARIA - In Tunisia, ex-colonia francese, il governo ha proibito qualsiasi manifestazione nel giorno di venerdì. Il ministro dell’Interno ha confermato che probabilmente “alcuni gruppi stavano pianificando proteste violente” dopo le preghiere del venerdì. C’è paura anche per una recrudescenza del conflitto a Bengasi mentre a Kuala Lumpur, nel sud-est asiatico islamico, Malaysia, ci saranno di certo proteste presso l’ambasciata francese e americana. Al Cairo la polizia pattuglia le strade intorno all’ambasciata americana. Tutto è pronto per il venerdì della rabbia.

 

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