Il governo Monti e la recessione a sua insaputa
di Dipocheparole - L'esecutivo taglia le stime per 2012 e 2013. Ma il premier è ottimista
Nel Def licenziato qualche tempo fa si parlava di crescita zero nel 2012 e ritorno in positivo l’anno successivo. Con un “leggero” ritardo il ministero dell’Economia ha aggiornato il dato che tutti giudicavano troppo ottimistico all’epoca, come ai bei tempi di Tremonti nel periodo 2001-2006, quando l’allora inquilino di via XX Settembre sbagliava regolarmente in meglio le previsioni. Ecco le nuove stime del governo:
Spiega Lorenzo Salvia sul Corriere:
Se le stime sul Pil sono state riviste al ribasso, la causa sta nel «peggioramento dello scenario internazionale, in particolare della zona euro», dice il governo. Ma nonostante questa evoluzione negativa, si conferma l’obiettivo del pareggio di bilancio per l’anno prossimo. E si esclude ancora una volta che per far quadrare i conti sia necessaria un’altra manovra: «Nella nostra attuale strategia non è prevista» dice Grilli. Niente nuove tasse, insomma.
Altre risorse, però, andranno trovate comunque:
Sia per cancellare l’aumento dell’Iva, al momento solo rinviato al luglio del 2013: servono 6,5miliardi di euro e bisogna tirarli fuori dalla seconda fase della spending review, la revisione della spesa pubblica. Sia per far calare il debito pubblico, sempre su livelli record. Dal 123,3% del Pil di quest’anno, il governo prevede di scendere al 122,3 l’anno prossimo, poi al 119,3 nel 2014 fino al 116,1% nel 2015. Un percorso a tappe forzate per il quale ilministro Grilli conferma il piano di dismissione di beni pubblici, sia immobili che partecipazioni, che dovrebbe valere un punto di Pil l’anno. Sempre a patto di trovare compratori.
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