La lettera di Fiorito che accusa la Polverini

21/09/2012 - Così il capogruppo aveva avvertito la governatrice

La lettera di Fiorito che accusa la Polverini

Franco Fiorito va al contrattacco. Ieri, ospitato da Bruno Vespa a Porta a Porta, mostra la sua carta: una lettera, inviata nello scorso luglio alle autorità regionali – la presidente Renata Polverini, il presidente dell’Assemblea Regionale Abruzzese, il suo allora vice De Romanis alla guida del gruppo PdL  - che denunciava la questione dei fondi del PdL ben prima che scoppiasse lo scandalo.

 

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LE ACCUSE - La Polverini, dunque, sostiene Fiorito, non ha alcun modo di ritagliarsi una “verginità” in questa materia, perché, da tempo, sapeva tutto.

Sollecitato da alcuni “zelanti colleghi” il federale di Anagni, così a Fiorito piace sentirsi chiamare, fa partire la verifica sui conti del PdL regionale.

Ho proceduto ad una serie di controlli sui documenti giustificativi delle spese effettuate. Trovando una situazione assolutamente insostenibile con assenze totali di documentazioni in alcuni casi e con giustificazioni diciamo così “da approfondire” eccessivamente generiche e prive di riscontri effettivi. Ovviamente scrivo sperando nella buona fede di ciascuno e nella immediata capacità di ognuno di fornire risposte rapide ed efficaci

E non era l’unica iniziativa che Fiorito avesse allora preso: bellicoso, aveva anche scritto alcune missive personali per chiedere ad alcuni selezionati consiglieri di darsi una regolata.

Ho già inviato una serie di missive per i casi più evidenti, per le quali attendo risposta immediata comunicando sin da ora che non potranno essere tollerati equivoci di alcun genere e che ove necessario agirò a mia e nostra tutela

Sia la Polverini che Abruzzese, dunque, sapevano tutto: e se non per la lettera, avrebbero dovuto perché sono proprio le strutture di vertice della Regione, Giunta e presidenza del Consiglio, ad approvare e distribuire i 100mila euro di cui può far uso il consigliere regionale.

SPESE E DIFESE Su Libero, in prima pagina, Franco Bechis rifà da capo i conti del “Batman” di Anagni, fra cene al ristorante del tutto personali e cene elettorali, spese all’Auchan, da Panorama, iniziative elettorali, le famose vacanze con la sua Sissi, nonché le due automobili: la Smart in dotazione alla segretaria e il Suv Bmw comprato con i soldi dei cittadini, quell’automobile senza la quale “Fiorito proprio non può stare” e che ha anche preso una multa sul litorale del Circeo recapitata al gruppo PdL. Ecco, nell’infografica riassuntiva, tutte le spese.

Intanto Renata Polverini prende la penna e scrive al Giornale. La governatrice risponde a Vittorio Feltri che ha proposto, ieri, nel suo editoriale, l’abolizione delle regioni e non se ne parli più, per così dire. La Polverini attacca la precedente gestione (“Costi che con la precedente maggioranza di centrosinistra erano lievitati del68% e, con quella di centrodestra, del 27%”,  spiega la governatrice) e rivendica i suoi successi.

Dice bene: il bubbone è la sanità.Ma almeno lei può aggiungere che quando siamo arrivati abbiamo scoperto – e pagato – un ulteriore «buco» di 1 miliardo e mezzo nel bilancio della sanità e che in solo 18 mesi (!) abbiamo dimezzato il deficit della sanità portandolo da 1,5 miliardi a 750 milioni? Che abbiamo fatto manovre per 5 miliardi in due anni per impedire che il debito del Lazio schizzasse a 30 miliardi? Che soltanto lunedì scorso le agenzie di rating, riconoscendo gli sforzi che stiamo facendo, ci hanno confermato il giudizio di merito mettendoci allo stesso livello dell’Italia di Monti? Stiamo rimettendo in piedi questa Regione che abbiamo preso con le casse completamente svuotate (la Giunta di centrosinistra aveva prosciugato interamente, e in solo tre mesi, l’intero ammontare dell’anticipazione bancaria per circa due miliardi!), con cinque miliardi di mandati da pagare e con gli appalti della sanità affidati, guarda guarda, alla Protezione civile. No, caro Feltri, non dormiamo.

 

 

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