I cattivi maestri del consenso

21/09/2012 - di

The New Yorker offre un interessante salto alle origini della consulenza elettorale. Fingi di essere la Voce del Popolo. Ogni campagna ha bisogno di un tema. Mantienilo semplice, che rimi bene. Mai spiegare niente, più devi spiegare e più difficile diventa guadagnare consenso

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    Una coppia di americani ha fissato i fondamentali della professione, che da allora non sono cambiati.

    IL MITO - Clem Whitaker e Leone Baxter fondarono la Campaigns, Inc. nel 1933, lui aveva 34 anni e lei 26. Erano reduci da una campagna dei democratici contro un referendum voluto dalla Pacific Gas and Electric, l’occasione del loro incontro e anche la molla che li fece scattare verso una carriera pionieristica quanto ricca di successo.


    INNOVATORI - Furono Whitaker e Baxter a inventare il ruolo del consulente elettorale e furono loro ad aprire la strada a quella che sarà destinata a diventare una delle maggiori industrie statunitensi. Baxter era vedova, Whitaker divorziò e nel 1938 si sposarono per non lasciarsi più. Amavano la vita comoda, vivevano in una grande casa con una piscina riscaldata e cominciavano il giorno con una colazione di due ore durante la quale pianificavano la giornata. Alla morte di Whitaker nel 1961, Baxter si trasferirà nella suite del Fairmont Hotel di San Francisco fino alla sua morte, nel 2001.

    I SUCCESSI - Sono molte e leggendarie le vittorie conseguite dal duo, che però con il senno di poi si può dire dovesse le sue vittorie a due indubbi vantaggi: poteva scegliere le campagne per le quali lavorare e aveva sempre budget più abbondanti dei concorrenti, che per i primi anni non opponevano alcuna resistenza professionale. Lo stile e le tattiche che adottarono per primi diventeranno pilastri delle future campagne elettorali e anche della pubblicità, così come le frasi che hanno cristallizzato le loro intuizioni, su tutte: “Work for the Right side of the street”, che è quella che paga di più.

    IL LOBBYSMO TOTALE - Su quel lato della strada incontrarono per esempio l’Associazione Medici Americani (AMA) che commissionò loro una ricca campagna per sconfiggere le proposte per introdurre l’assicurazione sanitaria obbligatoria prima in California e poi a livello nazionale. Anche un giovane Ronald Reagan fece da testimonial contro la “medicina socializzata”. Finì con Eisenhower sconfitto e dipinto come un socialista che voleva introdurre la “medicina politica” nella terra dei liberi, come Hitler e Stalin. Una campagna martellante, con i medici usati come testimonial e i giornali marcati uno ad uno, oltre a milioni di volantini, eventi e discorsi, riuscì allora a invertire il gradimento degli americani e a fare dell’approccio collettivo alla sanità un mostro. Gli stessi temi e gli stessi espedienti semantici e retorici sono quelli che hanno inchiodato una ben più pallida riforma proposta da Obama negli anni scorsi. Quando, a battaglia finita e vinta, l’AMA finì per apparire a sua volta un mostro agli occhi dei medici che cominciarono ad abbandonare l’associazione, Whitaker e Baxter furono congedati. Ma non fu un problema, andarono a lavorare per il ticket  Eisenhower-Nixon.

    1 Commento

    1. uno dei tanti scrive:

      Grande Ronnie!!!
      Un uomo, un eroe, un mito!!!!!!!

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