Rosario il ragazzino

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Rosario il ragazzino guida sulla statale che porta ad Agrigento. Fa caldo, ma non importa. Rosario Livatino non è priorpio un ragazzino: ha 38 anni, ed è sempre stato un bravo ragazzo; intelligente, si è laureato a 23 anni, e a 26 è diventato magistrato. A chiamarlo ragazzino è stato un uomo da poco che fa il Presidente della Repubblica. Rosario il ragazzino ha già dato molti dispiaceri agli uomini d’onore della Stidda agrigentina.

Rosario sarà anche un ragazzino, come hanno detto per denigrarlo, sminuirlo, forse intimidirlo. Ma lui pensa, come tanti, che essere ragazzini è una fortuna. Perché hai entusiasmo, energia, voglia di cambiare le cose e il mondo, come solo i ragazzini riescono a immaginare. E qualche volta ci riescono. Così Rosario il giudice ha tirato dritto, continuando a confiscare, sequestrare, indagare. E per questo, mentre cammina sulla statale senza scorta, per andare come ogni giorno al lavoro, in questa calda mattina di settembre, viene ucciso da 4 sicari.

Oggi, in questo paese molto bravo a piangere i morti e chiamarli eroi, ed anche molto veloce nel trovare nuovi eroi da celebrare e poi dimenticare, forse pochi si ricordano di Rosario, del giudice ragazzino che fece la guerra alla mafia e fu ammazzato sulla statale per Agrigento.

Ma non importa, perché, come ha detto quel ragazzino una volta, “Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili.”