L’irresistibile ascesa dell’intolleranza religiosa

20/09/2012 - di

Uno studio rivela che tre quarti della popolazione mondiale deve fare i conti con l'ottusità di chi pensa che credere equivalga ad aver ragione

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    Il Guardian ci aiuta a fare il punto sull’intolleranza religiosa, un’emergenza che sembra ormai riguardare tre quarti della popolazione mondiale, la quale si trova a gestire leggi che pongono gravi restrizioni sulla libertà di culto.

    VIOLENZA - Una ricerca prodotta dalla “think tank” americana Pew Research Centre’s ha dimostrato che nel mondo stanno aumentando le restrizioni a carattere religioso, con una crescita del sei per cento di leggi “restrittive” tra 2006 e 2010. Si tratta per l’associazione di una marea montante d’intolleranza e di restrizioni in ambito religioso, nel quale trovano posto crimini e violenze sospinte da una motivazione legata essenzialmente al culto. Nel frattempo anche i governi si sono distinti sviluppando leggi a danno della libertà religiosa.

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    PROBLEMI ANCHE NEGLI USA - Secondo lo studio, al giugno 2010 erano 160 i paesi che in qualche modo contemplavano una legislazione finalizzata all’intimidazione della libertà di culto. Secondo i risultati, dei paesi considerati “laici” ed assolutamente liberi da questo punto di vista, come Stati Uniti e Regno Unito, hanno visto una crescita della loro intolleranza religiosa anche negli atti politici locali o federali. Nel caso degli Usa, ad esempio, è stato registrato un aumento dell’ostilità nei confronti dei piccoli gruppi di culto, ai quali è stato spesso impedito di ottenere luoghi dove professare la propria fede o di costruire le proprie scuole.

     

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    IL SEI PER CENTO LIBERO - Gli Stati Uniti negli ultimi quattro anni hanno registrato anche un aumento dell’indice di ostilità sociale, legato soprattutto ad atti terroristici che hanno avuto come reazione l’opposizione da parte di alcuni strati sociali della popolazione di accogliere nel loro tessuto sociale le moschee. Ci troviamo ad avere a che fare con una situazione abbastanza difficile, visto che sempre secondo lo studio, nel 2010 la percentuale di abitanti della Terra libera da qualsiasi restrizione religiosa si attestava al sei per cento, dal 14 che era nel 2007. Il caso ha voluto che questo documento sia stato pubblicato proprio mentre il mondo era alle prese con la rabbia musulmana figlia delle vignette e del film sulla vita di Maometto.

    ANCHE LA SVIZZERA - La circostanza, del tutto casuale, serve però a confermare che nelle cinque macro-aree geografiche della Terra la libertà religiosa sta precipitando. Nel conto va aggiunta anche l’Africa sub-sahariana, nella quale negli ultimi anni le restrizioni religiose sono andate via via limitandosi per poi riesplodere. Altri paesi alle prese con la crescita dell’intolleranza religiosa sono la Nigeria e l’Indonesia. Ma nessuno ci si aspetta che del gruppo faccia parte anche la Svizzera, la quale nel 2009 vietò la costruzione di nuovi minareti, ed appunto gli Usa.

    CHI ATTACCA CHI - Lo studio ha però dimostrato che non tutte le religioni subìscono le stesse violenze. I cristiani, ad esempio, vengono bersagliati da governi e organizzazioni, in 95 paesi, mentre sono 77 quelli in cui questo culto viene messo in discussione da vari gruppi sociali. Anche i musulmani soffrono di pressioni provenienti da governi, cosa che accade il 74 paesi, mentre sono 64 gli stati dove i problemi rappresentano un carattere più sociale. Gli Ebrei, invece, soffrono più di una violenza di stampo sociale rispetto a quella governativa, dato evidentemente viziato dal loro recente passato.

    IL CLUB - Parlando di classifica, nel periodo 2006 – 2010, sono stati aggiunti alla lista dei paesi più intransigenti dieci stati: Afghanistan, Algeria, Azerbaigian, Bielorussia, Indonesia, Maldive, Russia, Siria, Tunisia e Yemen. Ad uscire dal “club” Brunei e Turchia. Secondo il report l’ostilità di stampo sociale è aumentata in altri cinque Paesi come Egitto, Nigeria, Palestina, Russia e Yemen, mentre la metà dei 197 paesi analizzati ha dimostrato un’ostilità sociale definita nella norma.

    C’E ANCHE L’IRLANDA DEL NORD - Unico paese a non essere stato analizzato è stato la Corea del Nord a causa della mancanza di dati. In conclusione la situazione nel mondo è molto pericolosa, con i Cristiani che subiscono persecuzioni date dall’impossibilità di poter parlare della loro fede ed i musulmani che rischiano di perdersi in un conflitto sanguinoso dettato da motivi d’onore. E per non farsi mancare niente, come dato finale viene ricordato che anche in Irlanda del Nord, nonostante la pace siglata anni fa, sta aumentando un sentimento di rabbia e risentimento tra cattolici e protestanti. Una guerra fratricida.

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    5 Commenti

    1. Enrico scrive:

      L’intolleranza religiosa è un bestiale e immondo cancro dal quale l’umanità dovrà liberarsi al più presto,altrimenti le conseguenze saranno così catastrofiche che al confronto la seconda guerra mondiale sembrerà poco più di una scaramuccia!

      • jena scrive:

        perché non ci liberiamo dei religiosi invece?? cosí non ci sará nessuna intolleranza religiosa.. ognuno sará libero credere ció che vuole senza sentirsi perseguitato da nessuno.
        se oggi la gente sta diventando cosí intollerante religioso, c´é un motivo ben esplicito, basta leggere ogni giorno i giornali, e guardare in Tv tutto quello che combinano questi gonnellati schifosi, é normalissimo che la gente sé rotta le palle,,no?? lungi da essere figli di dio, bensí figli del demonio, questo é il risultato,l´immagine che ne scaturisce

    2. er trojo scrive:

      I communisti senza Ddio che distruggono la sacra religgione sono un gravo problemo socialo e bisogna combattelo. Io ad esempio appena vedo un communista frocione senza Dio je parto de capoccia e je rompo la nasca. Ognuno de noi po fa tanto pe’ combatte l’intolleranzia religgiosa!

    3. Priapus scrive:

      Troppa gente non sa vivere senza un padrone od almeno un protettore.

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