L’Ilva e la fine dei tecnici
20/09/2012
di Dario Ferri
Secondo le ultime indiscrezioni sul caso Ilva il nuovo piano di investimenti dell’azienda è stato bocciato dai custodi giudiziari della procura di Taranto. Un nuovo smacco per il gruppo Riva, le cui azioni vengono ancora una volta giudicate insufficienti per la salute dei propri dipendenti così come dei cittadini della comunità tarantina.
All’interno della perizia depositata presso i magistrati pugliesi sono contenuti inoltre dati molto inquietanti sull’accresciuta mortalità tumorale riscontrata nell’area attorno all’impianto dell’Ilva. Dati sconvolgenti, sui quali c’è attualmente in corso una diatriba ad alto tasso polemico tra i Verdi - a volte ritornano – e il ministro Corrado Clini. Al di là del merito dello scontro tra Bonelli e Clini, è piuttosto curioso che un esperto nominato ministro proprio per la sua competenza finisca così in difficoltà su una perizia di suoi “colleghi”.
L’Ilva rappresenta come nessun’altra vicenda l’ingloriosa fine dell’illusione tecnica, la favola secondo la quale ci potessero essere “esperti” capaci di trovare la giusta soluzione solo in base alle loro competenze. Le decisioni politiche vengono prese in base ad idee, valutazioni ed interessi diversi, talvolta in netto contrasto tra loro. Il ministro Clini ha scelto di stare dalla parte dell’Ilva, e la sua competenza ne è stata immediatamente ammaccata come quella di un qualsiasi politico attento più ai propri calcoli che all’interesse generale.











