La tradizione che vuole il genere femminile scaturito da una costola va rivista e corretta, almeno secondo uno studioso della Bibbia.
“E il Signore Dio fece scendere un profondo sonno su Adamo, che si addormentò, prese l’osso del pene di Adamo e gli fece una donna.” Altolà, fermi tutti, questa non è la storia che conosco io, ma Eva non fu creata con una costola? Non secondo Ziony Zevit. Zevit, professore di lingue semitiche presso l’American Jewish University di Los Angeles infatti ha elaborato una teoria secondo la quale la parola ebraica tsela che letteralmente significa fianco ma viene tradizionalmente tradotto come “costola” in realtà si riferisce ai genitali del primo uomo che ha abitato la Terra.
SE LA VOGLIAMO CHIAMAR COSTOLA – Zevit, autore del libro di prossima pubblicazione ”What Really Happened in the Garden of Eden?” infatti afferma che, eziologicamente, il termine “costola” non ha molto senso in una storia che rappresenta la nascita dell’umanità , piena di allusioni sessuali, né esiste un precedente che identifichi questa parte del corpo come uno strumento di creazione in tutta la mitologia dell’ antico Oriente, come invece
succede per Noè e Gilgamesh ad esempio nel mito del Diluvio. Invece, secondo lo studioso, tsela era usato probabilmente come eufemismo per Baculum, l’osso del pene di cui sono forniti i maschi della maggior parte dei mammiferi. La Bibbia usa eufemismi vari per i genitali maschili, ma mai una parola specifica: perciò “ossa” e “carne”, possono rappresentare un doppio senso quando Adamo riceve Eva e la accoglie come “ossa delle mie ossa e carne della mia carne” (Genesi 2:23).
MAMMA HO PERSO IL BACULUM - Ecco, ci sono molti maschietti che a sentirli sono di marmo, altro che baculum, ma l’homo sapiens non presenta alcun osso nell’organo riproduttivo maschile. Infatti secondo “The Uncensored Bible” un saggio scritto da una coppia di studiosi della Bibbia presso il Rhodes College di Memphis e da un autore satirico, che attinge a piene mani alla teoria di Zevit, gli autori della Genesi erano convinti che i maschi di “uomo” fossero privi a differenza degli scimpanzè, di altre scimmie e di altri mammiferi di questo particolare osso proprio a causa del “dono” fatto per creare la prima donna. Chissà se rimpiangono la perdita, o se ne è valsa la pena. Ovviamente chi scrisse la Bibbia di biologia non capiva un beato baculum, ma l’interpretazione del professor Zevit indica che la Scritture sono molto meno caste di quanto siamo normalmente portati a credere, in fondo senza sesso Adamo ed Eva non sarebbero andati e non si sarebbero moltiplicati, giusto?






















Questa cosa l’avevo già letta da poco (non lo scrivo per farmi bello eh). A quando risale questa teoria del signor Zevit, per curiosità?
Comunque, guarda un po’ il caso, proprio oggi mi hanno regalato un libro, “La Sardegna dei sortilegi”. Dando una sfogliata preliminare mi sono imbattuto in un capitolo intitolato “Leggende di creazione e di santi”. A pag. 229 sono le seguenti righe:
‘La creazione di Issa (Lei)
Dovete sapere che i maschi un tempo avevano una terza costola nel centro della pancia. Eu [il Creatore], resosi conto che era in più e non serviva a niente, gliela tolse e cominciò a plasmare da quella un’altra creatura. [...]‘
Ora, non ho ancora ben capito quanto fedelmente gli autori riportino storie e leggende locali e quanto invece vi abbiano messo di proprio. Nè quanto le loro fonti abbiano radici lontane nel tempo e si siano mantenute fedeli a esse. Perciò, mi limito a riportare questo come dato aggiuntivo e a notare che gli autori di “The Uncensored Bible” a quanto pare non sono gli unici ad aver riportato tale teoria