Tutti i mali del Mali

di - I qaedisti minacciano, spuntano altre milizie, l'Africa guarda. Così il paese scivola lentamente verso l'anarchia

Tutti i mali del Mali
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Il Mali continua a scivolare lentamente verso la disgregazione totale.

LA MINACCIA - Al Qaeda Nel Maghreb (AQMI) ha minacciato d’uccidere i quattro ostaggi francesi, catturati ad Alrlit in Niger, dove lavoravano per Areva alle miniere d’uranio, nel 2010. Non c’entra il film blasfemo e nemmeno le vignette su Maometto com’era stato ventilato ieri, più prosaicamente AQMI tiene a far sapere che in caso d’intervento militare francese in Mali gli ostaggi saranno uccisi.

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I VICINI - Il portavoce della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Cedeao), ha fatto presente all’ONU e al Consisiglio di sicurezza che una campagna militare come quella che pare sia destinata ad accollarsi l’organizzazione ha bisogno di molti mezzi, tra cui aerei militari per essere condotta con successo. Dichiarazione che tradotta significa che qualcuno ci deve mettere gli aerei e la Francia è il candidato numero uno per svariati motivi. Ma significa anche che qualcuno dovrà pagare il conto, perché i paesi CEDEAO ci mettono i soldati, ma soldi da mettere non ne hanno ed è inutile contare sul governo del Mali, che non ha uomini e neppure denari.

AMNESTY - Intanto, di ritorno dal Mali, Gaëtan Mootoo, autore di un rapporto di Amnesty International pubblicato ieri, ha puntato il dito proprio sulle sporadiche, ma più frequenti, apparizione nel Mali Settentrionale di milizie pro-governative che sembrano intenzionati a ingaggiare gli islamici, ma che per ora si sono segnalate solo per la commissione di atrocità e numerosi reati.

LE MILIZIE - Milizie che per di più arruolano forzatamente i minori in nome della lotta per riconquistare il Nord del paese, mentre a Bamako una politica bizantina e la diffidenza tra golpisti e democratici rimandano all’infinito i tempi di una stabilizzazione politica e della stesura di un piano efficace per la riconquista di quella parte di paese controllata ora dalle bande islamiche. A due milizie che esistono da anni  Ganda IzoGanda Koy, se nesono aggiunte altre tre: Ganda Lassalizei (Authentiques fils du terroir en songhaï), il Front de libération du nord (FLN) e le  Forces armées contre l’occupation (FACO). Una ricetta sicura per un bagno di sangue e per future rivendicazioni di potere.

I CRIMINI - Secondo Mootoo anche il caso dei 16 pellegrini qualche giorno fa, dei quali la metà mauritani, è un caso di esecuzione stragiudiziaria, i pellegrini sarebbero stati uccisi in quanto sembravano islamisti del Mujao da com’erano vestiti e sono stati uccisi dopo essere stati perquisiti e rilasciati ed essersi rivelati disarmati e pacifici. Gli autori dell’eccidio si difendono dicendo che i defunti non si sono fermati a un posto di blocco, ma numerosi testimoni li raccontano fermati e interrogati prima di finire uccisi.

I TALEBANI - Intanto nelle regioni del Nord aumenta la presa degli islamici, che fanno sempre di più cose da talebani. Amputazioni, lapidazioni e fustigazioni in pubblico sono in aumento e con loro aumentano i profughi, già mezzo milione, che hanno abbandonato l’area per sfuggire all’incubo, al quale ora resta sottomessa una popolazione ancora più sparuta che fatica sempre di più ad ottenere cibo e servizi essenziali, oggetti del desiderio anche in tempo di pace, che ora scontano l’isolamento dell’autoproclamato emirato maliano .

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