Cultura

Freud e la cocaina. Caro Morgan, siamo certi ci si possa fidare?

4 febbraio 2010

Marco Castoldi, in arte Morgan, nel tentativo di nobilitare la sua assuefazione alla cocaina, ha chiamato in causa un nome celebre, da tanti tutt’ora osannato, quello del padre della psicanalisi Sigmund Freud. “Usava questa droga per curare la depressione”, avrebbe raccontato al giornalista di Max il Jim Morrison de noaltri. Ed ha ragione. Difatti, di questo strizzacervelli morto cocainomane“, si legge: “lavorò con la sostanza pura su se stesso ed registrò accuratamente tutte le esperienze compiute. E  fu l’unico in Europa a propugnare i benefici effetti della sostanza. Dopo un clamoroso insuccesso terapeutico, seguito da aspre polemiche, Freud interruppe le ricerche, ma dall’“Interpretazione dei sogni” sappiamo che la usava ancora nel 1895. Il saggio Freud- Sulla cocaina” curato da Robert Byck con note di Anna Freud è edito dal 1974 e pubblicato in Italia da Newton Compton. Ma l’amore del dottor Sigmund per queste cure alternative-e, a quanto pare, fallimentari- faceva davvero di lui una persona migliore, un luminare ai cui insegnamenti affidarsi nei momenti del bisogno-pardon-della disperazione? A dar retta a quanto scritto da Vittorio Messori in un articolo, e raccontato pari pari nel video uplodato da Parmenide1000 su youtube lo scorso 29 gennaio, non sembrerebbe. “Qualcosa a metà tra un essere umano ed un mobile. Costretta a dormire come un cane sulla panca, vicino al gabinetto, aggiustandosi il giaciglio la sera tardi e disfacendolo la mattina presto. E questo in un appartamento come quello di Freud che, con le sue diciannove stanze e una superficie di oltre 550 metri quadrati, aveva quasi le dimensioni di una reggia”Sono le dichiarazioni di Paula Fichtl, domestica di Sigmund Freud, prima, della figlia prediletta di quest’ultimo, Anna, poi. Rilasciate senza rancore e raccolte in un libro tedesco: Vita quotidiana presso la famiglia Freud“, dallo studioso Detlev Berthelsen. E non solo di questo si discute. Anche nel video, ad esempio, si fa riferimento al rapporto tra Freud e Mussolini. Ne scriveva nel 1995 anche il Corriere della Sera.

Compagno Morgan, cosa pensi di tutto ciò? O hanno raccontato il falso? O il confine tra vero e falso, quando si parla di droghe, sfugge?

7 commenti a Freud e la cocaina. Caro Morgan, siamo certi ci si possa fidare?

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  3. rebyjaco

    Avevo detto di non averlo MAI visto, ma mentivo. Ora che ho visto la “”faccia”", ricordo che lo vedevo quando scorrevo i Canali TV. a quel programma “”IDIOTA”" che non ho MAI guardato (solo letto i commentari di altri con lo stomaco più forte del mio). Comunque, nelle “”Televisioni e nello “”Spettacolo”", la DROGA e la PROSTITUZIONE sono “”merce di scambio “” per avere un minimo di successo.
    Se facessimo il TEST antidroga a tutti coloro che passano per la televisione, non so proprio quanti di loro ne uscirebbero “”Indenni”"

    • Capita. Io per dire, di LadyGaga, ho sentito la prima volta proprio qui su giorna (eppure conoscevo una sua canzone) Ma i “Bluvertigo” non ti dicono niente? (ah, avevo scritto Morgan Castoldi invece che Marco Castoldi in arte Morgan. Ho corretto)

    • Alessandro Abis

      Vero, probabilmente in moltissimi la usano e questa vicenda sa di ipocrisia, sa di punizione a Morgan per essersene fregato della regola aurea: “si fa ma non si dice”. Tuttavia, questo vorrebbe dire sottovalutare l’aspetto di cui si occupa questo articolo, che poi è ciò che di veramente grave Morgan ha detto: il fatto che, con argomentazioni pseudo-scientifiche, propugni l’idea di un uso quotidiano e non sottoposto a controllo medico di una droga pericolosissima, allo scopo di combattere la depressione (di chetarne temporaneamente i sintomi, certo non può curarla). Non che gli psicofarmaci prescritti allo scopo siano molto meglio (ricordo un ottimo articolo sull’argomento proprio qui su Giornalettismo), ma ciò non toglie la gravità delle sue parole. Senza contare che, per far uso privato di cocaina, da qualcuno devi pur comprarla… è quasi apologia di reato, volendo cercare il pelo nell’uovo.

  4. ipazia

    Se ti imbarchi nell’avventura di cercare il pelo nell’uovo,rispetto alla vita di Freud,una delle più lucide intelligenze mai partorite dalla materia pensante,rischi di sprecarlo veramente il tuo talento!

  5. Freud è il padre della psicanalisi, tanto di cappello. Un genio per qualcuno, certo. Ma lo si può chiamare in causa per giustificare l’uso di droghe se pare che poi le sue terapie a base di coca non si siano rivelate così efficaci? (se non è così ditemelo, non aspetto altro. Tutt’altro sono che un’esperta) Quando ieri ho letto le dichiarazioni di Morgan-che mi piace-subito subito ho pensato: “cavolo, Freud, me l’han fatto pure studiare a scuola. Vero, aveva scritto pure qualcosa sulla cocaina ma non l’ho letta. Se lo diceva lui allora tutto ok, in fondo i farmaci non sempre fanno bene e spesso creano dipendenza lo stesso”Non mi è venuto in mente, invece: “Freud, un grande, certo, però mica per forza aveva ragione su tutto”, anche se razionalmente mai ho dato ragione a questa giustificazione di Morgan. Oggi ho trovato questo video mentre cercavo qualcosa di recente da mettere in evidenza in questo spazio di Giornatv. Cercando conferme a quanto diceva nella clip il ragazzo, che poi, ho scoperto, semplicemente leggeva un articolo, son incappata in altre cose, la maggior parte delle quali non ho linkato, perché altrimenti questo diventava un articolo e non l’introduzione ad un video. Io credo che Morgan non abbia sbagliato a dire quello che ha detto al giornalista di Max. Suppongo che gli sia “scappato” in un momento di eccessiva confidenza con il giornalista. Per quello che penso io i ragazzi non sono tanto fragili da cadere in tentazione per le dichiarazioni di un cantante che comunque dice di farne uso non per sballarsi ma per tentare di curarsi. La cosa che mi è dispiaciuta, in tutta la faccenda, è il mio aver avuto l’impressione che il “sistema” volesse cacciare Morgan da Sanremo perché aveva detto una verità che voci suggeriscono fosse più o meno già nota negli ambiente. Ipocrisia, mi son detta. Non solo: è davvero triste quest’Italia nella quale chi ammette di essere sbagliato e, indirettamente, di aver bisogno di aiuto, viene indicato come il Male, piuttosto che essere ascoltato. Chi sta male non può farlo sapere…Certo, Morgan, nello specifico, ha tentato di nobilitare le sue misere gesta, ma so per esperienza personale che succede anche questo quando si vuole dire qualcosa senza piangersi addosso

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