Tra le vittime collaterali della vicenda Alitalia c’è l’informazione finanziaria. Nei lunghi mesi delle gare per la privatizzazione e soprattutto ora con la nascita di Cai, le notizie sono state manipolate e utilizzate come merce di scambio.
Se diventasse pratica comune nel rapporto tra media e aziende, si ridurrebbe a zero la credibilità, e in ultima analisi, l’utilità dei giornalisti di settore. Pochi sono convinti che i giornali riportino i “fatti” o la “verità”, ma finora per i giornalisti economici la vita è stata più semplice e il servizio reso ai lettori molto migliore. Sia chiaro, il Sole24ore e MF sono dei “supermercati” delle opinioni come tutti gli altri giornali. Il “senso” degli avvenimenti o la decisione di valorizzarli dipendono dalla linea politica del giornale, dall’idee del direttore e dagli interessi dell’editore.
EDITORIALISTI PRIGIONIERI DI SE STESSI – Se poi guardiamo agli opinionisti professionisti (i vari Giavazzi, Cisnetto, Giannino, Scalfari),
la loro priorità è di apparire coerenti con le posizioni da sempre espresse (il mercato è bello/brutto, Berlusconi sbaglia/ci prende sempre). Anzi, nella maggior parte dei casi ogni evento nel globo terracqueo sembra accadere solo per ribadire quanto hanno ragione. Infine, i rapporti personali con le persone coinvolte influiscono tantissino sulla durezza dei toni usati da questi editorialisti. Questa gabbia si fa negli anni sempre più rigida, le opinioni si appiattiscono e dai loro articoli si fa fatica a cogliere le sfumature di situazioni complesse. Proprio come nel caso dell’agonia di Alitalia. Finora l’isola felice era invece il mero “reporting” delle vicende finanziarie. I giornalisti potevano sfruttare l’obbligo di trasparenza delle società (obbligo di legge per le quotate, “morale” per le altre) e l’oggettività dei numeri. Pur nell’ampio margine di discrezionalità che la costruzione di un bilancio permette, una cattiva gestione non può essere nascosta a lungo, senza contare che quegli stessi numeri saranno “rimacinati” da analisti e investitori. Insomma si gioca “quasi” alla pari.

Ohibò, ma davvero è la Cai che ha commissionato il pezzo di Rizzo e la scheda sui piloti del giorno dopo?
Guarda, non me lo sarei mai aspettato!
Non dovremo aspettare molto per vedere se questo modo di agire e’ un’eccezione o una nuova regola.
nel senso che lo sappiamo già?
Si, ma anche nel senso che tra poco ne avremo conferma.
purtroppo il popolino certe cose non le sa’,molti italiani sono coscenti di questi intralazzi vergognosi.licenziare tutti senza nessun sostegno
è ora che tutti i dipendenti Alitalia vadano a lavorare in miniera !!
che i giornali e giornalisti seguano idee politiche e’ storia vecchia come il mondo, e sara’ sempre cosi’, il problema e’, quali e quanti giornalisti svolgono il loro lavoro con professionalita’. Molti, moltissimi, non fanno informazione ma disinformazione, e c’e’ una bella differenza, una volta era forse piu’ facile “infinocchiare” le persone facendogli leggere cio’ che si voleva, oggi con l’avvento di internet e i tanti canali tv la gente e’ piu’ preparata e capisce qualcosa di piu’. Oggi su alitalia c’e’ solo disinformazione,non sanno cosa fare i dipendenti, figurarsi la gente comune a cui di alitalia non frega niente.
è una vergogna chi lavora mangia chi è parassita no l’italia continua a deludermi spero nella secessione per ritornare liberi e per non continuare a pagare tasse x mantenere parassiti che non hanno ancora capito come si stà al mondo.