Nel senso che ambedue hanno perso il sindaco della Capitale. Adesso per Brown si fa grigia. Anche se lui is here to stay. Ma nel partito gli faranno la guerra. E i conservatori si preparano al ritorno al potere.

Se il Regno fosse l’Italia, potremmo seriamente sperare di poterci liberare di Gordon Brown. Fortunatamente il Regno non è l’Italia, e quindi – sfortunatamente – l’umiliazione delle amministrative non sarà sufficiente a farlo fuori. Perfino D’Alema, nel 2000, dopo aver perso le regionali, fu costretto a farsi da parte visto che, proprio come Brown, era diventato Primo Ministro senza passare per il fastidioso via delle elezioni.
WORST EVER – Ma Brown is here to stay, per la disperazione dei blairites di questo mondo e quell’altro. Nelle amministrative di giovedì, il suo Labour Party non avrebbe potuto far peggio: nove municipalità e più di trecento consiglieri persi rispetto alla tornata precedente; terzo posto dietro anche ai LiberalDemocratici nella proiezione nazionale del risultato, a venti v-e-n-t-i-!-!-! punti percentuali dai Conservatori - 44% a 24% (25% per i LibDems). Come se non bastasse, il più improbabile dei Tory, Boris Johnson, che diventa Sindaco di Londra. Il Labour ha toccato il fondo – con la peggior performance elettorale degli ultimi quarant’anni. Eppure le cose non faranno che peggiorare: con questi numeri, non si contano gli MPs che hanno ragionevolmente paura di perdere il proprio seggio alle prossime elezioni, e che quindi d’ora in poi si sentiranno liberi di comportarsi in modo da poterlo mantenere, fregandosene del Leader, della sua presunta autorità e del suo presunto progetto (siccome il Regno è una democrazia, qui il partito centrale non ha il controllo delle candidature, lasciato invece alle singole circoscrizioni).
MISTAKE UPON MISTAKE – D’altra parte il vecchio Gordon non si può davvero lamentare: non solo è diventato Primo Ministro e Labour Leader senza passare dal via – nonostante avesse avuto la possibilità di ‘lasciarsi
sfidare’ dal socialista John McDonnell; ma ha costellato i primi nove mesi in office di errori: da Northern Rock alla snap-election, dalle donazioni al budget, fino ad arrivare alla goccia che ha fatto traboccare il Labour fuori dal vasetto: l’aliquota raddoppiata dal 10% al 20% per i meno abbienti – misura presa da Brown the Chancellor nel suo ultimo budget nel 2007, ma che è entrata in vigore lo scorso primo aprile, in tempo per rovinare le amministrative a Brown the Prime Minister.
2004 - Soprattutto, Brown era al proprio primo test elettorale da Leader; ed è riuscito a fare peggio, molto peggio, del peggior risultato mai fatto registrare da Blair in quattordici anni di leadership, quello del 2004 – ottenuto durante la tempesta del disastro iracheno, tra le armi di distruzione di massa che non si trovavano e il ’suicidio’ Kelly.
BLAIR’S MAGIC - Che Brown sarebbe stato un leader disastroso dal punto di vista elettorale, lo sapevamo tutti. Che avrebbe dovuto far fronte ad una contingenza economica difficile, lo sappiamo dalla scorsa estate. La speranza degli ingenui – che Nullo non ha mai condiviso, surprise surprise – era che ‘the most successful Chancellor in modern history’ avrebbe avuto le capacità amministrative per gestire la situazione. Ora sappiamo che Brown è pessimo a prendere decisioni quando non c’è nessun altro cui tali decisioni possano essere devolute – e che anzi il buon Gordon è bravissimo a non decidere: vedi Northern Rock, vedi la snap election, vedi lo scandalo delle donazioni. E sappiamo che non è dotato di alcun appeal elettorale per rimediare ai propri errori, a differenza di Blair.
WHAT NOW? - E adesso che succede? Succede che da qui al prossimo congresso in autunno Brown dovrà
trovare argomenti sufficienti da impedire che qualcuno – Miliband? – possa sfidarlo per la leadership. Ma uscire dal buco sarà dura: perchè adesso Brown è intrappolato tra due fuochi. Da una parte la sinistra del partito, che sta comprensibilmente approfittando del disastro sull’aliquota da 10p per riportare Brown indietro nel tempo, verso l’old labour e i sindacati. Dall’altra, ovviamente, i blairites sostengono che gli elettori moderati di middle england – gli stessi che nel ‘97 regalarono a Blair la sua prima landslide – si stanno spostando verso i nuovi Conservatori ‘ripuliti’ di Cameron; e che quindi il New Labour deve continuare a battere le praterie del centro.
THE END - Non basterà che Brown sacrifichi un paio di ministri importanti (Darling e Smith); dovrà riuscire a coordinare due cose molto difficili: recuperare una frazione importante di elettorato e tenere insieme il partito. Ci riuscirà? No, e in un paio d’anni il Regno sarà nelle mani di due old etonians, David Cameron e Boris Johnson.


















La sinistra italiana è come il Labour Party?
Che vor dì zio?
Che se vendevano la capitale ai costruttori come Veltroni e Bettini..
Come ampiamente illustrato e documentato ieri sera in “Report” condotto da Milena Gabanelli..
A proposito..
Me sa che mò mettono la dichiarazione dei redditi de la Gabanelli online..
Così voi coglioni parlate dei redditi de la Gabanelli e nun state a senti più quello che ve dice..
Come Grillo..
SUSSIDIO PEDAGOGICO GRATUITO PER I COGLIONCINI DI GIORNALETTISMO
Circoli viziosi: vite reali di merda – filosofie della realtà come rappresentazione ed interpretazione – vite reali sempre più di merda
Fateci caso..
Tutti quelli che hanno una vita reale di merda si rifanno alle filosofie che intendono la realtà come rappresentazione ed interpretazione.
Create da filosofi che avevano una vita reale di merda, e che per cancellarne l’evidenza mettevano a punto queste filosofie della “realtà come rappresentazione ed interpretazione”.
L’abate Berkeley, che vi assicuro aveva una vita di merdissima, mise addirittura a punto una filosofia che sosteneva ESSE EST PERCIPI, cioè “l’ essere è l’essere percepito, consiste nell’essere percepito”, e che arrivava addirittura a negare l’esistenza stessa della realtà.
Inutile dire che seguendo questa “filosofia” ci si sconnette sempre più dalla propria vita reale e ce se ne occupa sempre di meno, cosicchè la propria vita reale diviene sempre più di merda.
In questo modo aumenta sempre più l’adesione alla filosofia della “realtà come rappresentazione ed interpretazione”.
E così via…
In un circolo vizioso senza fine.
O, come sarebbe meglio dire, in un circolo merdoso senza fine.
P.S. Naturalmente davanti a milioni di coglioni disperati con vite di merda che credono che “la realtà è rappresentazione e interpretazione” ci stanno pochi avveduti che argutamente glielo fanno credere, per tenerli lontani dalla realtà e poi “rappresentargli ed interpretargli la realtà”.
Tenendoli così lontani dalla realtà.
Di cui si occupano loro..
Come conviene a loro..
Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
…
Con una sostanziale differenza, caro piccolo giambino: la Gabanelli fa giornalismo serio da una vita, Grillo nun se capisce che vò fà.
La Gabanelli se prende granchi (e di grossi che io sappia non ne ha presi) la puntata dopo comunica rettifiche e scuse, Grillo se dice cazzate nel post dopo se ne dimentica, e se qualcuno glielo ricorda se becca del mafioso, camorrista e servo di Tronchetti e del nano d’asfalto.
La Gabanelli i fatti che riporta li verifica pure, Grillo prima scrive cazzate (tipo che le radiazioni dei cellulari cuociono le uova) e poi quando gli ridono dietro fa finta de scordassele.
Tra un ciuccio e un cavallo da corsa c’è una bella differenza, colossale, abissale. Ma giambino è così preso a scoglionare che nun la vede. Povero piccolo…
COMMENTO INTRODUTTIVO PER PULIRE LA MERDA LASCIATA DA JUST
Tenerone de zio..
Giambino piccolo..
Giambino bello..
Che fai sgarbeggi?
Me provochi?
E che t’aspetti che ce casco pure..
Ma fa la persona seria..
Parla di argomenti..
Mò arrivo e ne parlo eh..
Al prossimo..
quella dell’aliquota mica la sapevo, fa abbastanza paura, e fa anche abbastanza impressione che la loro aliquota più bassa fosse al 10, quando qui è al 23%, ma loro ce l’hanno una no tax area? e soprattutto, non ci sono state “rivolte” popolari (leggi: le unions?) a questo raddoppio?
E giambino non seppe più rispondere se non scoglionando ulteriormente, ma da persona seria. O almeno ne è convinto.
nessuno ha apprezzato il gioco di parole fortunatamente/sfortunatamente. Fortuna che ci son qui io, caro Nullo!