L’assassino torna sempre sul luogo del delitto. Il simpaticissimo Renato Brunetta, il ministro più chiacchierone del mondo, in crisi d’astinenza per 2 giorni di assenza dalle prime pagine dei giornali, è tornato ancora sulla polemica sui figli bamboccioni senza soldi per colpa dei padri ipergarantiti.
“Spendiamo troppo in cattivo welfare per i padri e troppo poco per i giovani” ha detto l’adorabile ministro fantuttone. Quale sarebbe il cattivo welfare di cui parla? Brunetta dixit: “Spendiamo tantissimo per finte pensioni di invalidità e quasi nulla in incentivi per gli affitti e borse di studio per i giovani”. Potrebbe pure essere. Ma non è chiaro cosa c’entrino le false pensioni di invalidità con la polemica generazionale: non risulta infatti che la pensione d’invalidità sia erogata in base a criteri anagrafici.
Continua il ministro “Concentriamo la flessibilità sui figli bamboccioni, mentre l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori garantisce i padri che sono ipergarantiti”. A parte che forse il ministro non si ricorda che l’art.18 è quello del licenziamento la “giusta causa”, e tacciare la norma di ipergarantismo sembra un po’ardito. Anche perché la risposta alla ingiusta precarietà dei giovani non può certo essere, neppure per il più grande economista del mondo, l’estensione della precarietà ingiusta anche ai padri.
“La cattiva politica e il cattivo sindacato” – ha continuato Brunetta – “ha prodotto il mostro che abbiamo davanti”. Anche questo può essere. Ma chi è il responsabile di quella “cattiva politica” che varò le norme sulla flessibilizzazione del mercato del lavoro? Dopo le prime riforme di Tiziano Treu, il mercato del lavoro è stato riformato con la famosa “Legge Biagi”. Una norma che ha fatto tanto discutere, anche perché – guarda caso – si era “dimenticata” di inserire quella parte delle proposte del giuslavorista ucciso dalle Br sulla necessità di riforma delle tutele e delle garanzie per le nuove forme contrattuali flessibili, come lo stesso Biagi fece rimarcare a suo tempo. Insomma, la cattiva politica ha nomi e cognomi: Silvio Berlusconi, Roberto Maroni e, soprattutto, Maurizio Sacconi.
Ma a parte questo, come abbiamo già detto, il sistema del welfare italiano è effettivamente squilibrato, “protegge” di più alcune categorie e meno altre, tra cui i giovani. Ma scatenare con dichiarazioni insensate guerre tra poveri aiuta forse ad occupare qualche prima pagina di giornali, mentre è facendo proposte sensate che si risolvono i problemi. Dopo le botte prese da Tremonti e Berlusconi con l’uscita anti pensioni di qualche giorno fa, il ministro chiacchierone ha sparato su un bersaglio più facile. Ma allora, demagogia per demagogia, come mai ad uno che un tempo diceva di essere socialista, non viene mai in mente di mettere i giovani contro gli evasori fiscali? Quelli che dichiarano poco o nulla ed invece hanno ville, barche, e un sacco di soldi in nero all’estero, che il governo di cui fa parte condona con lo scudo fiscale.






















Come mai non gli viene in mente di mettere i giovani contro la classe politica che un po’ vecchietta lo è e che si tiene ben strette le poltrone, pur usandole poco, e moltiplicandole pure?????????????????
Perché, invece di ciarlare tanto, non muove il sederino e va a controllare realmente DOVE, CHI e COME si lavora nella PA e comincia a tagliare i VERI rami secchi (si torna sempre ai politici però….)????
Perché, pur appoggiata dalle Regioni, la riduzione di Assessori e Consiglieri non è stata effettuata?
Un saluto sconsolato, Lisa
Perchè è un fantuttone demagogo. Purtroppo nessuno, a parte le promesse che in tal senso gli ha fatto tremonti, lo manda nell’unico posto dove dovrebbe andare.
Manco l’Italia si merita un Brunetta come ministro.
Aldilà di Brunetta che parla ovviamente , c’è un concetto vero su cui riflettere.
La nostra generazione , in parte inconsapevolmente , ha costruito un mostro , un tenore di vita non più incrementabile e forse neanche sostenibile dai nostri figli. In passato le guerre resettavano queste situazioni e ricreavano per tutti ( i sopravvissuti ) un nuovo ciclo di miglioramento . Non speriamo ovviamente in questo , ma la situazione è socialmente in stallo e ciascuno di riflesso cerca sempre più se può stratagemmi personali e soluzioni assistenziali per il proprio figlio ; si sente obbligato , sin tanto che può ed in buona fede , a mantenerne lo standard di vita drogato della sua adolescenza e finisce per contribuire ad uccidere possibilità , sogni e progetti di una intera generazione di altri figli.
[...] la scomparsa del ddl anticorruzione, del quale aveva tessuto le lodi, le infinite polemiche sui bamboccioni, i tremila euro al mese di pensione dall’università ottenuti senza avere insegnato negli [...]