Stella variabile
04/02/2010 - Un sistema chiuso necessita di una variabile “sovversiva” per poter iniziare un percorso evolutivo Quei suoi occhi morati dorati dall’ultimo sole. Di botto in fianco a lei s’è accesa la città s’imporpora s’intopazia si smeralda. Vittorio Sereni, “Progresso”, Stella Variabile
Un sistema chiuso necessita di una variabile “sovversiva” per poter iniziare un percorso evolutivo
Quei suoi occhi morati dorati dall’ultimo sole.
Di botto in fianco a lei s’è accesa
la città s’imporpora
s’intopazia si smeralda.
Vittorio Sereni, “Progresso”, Stella Variabile
La prendo larga. Tutti gli ambienti sono instabili. Ogni specie si adatta continuamente al suo ambiente, ma altresì l’ambiente è modificato dal complesso di innumerevoli organismi che si evolvono in un costante processo adattivo. Il mondo della vita è, quindi, in uno stato di flusso continuo. Di questo universo fa parte anche la nostra specie e in particolare
la nostra mente che rientra – su, non facciamo tante storie – in un “normale” processo biologico. Solo che la nostra mente, dal suo particolare ramoscello del grande albero della vita, si è messa piano piano a costruire l’impalcatura del mondo “culturale”; impalcatura che poggia (o s’innesta) al suddetto grande albero, dando il via all’antropizzazione del pianeta. Tale processo antropico è solo uno dei possibili modi in cui la natura si dà, si manifesta, anche se per noi è il modo per eccellenza, dato che in esso siamo coinvolti e di esso siamo impastati.
VENIAMO A NOI – Tra tutti gli organismi viventi che modificano l’ambiente (e che dall’ambiente sono modificati) la nostra è la specie che ha il potere più incisivo di modifica grazie al linguaggio e alla techne (pensiero e azione). Anche l’evoluzione sociale è, quindi, opera dell’uomo e parte integrante della natura. Bene, è ora di restringere il campo. Italia, inizio degli anni 10 del Ventunesimo secolo d.C. Il corpo sociale italiano sembra un sistema chiuso, omeostatico, determinato da poche, ma costanti, variabili, la più importante delle quali è il piccoloborghesismo gretto, sciatto, ottuso,
localistico, cattolico retrivo: un corpo adatto, quindi, a esser parassitato da ogni sorta di demopopulismo autoritario, dal fascismo prima, al berlusconismo poi, passando per quarantanni di democrazia bloccata in mano alla DC (con ampie concessioni pentapartitiche e consociative). La storia d’Italia, per parafrasare Giambattista Vico, ha una sua particolare storia naturale in cui lo stadio di sviluppo successivo è sempre una trasformazione, immanente, di ciò che già esiste. E dato che l’esistente è il risultato della storia dianzi brevemente accennata (con la parentesi del Risorgimento, della Resistenza e poco altro) il domani che ci attende non ha certo prospettive confortanti. Solo se il nostro corpo sociale sarà capace di esplorare lo spazio di un progetto democratico più raffinato, elegante, rappresentativo e coinvolgente, farà compiere all’Italia un salto evolutivo, un breve fuori programma dal circolo chiuso dell’attuale sistema di potere. Altrimenti sarà sempre vincolato all’esistente e, dopo questa lunga agonia berlusconiana, chissà se esso avrà la forza per sopravvivere a questo duro colpo entropico. Ci vorrebbe una variabile “sovversiva”, una stella che faccia saltare tutti gli schemi di potere attualmente in corso e che operi uno squarcio nel velo di tenebre che avvolgono la maggioranza dei cittadini. Quale potrebbe essere questa stella variabile? Emma Bonino?













Ci prendi per il culo? Secondo me è più probabile che la variabile sia il Mc Italy.
Risorgimento=resistenza? E’ proprio vero che i chimici di ricerca hanno molto da invidiare alla mescalina…
Eddai, non fatemi rimpiangere Zamax…