Le due ministre, convinte animaliste, chiedono al governo di ripensarci sulla deregulation. Pestandosi un po’ i piedi tra di loro, ma l’intenzione è buona.
“E’ intenzione del Governo rimediare al ‘colpo di mano’ avvenuto in Senato evitando una deregulation in un delicatissimo settore come quello della caccia, che deve obbedire ad esigenze di tutela ambientale ed è rigidamente disciplinato da normative Europee”. È il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo ad annunciare un emendamento al testo sulla caccia approvato da Palazzo Madama, che permetteva alle Regioni di definire deroghe al calendario venatorio, specie dei volatili, senza sottostare alla validazione vincolante da parte dell’Istituto per la Ricerca e Protezione Ambientale.
METTITI IN FILA – Passa un’oretta ed ecco un altro annuncio-fotocopia. Annuncia il ministero del Turismo che è in arrivo un emendamento di Michela Vittoria Brambilla per ripristinare i vecchi limiti della stagione venatoria. Ad annunciarlo è una nota del dicastero. «L’ufficio legislativo del ministero del Turismo -si legge- ha predisposto un emendamento alla legge comunitaria 2009 che modifica la disciplina dei calendari venatori approvata la settimana scorsa in Senato“. Ovvero, sullo stesso argomento. Il testo, da sottoporre a tutti i ministri interessati, ripristina il calendario dal 1 settembre al 31 gennaio praticamente abolito per i volatili, stabilisce quali sono le specie cacciabili e reintroduce il parere vincolante del ministero dell’Ambiente per le proposte da Regioni e Province autonome. E al tutto si aggiunge il commento della Brambilla: “Non è buona politica -commenta il ministro – incidere su leggi di sistema con emendamenti estemporanei, senza una preventiva ed approfondita discussione nel governo e nella maggioranza“. Poi arriva la citazione della Prestigiacomo: “L’emendamento è già stato inviato al ministero dell’Ambiente e se alla collega Prestigiacomo andrà bene, lo proporremo anche agli altri ministeri competenti affinchè venga presentato come emendamento governativo“.
PRIMA IO O PRIMA TU? - Insomma, qui le cose sono due: o entrambi i ministeri stanno lavorando a due emendamenti diversi, oppure la Prestigiacomo ha annunciato quanto la Brambilla aveva deciso, cercando di mettere la firma sul lavoro dell’altro ministro. Sia come sia, l’annuncio incassa il sostegno di Legambiente: “Ci auguriamo che l’impegno annunciato oggi dai ministri dell’Ambiente e del Turismo si concretizzi al più presto, trovando pieno sostegno da parte dell’intero Governo, che deve tornare sui suoi passi“, dichiara Antonino Morabito, responsabile Fauna dell’associazione ambientalista, a commento delle dichiarazioni rilasciate dai due ministri sul testo . “Se il testo passato al Senato rimanesse sostanzialmente inalterato – aggiunge Morabito – comporterebbe, infatti, un gravissimo attacco alla natura e alla fauna. Devono assolutamente essere reintrodotti limiti alla stagione venatoria certi e uguali per tutto il Paese e, come chiede l’Unione Europea, anche l’esplicito divieto di caccia ai migratori nei periodi di riproduzione e di migrazione“.
SICURI SICURI? – Anche se c’è chi fa notare che tra l’emendamento della Prestigiacomo e quello annunciato dalla Brambilla ci sarebbero molte differenze: la Presty vuole che ci sia un parere dell’Ispra, ma non spiega cosa succede nel caso il parere sia negativo; la Brambilla, invece, obbliga direttamente a chiudere la stagione venatoria al 31 gennaio, senza troppe discussioni. Ora non ci resta che attendere la fine della storia.




Un po’ controccorrente per la Brambilla limitare la caccia ai volatili, starà facendo penitenza?