Redmond rinuncia al motore di ricerca concorrente di Google. Per Ballmer e Gates frena il business della pubblicità on line. E per l’a.d. c’è aria di sostituzione. Ma potrebbe arrivare un ritorno di fiamma
L’accordo è definitivamente saltato. In un comunicato ufficiale, con tanto di allegato con l’ultima lettera spedita da Microsoft a Yahoo!, è stato ufficializzato il fallimento del negoziato tra le due società . Tantomeno, a quanto riferiscono i vertici aziendali, tenterà un’Opa ostile. Tre mesi di corteggiamenti e
minacce (non ultima quella di rivolgersi all’Antitrust nel caso – sempre più probabile a questo punto – di un’alleanza strategica con Google per monopolio nella gestione della pubblicità su internet) che hanno avuto un costante rifiuto di Jerry Yang. L’affare si è concluso per un gap di cinque dollari per azione (33 quelli offerti da BigM, 38 la cifra richiesta da Yang), un bel vuoto che lascia molti dubbi sull’interesse di Yahoo! di concludere veramente l’accordo, o di Microsoft di volere il gigante di internet a tutti i costi.
QUESTO MATRIMONIO NON S’HA DA FARE – Non raccontiamoci balle. Microsoft desidera Yahoo! solo per frenare l’ascesa di Google. L’acquisto avrebbe comportato una posizione finalmente di livello nella pubblicità on line, e aria fresca per il suo browser e il pacchetto office, mettendolo a riparo dai nuovi servizi live di Page&Brin. Insomma, più che un investimento era considerato dai vertici di Redmond come un argine alla perdita di utenti (Google in pratica fa pagare non loro, ma gli inserzionisti per i servizi offerti). Anche perchè non avrebbe mai potuto pensare di poter unire il suo servizio di posta (Hotmail, o Live come adesso si chiama) a quello di Yahoo! (che sono i due colossi da oltre 250 milioni di utenti ognuno, ma che difficilmente vorrebbero convergere da uno all’altro servizio), o per motivi similari (ma senza Google in agguato) i due sistemi di messaggistica istantanea.
SCONFITTI E VINCITORI – L’amministratore delegato di casa Redmond, Steve Ballmer, ha collezionato tre fiaschi consecutivi. Il primo – al momento il più costoso – è il sistema operativo Vista. Il rimpiazzo di Xp non è mai decollato veramente, le patch di sicurezza si susseguono a ritmi frenetici, e i tecnici hanno
dovuto già sfornare un primo service pack (un aggiornamento principale) molto prima del previsto. Le case produttrici di PC chiedono di poter ancora vendere macchine con Xp pre-installato, e la Asus con il suo nuovo modello killer di UMPC (ultra mobile Pc, i computer portatili ultra leggeri) low cost offre il suo gioiellino (le cui ordinazioni ormai impegnano già metà del 2009) con il sistema operativo Linux Xandros (ovvero tanti saluti a casa Gates).Il secondo fiasco è stato puntare per la X-Box sul HD-DVD, il rivale sconfitto del Blue Ray. Tanti soldi investiti a vuoto, centinaia di migliaia di lettori ad altà capacità che resteranno a prendere polvere in qualche magazzino. Il terzo è proprio il fallimento nel trovare un accordo con Yahoo. Quello che per molti analisti era considerato l’ultima spiaggia di un mandato sempre più criticato dal consiglio di amministrazione. Già si pensa a un ritorno di Bill Gates alle redini operative di Microsoft finché non si troverà un sostituto a Ballmer. La sua testa potrebbe già essere in viaggio verso villa Gates in queste ore. Google, finora alla finestra, è al momento il grande vincitore. Se dovesse andare in porto il suo accordo con Yahoo! Ci troveremmo davanti a un monopolio de facto nella ricerca, al primo servizio di posta elettronica, e un vero mostro nella gestione della domanda e dell’offerta di spazi pubblicitari.
LA FINE È ANCHE L’INIZIO – Ma se questo ultimo tentativo di unire i due giganti dell’IT non fosse stato solo un modo per calmierare i prezzi delle azioni di Yahoo? Da quando è trapelata la notizia di un eventuale accordo le azioni Yahoo stanno scendendo con una certa regolarità , soprattutto da quando si vocifera un accordo con i fratelli terribili della ricerca. Se Yahoo! Non stringerà i tempi per un accordo che non piace forse alla borsa, ma che promette una rivoluzione copernicana nei rapporti di forza su internet, Microsoft potrà approfittarne con un’opa ostile. La pietra tombale, messa sull’accordo e sull’eventualità di un acquisizione a colpi di borsa fatta con fin troppo clamore dai vertici di Redmond - potrebbe essere una mossa per lasciare che il prezzo delle azioni di Yahoo scenda ancora (adesso siamo a 27 dollari per azioni, -20% rispetto a tre mesi fa), e iniziare l’arrembaggio. Una battaglia che però si profila molto rischiosa e che potrebbe lasciare sul campo molto di più di quello che aveva offerto Microsoft nella prima puntata di questa telenovela. Fra sei mesi, quando il mercato avrà riassorbito queste settimane al testosterone sapremo se ci sarà l’ultimo assalto all’arma bianca.


























Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
…
Microsoft-Yahoo!, fine della telenovela. Per ora. : Giornalettismo…
Redmond rinuncia al motore di ricerca concorrente di Google. Per Ballmer e Gates frena il business della pubblicità on line. E per l’a.d. c’è aria di sostituzione. Ma potrebbe arrivare un ritorno di fiamma…
Non credo proprio che rinunci. Il gioco delle parti secondo me prevede una ritirata, un crollo del prezzo delle azioni (che è avvenuto) e una ripresentazione di offerta oppure un’acquisizione ostile, che permetta a msft di prendere yhoo senza spendere cifre esorbitanti.
Yhoo è indispensabile a ballmer per contrastare google sul web.