Cultura

Come tu mi vuoi

3 febbraio 2010

Se pensate che Roxxxy, la donna androide che fa sognare la metà maschia del globo, sia la sola alternativa, vi sbagliate di grosso. Sono molti piccoli fans di Blade Runner che lavorano indefessamente per darci un futuro diverso. Ma sarà migliore?

Di loro, quelli di True Companion e di Roxxxy, la loro grande speranza elettromeccanica, ci siamo occupati fugacemente ieri tanto per dare un filo di speranza a quell’esercito di bipedi maschi in conflitto sempiterno con l’altra metà della mela. Tuttavia la creatura di Douglas Hines, che al rivoluzionario progetto ha sacrificato due anni e mezzo di vita assieme ad una milionata di dollari, non è l’unica alternativa disponibile su un mercato di proporzioni ben più vaste di quanto si possa immaginare. Tanto è vero che se il milione di Hines vi sembra tanto è bene prendere nota del fatto che quattromila prenotazioni a 7 mila dollari di minimo l’una fanno la ragguardevole cifra di 28 milioni. Niente male, anche perché dalla nascita della Venere in silicone ed elettrodi è passato meno di un mese e in canna ci sono qualche decina di migliaia di richieste di informazioni da parte di chi non vede l’ora di godersi il momento in cui spingere il tasto “off” alla propria agrodolce compagna in carne ed ossa. Ma siamo sicuri che sia il meglio che si possa trovare in giro?

PASSI DA GIGANTE – A pensarci bene, è passato solo qualche decennio da quando i primi rivoluzionari delle scienze sociali, ispirati dalla più grande intuizione che gli esseri umani di sesso maschile abbiano mai avuto, fecero i primi tentativi di emancipare i loro compagni di sventura dalle angherie psicologiche inferte loro dal gentil sesso mettendo in commercio, semiclandestinamente, i primi surrogati di mogli e fidanzate. La tecnologia disponibile,allora, consentiva di realizzare quasi esclusivamente dei goffi canotti in vinile color rosa pastello dalle sembianze molto vagamente umane. Facevano quasi tenerezza le facce di quei manichini con la bocca aperta in segno di costante stupore, ma la loro comparsa – e il loro successo – stava a significare che niente sarebbe mai stato mai più come prima nell’eterna lotta tra i sessi. Negli ultimi anni, però, la tecnologia ha compiuto enormi progressi e si sono diversificate parecchio le variazioni sul tema proposte dai pochi operatori del settore per cui la vecchia bambola gonfiabile, da status symbol degli avanguardisti delle scelte di consumo, si è trasformata in gadget economico riservato a poveri sfigati senza un quattrino. Roba da sex shop di periferia impresentabile nelle boutiques della perversione carnale nelle quali, volendo, si trova di tutto. Forse troppo.

2 commenti a Come tu mi vuoi

  1. Non ho capito cos’hai contro la Salaria!

  2. In rete c’è ancora l’integrale del documentario andato in onda per “C’era una Volta” il 19 dicembre del 2007 dal titolo “Un’altra vita è possibile”. Un viaggio all’interno della virtualità e del sesso virtuale, ancora molto attuale (nonostante fosse stato girato in pieno boom da Second Life). Una buona parte del documentario parla proprio dei corpi reali per fare sesso virtuale.

    http://video.google.it/videoplay?docid=-8002404731191362222&ei=VnBpS7_SDcrP-Ab7h-nNAw&q=un%27altra+vita+%C3%A8+possibile&hl=it#

    Buona visione.

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