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Charlie Hebdo e le vignette sull’Islam

Dalle cinque di questa mattina il sito web del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, che oggi va in edicola con, in quarta di copertina, alcune vignette che mostrano il profeta Maometto in pose osé, è del tutto inaccessibile. Lo scrivono gli utenti francesi su Twitter, lo confermano i vani tentativi di connettersi al sito.

 

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STRETTA SORVEGLIANZA – Da ieri a Parigi la sede di Charlie Hebdo è sotto strettissima sorveglianza.

Si teme che l’estremismo islamico voglia proporre al mondo la riedizione dell’attacco terroristico che fece saltare in aria la sede del settimanale satirico per la copertina pubblicata esattamente un anno fa, nel novembre 2011, quando il settimanale era stato rinominato “Charia Hebdo” e aveva messo in prima il Profeta Maometto che minacciava 100 frustate a chiunque non fosse “morto dalle risate”. Secondo i media francesi, Charlie Hebdo è davvero “recidivo”.

LA LEGGE – Le vignette saranno pubblicate in quarta di copertina, nella tradizionale rubrica “le copertine che vi siete persi”; in copertina, un rabbino spinge un imam in sedia a rotelle: sono “gli Intoccabili 2” e gridano “guai a chi ride”. Il direttore del settimanale Charb ha chiarito, a muso duro: “Si tratta di vignette che sconvolgeranno tutti quelli che vogliono essere sconvolti”. La pubblicazione arriva dopo la manifestazione non autorizzata di alcuni militanti islamici davanti l’ambasciata degli Stati Uniti a Parigi, ricorda le Parisien, connessa alla diffusione del film “l’innocenza dell’Islam” nel mondo arabo. “Se si comincia a dire che se 250 esaltati manifestano davanti all’ambasciata, allora è il caso che noi posponiamo o non pubblichiamo affatto questi disegni, vuol dire che la legge in Francia sono diventati loro”, ha detto il direttore dell’Hebdo.

LE REAZIONI – La paura sale, sopratutto nelle istituzioni. Il primo ministro del presidente François Hollande, Jean-Marc Ayrault, ha precisato di credere nella libertà di espressione ma al contempo ha chiamato al “rispetto” e ha deplorato “ogni eccesso, dato il contesto attuale. La libertà si esercita nel quadro della legge e sotto il controllo dei tribunali”. Il capo della comunità islamica parigina, dal canto suo, di è detto “costernato”, ha notato che la pubblicazione “rischia di esacerbare la tensione nel mondo mussulmano” e ha chiesto a tutti i francesi di religione mussulmana di “non cedere alla provocazione”. Ma cosa ne pensano i cittadini? Su Twitter le risposte sono composite, ma in linea di massima sono moltissimi i cittadini che si schierano con l’Hebdo. Qualcuno afferma che “il direttore dovrebbe essere processato per istigazione all’odio”, qualcuno che la prima non potrebbe essere “né condannata né tollerata in uno stato laico”. Qualcuno si chiede se sia giusto “che le tasse vadano a proteggere un settimanale di sinistra e notoriamente provocatorio”. “Sì, con tutte le nostre forze, alla libertà di stampa”, dice Axel Kahn, candidato del partito Umanista, “il che non esclude eventuali responsabilità”.

 

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