I segreti, in Italia, sono le cose che sanno tutti. Oggi il Corriere della Sera in un articolo a firma Luigi Cavallaro pubblica quattro foto scattate il 15 dicembre 1992 che ritraggono Antonio Di Pietro seduto a tavola durante una cena in una caserma dei carabinieri in compagnia di alcuni ufficiali dei servizi segreti, il “famigerato” 007 Bruno Contrada (che verrà arrestato una settimana dopo), il colonnello dei carabinieri Gargiulo, il generale Tommaso Vitagliano, il colonnello Conforti e il colonnello Fausto Del Vecchio.
Le foto fanno parte di un libro che sta per pubblicare Mario Di Domenico, un avvocato abruzzese, e che si intitolerà “Il ‘colpo’ allo Stato. Da Mani Pulite a mani libere“. Di Domenico è un ex collaboratore di Di Pietro, entrato in rotta di collisione con l’ex Pm così come Elio Veltri: il libro, spiega l’autore, “vuole essere un contributo storiografico e documentale alla ricostruzione di pagine fosche e torbide, tra servizi segreti stranieri e servizi italiani“. Le foto, che sono il centro del libro, sono state scattate alla caserma del comando Legione in via In Selci, e sono state fatte sparire una settimana dopo, proprio in occasione dell’arresto di Contrada. Quel 15 dicembre è appena arrivato l’avviso di garanzia a Bettino Craxi per corruzione, e la circostanza della consegna della targa premio della Kroll al giudice di Mani Pulite porta l’autore del libro a malignare sulla stranissima coincidenza.
“Di Pietro è l’unico magistrato presente al vertice enogastronomico con gli alti gradi dei Servizi e con l’”americano” Rocco Mario Modiati, a tutti presentato come il responsabile della cosiddetta Cia di Wall Strett, la Kroll, la più grande organizzazione di investigazione d’affari del mondo fondata nel ‘72 da Jules Kroll, tremila dipendenti fissi, una quantità di collaboratori, corsia preferenziale per chi arriva da Cia e altri servizi, Mossad compreso, uffici in 60 città di 35 paesi“, scrive il Corriere. Di Pietro, giustamente, fa notare che è difficile parlare di complotto in base a foto scattate durante una cena. “Teoremi da menti malate“, dichiara il leader dell’Italia dei Valori. “La prova del complotto ai danni di papà“, risponde invece Bobo Craxi. In attesa di conoscere la posizione della Spectre mondiale e quella di Ciancimino, non ci resta che riderne.






















Ha ragione il Corrierone: in Italia è in atto da tempo un complotto: contro la verità, la giustizia, l’onestà, l’etica.
E soprattutto contro l’intelligenza.
Però il capo, ad occhio, non mi sembra ci sia in quelle foto lì.
C.
Sono d’accordo. Gli si dovrebbe riconoscere una intelligenza che non ha.
Mah, sicuramente gli 007, le spie, i funzionari statali dei servizi segreti, magistrati, passano il loro tempo a farsi fotografare mentre stanno ordendo complotti internazionali….. Capita poi che le guardie vadano a cena con i ladri, o no?
Feltri Boffo e Farina alias betulla si sono incontrati in un ristorante, chissà cosa stanno complottando?
[...] Per approfondire consulta articolo originale: Di Pietro e gli 007: il Corriere pubblica le foto [...]
anche lui predica bene e razzola male!!!
sarebbe ora che si togliessero tutti dalle palle
al loro posto dovrebbero essere messe persone più giovani e lasciarle al massimo 2 legislature in modo che non imparino tutte le regole per fregarci e per mangiare tutti i soldi che gli italiani pagano con le tesse
La foto sembra l’Ultima Cena. Resta da capire chi fa la parte di Gesù e chi quella di Giuda.
Chi è GIUDA ? Non ci sono dubbi. Lo ha già dimostrato ed è stato cancellato dall’albo degli avvocati.
Una cena si, ma cosa aveva un Magistrato “Di Pietro” da dire con gli uomini dei servizi segreti? Doveva solo fare il suo lavoro, e non cenare con Contrada poco dopo arrestato. C’è da riflettere seriamente.
Magistrato ? sarebbe quasi un complimento.
NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE, DI PIETRO E’ STATO USATO E A SUA VOLTA HA USATO I SERVIZI, FORSE ANCHE USA, PER COLPIRE CRAXI E PER LA SUA SPORCA SCALATA ALLA POLITICA, SOLO PRO DOMO SUA. ABBIAMO VISTO DOVE E’ ARRIVATO, E’ UNA RIPROVA DELLE INDAGINI DEMOCOSPICHE CHE DANNO IL 60% DEGLI ITALIANI NON RAGGIUNGE IL 40% DEL QUOZIENTE DI INTELLIGENZA ED IL 33% NON SA LEGGERE UN CARTELLO STRADALE, UN ALTRO 33% LO DEVE “ANALIZZARE2 CON UNA FERMATA E SOLO IL RESTANTE LO CAPISCE. UN’ULTIMA COSA: UNO COME DI PIETRO NEANCHE COMPAGNO AL CAMPOSANTO LO VORREI.