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di Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 2 febbraio 2010 alle 08:28 dallo stesso autore - torna alla home

I segreti, in Italia, sono le cose che sanno tutti. Oggi il Corriere della Sera in un articolo a firma Luigi Cavallaro pubblica quattro foto scattate il 15 dicembre 1992 che ritraggono Antonio Di Pietro seduto a tavola durante una cena in una caserma dei carabinieri in compagnia di alcuni ufficiali dei servizi segreti, il “famigerato” 007 Bruno Contrada (che verrà arrestato una settimana dopo), il colonnello dei carabinieri Gargiulo, il generale Tommaso Vitagliano, il colonnello Conforti e il colonnello Fausto Del Vecchio.

4323969985 410d4c8065 Di Pietro e gli 007: il Corriere pubblica le fotoLe foto fanno parte di un libro che sta per pubblicare Mario Di Domenico, un avvocato abruzzese, e che si intitolerà “Il ‘colpo’ allo Stato. Da Mani Pulite a mani libere“. Di Domenico è un ex collaboratore di Di Pietro, entrato in rotta di collisione con l’ex Pm così come Elio Veltri: il libro, spiega l’autore, “vuole essere un contributo storiografico e documentale alla ricostruzione di pagine fosche e torbide, tra servizi segreti stranieri e servizi italiani“.  Le foto, che sono il centro del libro, sono state scattate alla caserma del comando Legione in via In Selci, e sono state fatte sparire una settimana dopo, proprio in occasione dell’arresto di Contrada. Quel 15 dicembre è appena arrivato l’avviso di garanzia a Bettino Craxi per corruzione, e la circostanza della consegna della targa premio della Kroll al giudice di Mani Pulite porta l’autore del libro a malignare sulla stranissima coincidenza.

Di Pietro è l’unico magistrato presente al vertice enogastronomico con gli alti gradi dei Servizi e con l’”americano” Rocco Mario Modiati, a tutti presentato come il responsabile della cosiddetta Cia di Wall Strett, la Kroll, la più grande organizzazione di investigazione d’affari del mondo fondata nel ‘72 da Jules Kroll, tremila dipendenti fissi, una quantità di collaboratori, corsia preferenziale per chi arriva da Cia e altri servizi, Mossad compreso, uffici in 60 città di 35 paesi“, scrive il Corriere. Di Pietro, giustamente, fa notare che è difficile parlare di complotto in base a foto scattate durante una cena. “Teoremi da menti malate“, dichiara il leader dell’Italia dei Valori. “La prova del complotto ai danni di papà“, risponde invece Bobo Craxi. In attesa di conoscere la posizione della Spectre mondiale e quella di Ciancimino, non ci resta che riderne.